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Catherine: Full Body, la recensione: Quando l’amore (non) trionfa sempre

Catherine: Full Body, l’amore (non) trionfa sempre

A distanza di ben 8 anni dall’uscita della prima storica edizione di Catherine, torna in occidente su home console lo storico puzzle-platform di casa Atlus. In esclusiva per PS4 e solo in oriente anche per PS Vita, vivremo nuovamente le avventure del nostro amato Vincent. Stavolta però, il triangolo di intrighi amorosi ed infedeltà diverrà un quadrilatero. Per questo attesissimo ritorno infatti, Atlus non si è limitata a rimasterizzare il titolo originale, ma ha ben pensato di fornire un’esperienza a tutto tondo, più corposa e intrigata, aggiungendo una nuova spasimante nella vita di Vincent, la giovane Rin. Abbiamo potuto provare fino all’ultimo blocco questo titolo in modo gratuito grazie alla review key fornitaci da SEGA. Il titolo riuscirà a riconfermarsi la perla rara che mostrò di essere la scorsa generazione? Per rispondere a tutte queste domande, ripercorriamo in parallelo le storie, i progressi e l’importanza dei due titoli mettendoli a confronto per capire se Full Body sia effettivamente un’esperienza rivoluzionaria tanto quanto la prima lo è stata nella scorsa generazione.

Take a step back…

Fin dalla sua uscita Catherine ha rappresentato una vera e propria rarità nel panorama videoludico dell’epoca. Un  titolo che narra della natura umana in ambito amoroso, parlando di relazioni, tradimento, valori e morale. Si potrebbe fare un vero e proprio trattato sulla psicologia umana affrontata da Atlus in questo titolo, con una leggerezza e al contempo seriosità che contraddistingue le opere della software house nipponica. Se nel lontano 2011 ciò non è arrivato ai giocatori, possiamo dire che la vera consacrazione nel panorama di Atlus è arrivata con la saga di Persona e con l’ultimo capitolo in particolare. Nell’attesa di giocare a Persona 5 Royale, il nostro Vincent è tornato nel mondo onirico dei sogni e ne vedremo delle belle. Attenzione: Prima di parlare della trama, nonostante sia un titolo di qualche anno fa, questo paragrafo contiene spoiler sia sulla trama di base del gioco che sulla nuova storyline introdotta in Full Body. Se avete giocato il titolo o volete semplicemente sapere come vengono affrontate le storie di questo titolo, proseguite pure.

Storie di Alta Infedeltà

La trama originale del gioco è la seguente. Il nostro protagonista, Vincent, è fidanzato da ormai 5 anni con la bella Katherine, la sua storica compagna conosciuta ai tempi del liceo. La donna però, dopo tutto il tempo passato assieme al suo amato, vorrebbe che la relazione raggiungesse uno step successivo e che i due si sposassero. Tutto cambia precipitosamente quando Vin inizia a fare degli strani incubi nei quali si trova a scalare delle torri e sopravvivere alla morte. La stranezza più grande però, è che ogni mattina si risveglia e trova una misteriosa quanto bella donna al suo fianco, Catherine. Insomma, il protagonista quindi si trova bloccato in questo triangolo fatto di tradimento e fedeltà, due parole opposte ma mai quanto in questa situazione collegate. Combattuto dalla sua morale e dall’amore che lo lega a Kat, Vincent sarà costretto a intraprendere delle sfide che lo porteranno a maturare sia nella vita che nella sfera sentimentale. Non vi sembra abbastanza intricata e complessa? Mamma Atlus ha ben pensato di complicare ancora di più la vita del povero Vin e introdurre una nuova fiamma per il nostro povero impiegato: Rin, la tenera pianista che ha perso la memoria. La storyline di Rin è la più grande introduzione presente in Full Body e come tale ci sono state grandi aspettative a riguardo.


Quindi, come è stata affrontata questa storyline e come è stata sviluppata? Diciamo che la storia di Rin lascia con l’amaro in bocca, non tanto per ciò che viene narrato, ma per come viene gestita e successivamente conclusa. La storia della dolce pianista è ben introdotta, una ragazza che ha perso la memoria e che riesce a trovare lavoro, casa e amore grazie alla premura del nostro protagonista. La ragazza stranamente appare nei sogni del protagonista e riesce a dargli supporto suonando lo strumento tanto amato, il pianoforte, allietando la sua scalata verso la libertà dall’incubo. La storyline di Rin subisce uno stravolgimento quando il nostro protagonista viene a sapere dalla stessa che il suo nome completo è Qatherine; insomma, un’altra ragazza dallo stesso nome nella sua vita, pronta a scombussolargli i sentimenti. La conclusione è davvero frettolosa e poco ragionata invece. Infatti per uno strano caso Vincent scopre che la pianista per la quale aveva provato tutti quei sentimenti è in realtà UN pianista. Ebbene si, Rin è un maschio ed il suo aspetto, comportamento e carattere rendono estremamente fuorviante il suo riconoscimento sessuale.


Da questo punto in avanti Qat fuggirà a causa del comportamento del nostro protagonista che imbarazzato e impaurito allontana l’amico. Dopo essersi riappacificati telefonicamente, non vedremo mai più comparire Rin e questo rende pressocchè inutile la storyline del nuovo personaggio introdotto in Full Body. Questa è l’unica critica possibile alla trama che per il resto risulta intoccabile. Questo è dovuto anche al fatto che con l’avvento di Full Body sono state introdotte linee di dialogo più articolate e ancor più interessanti con i personaggi secondari. Esempio lampante, i dialoghi quotidiani con il gruppo di amici di Vincent allo Stray Sheep, luogo di riposo e relax del protagonista e la sua comitiva. Questi dialoghi affrontano i temi più disparati, dalle relazioni interpersonali, il valore dell’amore, la morale personale, il tradimento e adesso anche l’omofobia. Insomma, un vero e proprio tesoro della psiche umana.

Vincent e gli amici allo Stray Sheep

Tiriamo quindi le conclusioni sulla trama di questa riedizione di Catherine. La qualità è sempre la stessa, Atlus è una garanzia come sempre. Anche se in questo caso ha gettato le basi per una storyline potenzialmente rivoluzionaria e che potesse affrontare e sviscerare tematiche più attuali che mai. Incredibilmente però, dopo uno sviluppo interessante, è arrivata una conclusione frettolosa e azzardata, che praticamente getta per il resto del gioco nel dimenticatoio un personaggio fino a prima fondamentale per il protagonista. Sicuramente siamo su un lavoro ottimo e acutissimo come sempre, ma carente dal punto di vista delle novità.

Starway to Heaven

Passiamo alla parte d’azione di Catherine, quella che metterà a dura prova il nostro ingegno e la nostra capacità tattica: il gameplay. Quando uscì per la prima volta Catherine, fu subito difficile identificare e circoscrivere il gameplay in un genere preciso. Abbiamo un setting da film horror-love story, con un gameplay puzzle misto al platform. L’obiettivo principale è quello di scalare queste enormi pareti di blocchi che si materializzano negli incubi di Vincent. Come? Spostando in modo strategico i blocchi a vostra disposizione e creare una scala perfetta. Ovviamente detto così potrebbe sembrare un gioco da ragazzi, ma possiamo assicurarvi che anche alla difficoltà più infima avrete più di un problema. Ogni livello è diverso da quello precedente e con l’avanzare della storia e il conseguente cambio di incubo, verranno introdotti diversi tipi di blocchi pronti a darvi del filo da torcere. Ne esistono a decine, dai blocchi classici a quelli esplosivi, i blocchi trappola e i blocchi buchi neri che risucchiano tutto quello che vi finisce sopra. Insomma, dovrete imparare come sfruttare al meglio e volgere a vostro favore anche i blocchi che vi sembrano di semplice ostacolo.

Questo rende incredibilmente vario il gameplay nonostante basicamente sia sempre lo stesso. In Full Body però, sono state aggiunte altre novità che hanno reso ancor più vario il gameplay e ancor più divertenti le scalate. Partiamo dalla possibilità di iniziare il gioco in modalità Remix ovvero con dei blocchi fissi in stile Tetris nel mezzo delle vostre scalate. Questo oltre a diversificare il gameplay lo rende anche più difficile, soprattutto per le sfide più avanzate e per le boss battle di fine stage. Ogni boss è una rappresentazione allegorica e onirica di una delle paure e delle paranoie del nostro Vincent. Diciamo che esse sono la manifestazione delle sue paure più recondite, ad esempio una di esse è Katherine in versione horrorifica vestita da sposa, che insegue il nostro traditore al grido di “Marry Me”, sposami.


Inoltre, a differenza della sola modalità Babel presente in Catherine, oltre la modalità storia, sono state introdotte altre due modalità: Colosseum e Scalata Online. Queste permetteranno di affrontare delle sfide di scalata contro altri poveri traditori online, sia in 1V1 che in co-op. Al momento del testing, visto anche il poco afflusso, i server sembravano reggere bene e non ci sono apparsi problemi di lag. Per quanto riguarda la modalità Babel, resta sostanzialmente immutata, proponendo ardue scalate dalla difficoltà molto alta al termine delle quali otterremo anche i trofei ad essi correlati. Novità interessante, tramite l’acquisto della versione deluxe di gioco, la possibilità di selezionare Joker di Pesona 5 come personaggio utilizzabile. Detto questo, cosa possiamo aggiungere riguardo il gameplay. Sostanzialmente Full Body mantiene la qualità e la complessità del gioco di base proponendo interessanti novità che aumentano la giocabilità, per accontentare i gusti di tutti i giocatori. Da quelli inesperti, per i quali è stata introdotta la safe mode, a quelli hardcore, convinti di poter scalare anche la più ripida delle montagne. Un ottimo lavoro sicuramente, che accontenta e che sorprende ancora oggi come la scorsa generazione.

Focus On: Arte Videoludica

Dopo aver parlato delle due componenti principali di trama e gameplay, concentriamoci sull’importanza del comparto audio-visivo in Catherine. Come siamo già stati abituati da altre creazioni di casa Atlus, l’importanza delle soundtrack, dei concept artistici in un titolo della casa nipponica è pressocché fondamentale. In questo gioco ancor di più poiché l’intera storyline del nuovo personaggio introdotto si basa attorno allo strumento musicale per eccellenza, il pianoforte. Questo ha permesso di sviluppare delle colonne sonore da brividi e che per tutta la durata del gioco vi allieteranno senza mai stancare. In caso vogliate cambiare genere, vi basterà selezionare un pezzo dal jukebox presente allo Stray Sheep. Proprio di fianco al riproduttore musicale, abbiamo il geniale minigioco sottoforma di cabinato, di Rapunzel. In questo minigame Vincent giocherà nei panni di un cavaliere il quale dovrà spostare dei blocchi al fine di raggiungere la torre di Rapunzel. Insomma, un inside-joke veramente acuto e che rappresenta metaforicamente la storia di Vincent. A livello di concept artistico, nulla da dire.

La Venere di Mezzanotte, Trisha

Il mondo dei sogni è a dir poco geniale e i personaggi hanno tutti un character design veramente di spessore. Anche il più secondario dei personaggi riesce a far trasparire una sua psiche. Capolavoro per eccellenza, la Venere della Mezzanotte, Trisha. Una sorta di anfitrione che romperà nel modo più diretto la quarta parete, interagendo proprio con noi videogiocatori e parlando con consapevolezza. Questo personaggio ci parla sapendo di essere in un videogioco e interagisce direttamente col giocatore elogiando l’operato di Vincent in quanto uomo nelle mani del “destino”. Unica pecca, tecnicamente risulta ancora leggeremente indietro, se le cutscenes animate risultano piacevolissime e perfettamente coerenti, quelle in cgi calano sotto l’aspetto tecnico. Diciamo che questa componente non brilla particolarmente, ma nemmeno stona. In conclusione quindi, siamo su un livello altissimo per la cura del sonoro, del character design e dell’art design. Tecnicamente da rivedere.

Omnia Vincit Amor

Tiriamo quindi le somme su Catherine: Full Body. Partiamo con l’affermare una cosa: Questa riedizione ha senso di esistere ed è una proposta coerente da parte di Atlus. Un titolo di ormai 8 anni fa che aveva il bisogno di essere riproposto al grande pubblico di PS4. Un vero e proprio diamante raro del panorama videoludico, titolo inusuale e innovativo per gameplay ed incredibilmente profondo per la trama. Nonostante ciò, lascia l’amaro in bocca per come è stata gestita non nel migliore dei modi la storyline della nuova protagonista, Rin. Le novità non sono comunque poche ed anzi aumentano esponenzialmente la durata di gioco. Consigliamo quindi a tutti l’acquisto di Full Body perché alla fine di tutto, l’amore, in questo caso per i videogiochi, vince sempre. Per tutti i motivi precedentemente elencati il voto non può che essere

VOTO: 8.8/10

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Antonio Maddaluno

Cresciuto a pane e videogames, con la passione per la musica ed il cinema.
Fin dalla mia prima console, la Playstation 1, ho capito che sarebbe stato amore eterno. Sono convinto che i videogiochi siano arte e lotterò sempre per difendere questa definizione.
Mi hanno detto che nella vita sarei potuto diventare quello che volevo , ecco perchè adesso scrivo per DrCommodore.it