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Anime & Manga Recensione

GoGo Monster: di cosa hai davvero paura?

Dove finisce il nostro mondo e dove inizia l’altro? Il confine è confuso e si affievolisce ogni giorno di più; il tempo sta per scadere, scandito dalle stagioni che inesorabilmente si susseguono: estate, autunno, inverno, primavera e ancora estate, una dopo l’altra fino alla fine.

Un confine che si somiglia ogni giorno di meno e segna la confusa fine dell’infanzia e l’inizio dell’età adulta.

GoGo Monster è il racconto di questo confine confuso nel tempo e nello spazio, diluito nelle sue 455 pagine.

È l’immaginazione a demarcare l’infanzia o l’infanzia a dare voce all’immaginazione?

La nostra guida in questo e l’altro mondo è Yuki Tachibana, un bambino di nove anni che per noi sarà una guida incerta, con il quale condivideremo angosce e preoccupazioni, desiderio di protezione e paura del contatto, in un viaggio che ci porterà al quarto piano della sua scuola, luogo dove i due mondi convergono, dove il confine si espande e creature mostruose albergano quasi indisturbate.

Il confine è confuso e per questo risulta difficile da attraversare, una rampa di scale alla volta, che non si lasciano percorrere passivamente, ma agiscono su chi le sale, cambiandolo e rendendolo pronto a trovare la porta.

La paura è emotiva, è insicurezza nella stessa misura nella quale è smarrimento di fronte a un pericolo, che questo sia reale o immaginario e l’immaginazione si sa, raggiunge il suo picco di attività quando si è ancora bambini.

Ma se a spaventarci è inconsciamente crescere e perdere quindi la nostra stessa capacità di immaginazione, della quale la stessa paura si nutre, come possiamo salvarci?

Il bambino che ha paura di se e degli altri, potendo scegliere liberamente, in quale dei due mondi si vorrebbe collocare?

“Sto diventando adulto. Li percepisco sempre meno. Prima o poi smetterò di vederli. Marcirò e diventerò rigido.”

Da che parte stai?

Ogni scelta determina una perdita e come spesso accade si sa cosa si lascia, ma non cosa si trova e l’ignoto fa sempre paura.

E che mezzi hanno quegli individui che fin da piccoli hanno trovato difficile vivere e il doversi rapportare con il mondo; quel continuo doversi relazionare con l’altro che la vita ci impone, soprattutto durante l’infanzia; loro che hanno sviluppato un’ immaginazione così forte per fuggire la realtà tanto da aver reso reali i propri mostri; quali mezzi hanno per sopravvivere da bambini e quali per affrontare l’età adulta?

Che mezzi hanno dunque questi individui per affrontare l’ignoto?

L’inesorabilità dell’età adulta che chiama a se i bambini, avvolge l’intera opera e si mostra nelle tavole affacciandosi da una finestra o cogliendoli impreparati con un acquazzone all’uscita di scuola. Le stagioni che si susseguono, gli orologi negli angoli delle tavole, tutti rimarcano il passare del tempo. Persino un piccolo Totoro che compare ogni tanto, forse perché considerato generico simbolo dell’infanzia proprio come le canzoni intonate dai cori dei bambini, o forse perché come abbiamo già analizzato nell’articolo Il mio vicino Totoro | Se Miyazaki incontra Lewis Carroll, questo potrebbe rappresentare uno dei mostri visibili solo agli occhi dei bambini che crescendo perdono questa “abilità”.

Che sia un caso che il coniglio che inseguono e ribadisce loro che il tempo stia per scadere sia proprio bianco?

In GoGo Monster ogni tavola è carica di significato e l’intera storia si presta a interpretazioni diverse, una per ogni lettore. GoGo Monster non è un viaggio, è un confine dilatato e confuso, è la storia della forza che serve per attraversarlo, col rischio di rimanerci impantanati.

L’autore

Nato a Tokyo nel 1967, Taiyō Matsumoto fa il suo debutto sulla rivista Afternoon di Kodansha. Le sue opere arrivano in Italia grazie a J-Pop che nel 2013 pubblica Sunny, con il quale nel 2016, tra i numerosi premi già ricevuto per quest’opera, vince il premio miglior manga dell’anno ai 61esimi Shogakukan Manga Awards e nel 2017 Tekkonkreet.

All’interno di questo volume edito J-POP è inoltre compresa un’intervista di Jacopo Costa Buranelli all’autore, nella quale racconta il suo approccio alla realizzazione del suo primo lavoro non serializzato e ci parla dei suoi “bambini”.

Specifiche tecniche

Autore: Taiyō Matsumoto
Editore: J-POP
Data di pubblicazione: 17/07/2019
Formato e rilegatura: 15 x 21 Brossurato con sovraccoperta
Pagine: 476
Disponibilità: Amazon

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L'autore

Chiara Porru

Eterna nostalgica degli anni ‘90, cresciuta immaginando un futuro lontano forse 1000 anni e che probabilmente non vedrò mai se non grazie ad anime, film e videogiochi. Qui su DrCommodore scrivo di anime e manga, dando finalmente voce a quella parte di me cresciuta leggendo Kappa Magazine e guardando anime su MTV.

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