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Recensioni Videogames

DOOM: 25 anni dopo, la trilogia originale torna su home console

Doom Eternal

DOOM: 25 anni dopo, la leggenda è pronta a rivivere su home console

Il QuakeCon 2019 è stato sicuramente memorabile. Bethesda ha contornato il più grande evento dedicato a Quake con una serie di trailer e annunci davvero memorabili; in particolare, quelli dedicati a DOOM. La storica saga di id Software sta per tornare col suo nuovo e attesissimo capitolo il prossimo novembre con DOOM Eternal. Tutti i giocatori del mondo, fan di Bethesda o meno, non vedono l’ora di mettere le mani su quello che sembra un capitolo rivoluzionario, come del resto lo è stata tutta la serie. Per ingannare l’attesa, Bethesda ha ben pensato di deliziare i fan di tutto il mondo con il porting della storica trilogia originale su PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch. Insomma, una maniera più che adatta per festeggiare i 25 anni dall’uscita del primo capitolo. Noi di DrCommodore abbiamo provato tutti e tre i titoli per testarne il porting e capire se valga o meno la pena di acquistarli (spoiler: assolutamente sì).
Quindi, senza indugiare oltre, parliamo di questo eccezionale ritorno su home console. Prima però, permettete che vi racconti una storia leggendaria…

Doom Eternal

Una storia Demoniaca

Quando parliamo di First Person Shooter parliamo di un genere che ha fatto storia e che, nel corso del tempo, si è evoluto molteplici volte mutando forma e adattandosi alle necessità del periodo storico. Una formula user friendly che ha sempre saputo raccogliere consensi da parte del pubblico. Eppure, che siano i giorni nostri o fine anni ’90, ogni titolo ha da fare i conti con un gioco che ha cambiato la storia del genere: DOOM.

DOOM può essere tranquillamente definito il “padre” di tutti i FPS moderni. Assieme all’altro titolo leggendario, sempre di id Sofrware, Wolfenstein 3D, ha garantito al genere di proliferare come non mai. Uscito nel 1993 su PC, e successivamente approdato su console, DOOM ha fatto scuola con uno stile unico, un gameplay semplice intuitivo e tanto, tantissimo splatter. Creature infernali di ogni tipo divenute iconiche e sopravvissute alla prova del tempo, 25 anni dopo riusciremmo a riconoscere un Cacodemone o un Pinky senza batter ciglio. Col suo uso intelligente del 3D ha aperto le porte ai FPS definiti “DOOM Clones”. Ecco perché oggi, dopo 25 anni, siamo ancora a parlare di un titolo del ’93. Per lo stesso motivo scopriamo adesso perché l’acquisto di questa trilogia è la miglior cosa che potreste fare in attesa della fatidica uscita di novembre.

Stessa sorte è toccata al titolo del 2016: quello che in molti definiscono un reboot, in realtà è stato un titolo della serie principale che ha rivoluzionato le meccaniche di base. Mantenendo la storyline principale, ha perfettamente mischiato caratteristiche di FPS puri a componenti di titoli come Borderlands. Insomma, una costante e continua rivoluzione del genere.

Doom Eternal

BFG: Big F*cking Game!

Passiamo adesso alla portata principale: parliamo dello storico trio. Sicuramente non c’è bisogno di spiegare la trama di DOOM. Il nostro protagonista è il leggendario “DOOM Slayer”, un marine che si trova catapultato in un’invasione demoniaca scaturita dagli esperimenti interdimensionali della misteriosa organizzazione UAC. Il suo scopo è semplicemente quello di sopravvivere e fermare l’invasione. Dinanzi a lui orde interminabili di demoni di ogni forma e tipo, ognuno con una sua peculiarità. Non vi sembra abbastanza? Ricordatevi anche dell’enorme arsenale di armi di ogni tipo a vostra disposizione. Rivivere esperienze fatte di pura adrenalina è una goduria. Il feeling è lo stesso degli anni ’90, con l’aggiunta di piccolezze utili a svecchiare, laddove servisse, il titolo. Anche il menu di gioco è in vecchio stile,  così come i loghi, le scritte, gli effetti sonori; tutto come i bei vecchi tempi.


La difficoltà non è stata minimamente toccata, quindi non aspettatevi sconti: c’è da sudare, e tanto, soprattutto grazie all’aggiunta di tutti i contenuti per l’edizione originaria del titolo; ad esempio, in DOOM I troverete anche i 9 livelli inediti di Thy Flesh Consumed. Stesso discorso ovviamente per DOOM II e DOOM 3, con rispettivamente The Masters Levels per il secondo e The Resurrection of Evil e The Lost Missions per il terzo. Questo vi permetterà di vedere, nel bene e nel male, l’evoluzione di una saga a dir poco leggendaria, con la sua formula ancora iconica, un game design e, soprattutto, un level design visionario che ancora oggi viene spesso utilizzato. Mappe colme di segreti, passaggi nascosti, collezionabili e ricariche di ogni tipo. Insomma, gustatevi a pieno il ritorno in pompa magna di DOOM. Così facendo, sicuramente arriverete più preparati a DOOM Eternal, titolo che saremo pronti a recensire per voi. Riuscirà a riconfermare la qualità incredibile di DOOM 2016? Chi giocherà, vedrà.

Ne rimarrà soltanto uno…

In conclusione quindi, questa manovra commerciale è approvata? Assolutamente sì. L’approdo su home console, soprattutto per i possessori di Switch, è una vera e propria manna. Per una modica cifra, appena cinque euro per i primi due e e dieci per il terzo – prezzo discutibile – potrete gustarvi una chicca dei tempi andati. First Person Shooter vecchio stile, adrenalina al massimo e feeling praticamente identico. Che dire, questa manovra è indirizzata a tutti, sia i giocatori navigati che hanno vissuto a pieno il fenomeno DOOM, sia i neofiti, che magari hanno potuto giocare solo il malaugurato DOOM 3. Per tutti questi motivi, legati soprattutto all’importanza storica dei titoli sopra citati, il voto non può che essere quello che potete vedere.

VOTO: 9/10

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L'autore

Antonio Maddaluno

Cresciuto a pane e videogames, con la passione per la musica ed il cinema.
Fin dalla mia prima console, la Playstation 1, ho capito che sarebbe stato amore eterno. Sono convinto che i videogiochi siano arte e lotterò sempre per difendere questa definizione.
Mi hanno detto che nella vita sarei potuto diventare quello che volevo , ecco perchè adesso scrivo per DrCommodore.it

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