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I 5 momenti più trash di 4 Ristoranti con Alessandro Borghese

Dai, è inutile negarlo, nessuno lo guarda per scoprire qual è il miglior ristorante gestito da marito e moglie o chi si prenderà il bonus per l’anguilla. Tutti lo guardiamo perché Alessandro Borghese attira il trash come Elio i peli sulle sopracciglia, veicola momenti al limite della Barbara D’Urso, smarcandoli poi con una nonchalance da diesci facendo diventare 4 Ristoranti uno dei programmi più seguiti in Italia. E sì, avendo creato il mostro del “con il mio voto posso confermare o ribbbaltare la situazione”, utilizzato ormai pure dal medico che ti diagnostica una brutta malattia. Tipo quello che in Friends deve far partorire Phoebe con Happy Days in tv, ma con una passione più profonda per il brandacujun.

Quindi, non perdiamo tempo, passiamo le dita su qualche cappa lercia, infiliamo la mano dentro del grasso incrostato fra le fughe dei mobili, facciamoci uno shot di olio esausto e mettiamo i coltelli dentro i cassetti, come da normativa: bisogna tuffarsi dentro i cinque momenti più trash di 4 Ristoranti. Parola di Alessandro Borghese.

5 – Vitello sì, vitello no, il ristorante dei cachi

4 Ristoranti Estate, sesta puntata dedicata alla cucina sul Lago Maggiore. Al ristorante “La Ripa” già non si parte benissimo, con un’ispezione in cucina leggermente tragica, ma andando avanti con la cena sembra esserci qualche problemino con i fornitori e… con lo chef. Cioè, sempre che sia un problema per uno chef di un ristorante non sapere la differenza tra manzo e vitello. Servito un filetto “di manzo”, Borghese va in cucina e, davanti al pezzo di carne, chiede “che carne è questa, chef?” “manzo” “è manzo? Sei sicuro?”. Era ovviamente vitello. Ma Borghese, con un grandissimo aplomb, spiega pure a chef e proprietaria la differenza, come un amorevole papà Castoro che racconta la storia ai suoi bambini. Gordon Ramsay probabilmente avrebbe bruciato il locale e ucciso tutti i parenti delle vittime.

4 – Con tutte le interiora?

Seconda edizione, decima puntata, Catania. Ristoratori giovani, rap roba fresh insomma. Forse troppo fresh. Al ristorante “La Corte dei Biscari” Borghese va a vedere la vetrina del pesce fresco e ordina una bella sogliola, che lo chef gli propone “alla mugnaia”. Il pesciazzo arriva, il buon Alessandro inizia a tagliarlo e… ecco che spuntano, come un maglione della nonna quando volevi un Megazord, le interiora del pesce. Borghese muore dentro, vede il Vietnam, Dachau, lo sterminio dell’Impero Inca da parte di Francisco Pizarro. È troppo anche per lui. Va in cucina, mostra il piatto e scaglia una stilettata al cuore: “con tutte le interiora?”. Lo chef bofonchia un “non era mai successo”, ma ormai ha perso la voglia di stare al mondo. A Borghese però viene un flash del massacro di My Lai e decide di eseguire la sua fatality: fa “pat pat” sulla spalla del cuoco ed esce dalla cucina con un “grazie” che sa di napalm.

3 – Gilda, il vino!

Terza edizione, episodio tre: la migliore masseria del Salento. Tra le concorrenti c’è questa fantastica panterona da battaglia, a metà tra una preda di Stifler e una che Stifler se lo mangerebbe a colazione. La fantastica Gilda. È estate. Siamo in Puglia. Si muore di caldo. Cosa serve a una cena di 4 Ristoranti? Del vino freddo, possibilmente a garganella. Borghese lo ordina e, quando arriva, è a temperatura ambiente. Lui scuote la testa facendo svolazzare una contrariata chioma, ne chiede ovviamente uno freddo e… il vino freddo non c’è. Nessuno si era ricordato di mettere del vino in frigo. Borghese ha un piccolo ictus culinario, sente la fine farsi vicina. Tenta il tutto per tutto ma non c’è niente da fare. Non c’è un vino bianco freddo nel ristorante. L’imbarazzo è palpabile, e la povera Gilda non può fare altro che portare il rosso e farsi una sana risata. Più o meno. Ma tutto il trash vale il tono del commento di Borghese post-cena: “Gilda, il vino!”.

2 – Il duello della testa di pesce

Versilia. Il Borghese, la sanguigna toscana e la testa di pesce. Secondo episodio della prima stagione di 4 Ristoranti Estate. Ristorante in uno stabilimento balneare, il mare, il caldo e, ovviamente, il pesce. La location? “90esimo Minuto”. L’avversaria? Angela. Lo strumento del contendere? Un branzino. Arriva a Borghese già pulito e senza testa, e il povero Alessandro si chiede dove sia finita. Il cameriere torna in cucina e… Angela l’aveva buttata. Ecco il trash: mentre Borghese la raggiunge lei sta tirando fuori la testa di pesce dal bidone. Borghese pensa per un attimo gliela voglia dare da lì, lei si chiede cosa ci sia da mangiare nella testa del branzino. Attimi di panico, Sergio Leone si sfrega le mani nell’oltretomba. Borghese chiude il primo round e torna a tavola ma, per controllare se il polpo di un altro commensale era congelato o no, riparte alla carica della cucina. La produzione di 4 Ristoranti sente il lampo di genio, mette una musica western e spazia di ralenti sulle facce dei duellanti. Ma Angela non cede, e tira fuori di nuovo la storia del branzino. A quel punto Borghese affonda con il suo proiettile del sapere culinario, le pastrocchia le guance pienotte e le spiega che nella testa di pesce ci sono proprio le guance da mangiare. Soffio sulla pistola fumante e duello vinto. Clint Borghese, gringos.

1 – Babbo Natale

Scusate il 4K

Eccoci qua. IL momento trash di 4 Ristoranti, che batte tutti per distacco. Prima edizione, sesta puntata. Siamo in Trentino. Al tavolo ci sono Borghese, due ristoratori uomini e una donna. Il giovane cameriere arriva, prende le comande, e quando versa il vino non serve prima la donna. Borghese glielo fa notare, con un garbato “andava servita prima la signora”, e il cameriere sente la chiamata come il signor Giancarlo (ma, purtroppo, senza la stessa consapevolezza dell’eroe) e se ne esce così, candido come una rosa: “ma non c’è la signora”. Il mondo si ferma per una frazione di secondo. Borghese non gli lascia neanche il tempo di respirare la cagata appena detta e subito gli fa roteare la sua lama da showman nel petto, devastandogli la psiche per sempre: “no, e lei chi è? Babbo Natale?”. The Time Is Now di John Cena in sottofondo, petardi che partono dietro Borghese, gente che urla e si strappa la faccia. Ha ribaltato la classifica ancora prima di votare.

E per voi qual è il momento più trash? Ditecelo nei commenti!

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Edoardo Ferrarese

Nato a Novi Lugubre l’11/11/92, anche se nessuno lo ha interpellato sulla questione. Laureato in Lettere Moderne senza infamia e, soprattutto, senza lode, capisce che magari gli piace la critica cinematografica e il Cinema tutto, anche se troppo tardi, e che vuole scriverne, perciò prende pure un diploma alla Scuola Holden (tanto per non continuare a sembrare un radical chic di merda). Finirà per insegnare letteratura italiana nel liceo del suo diploma, però questo non ricordateglielo mai.