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Anime & Manga Recensione

The Case Files of Lord El-Melloi II: focus episodio 1

Questi ultimi anni sono stati particolarmente produttivi per i fan di Fate, che hanno visto uscire o venire annunciati diversi prodotti basati sul franchise. È innegabile quanto, anche grazie a Fate/Grand Order e ai nuovi adattamenti prodotti da Ufotable, Fate stia diventando un brand sempre più diffuso, non solo in Giappone. Se prima gli adattamenti animati erano pochi e non sempre di qualità, da cinque anni circa sempre più studi si sono messi a lavoro su Fate, realizzando numerose trasposizioni fedeli e ben fatte, oltre che vari spin-off, che siano serie animate, videogiochi o romanzi.

Quest’anno non fa eccezione.

Tra il film di Heaven’s Feel II al cinema in Italia e la serie sull’Order di Babilonia in uscita a ottobre direi che non possiamo proprio lamentarci, considerando che è appena uscito uno degli spin-off più attesi da quando fu annunciato.

Sto parlando del primo episodio, uscito sabato scorso, di The Case Files of Lord El-Melloi II.

Era già uscito un episodio introduttivo a Capodanno, ma col senno di poi direi che questo è a tutti gli effetti il primo episodio della serie. L’episodio zero era paragonabile alla prefazione di un libro, realizzato per introdurre immediatamente i coprotagonisti e dare allo spettatore un piccolo assaggio dell’ambientazione e della rotta che, fin da subito, la serie avrebbe preso. Questa prima puntata è tuta un’altra cosa.

Ne avevo già parlato qui un paio di mesi fa, e vi consiglio di recuperarlo se non lo avete già fatto.

Essendo uno spin-off con protagonista Waver Velvet è necessario avere visto almeno Fate/Zero.

È inoltre consigliabile, ma non necessario, conoscere altri prodotti del Nasuverse, Tsukihime e Kara no Kyoukai tra tutti, poiché queste sono più incentrate su “fenomeni paranormali”, e Lord El-Melloi si incentrerà soprattutto su questo. I Mystic Eyes, ad esempio, citati nella novel di Stay Night, e dei quali invece si parla molto più nelle altre due opere da me citate, in riferimento ai casi specifici di due personaggi, sono alcuni degli elementi recuperati in questo spin-off, già in questo primo episodio.

In ogni caso, la serie è godibilissima anche senza avere visto o letto Tsukihime e Kara no Kyoukai, queste sono solo un’aggiunta che sto indicando per avere un’idea più precisa riguardo alcuni “strumenti” magici.

Non è la Guerra per il Santo Graal ad essere al centro delle vicende, stavolta, ma sono le avventure di Waver, alle prese con “casi” sempre diversi. È la vita di un ragazzo, ancora prima di un mago, che cerca di andare avanti e continuare a vivere caricando volontariamente sulle proprie spalle un peso sempre maggiore.

Se Fate/Zero ci aveva mostrato l’inizio della maturazione di Waver che, da ragazzino sfacciato, impaurito, forse un po’ arrogante diventa un giovane mago che cammina al fianco del proprio Re, e non dietro di lui, The Case Files of Lord El-Melloi II riprende esattamente da dove lo avevamo lasciato e ci reintroduce un Waver cresciuto ma ancora legato alle esperienze passate.

Queste, tuttavia, non lo incatenano, anzi sono la spinta che gli consente di proseguire lungo la propria strada con determinazione e perseveranza.

Vi piace Waver? Vi incuriosisce il pilot? Volete ampliare le vostre conoscenze della magia e del Nasuverse? Questo è quello che fa per voi.

Come inizia il viaggio di Waver?

L’episodio inizia con un flashback nel quale possiamo rivedere brevemente la fine di Iskandar nella Quarta Guerra per il Graal, punto fisso che tornerà diverse volte nel corso della puntata.

Non proporrò un riassunto della puntata: guardatela, ne varrà la pena. Mi limiterò a citare alcuni punti che ritengo essere significativi.

Quasi tutti i venti minuti sono composti da Waver che racconta alla nipote di El-Melloi, suo ex-docente, una certa vicenda, e in particolare perché ha comprato il titolo El-Melloi.

Il ragazzo, dopo la scomparsa di Iskandar, è partito per Babilonia, regno del Re Gilgamesh e luogo nel quale riposa il Re del Conquistatori. Non c’era posto migliore per Waver per iniziare la sua avventura.

Da lì a poco incontrerà un suo ex compagno alla Torre dell’Orologio in possesso dei Mystic Eyes e fatto prigioniero.

Questa scena è la prima dimostrazione che abbiamo del fatto che, nonostante sembri fisicamente più cresciuto e siano passati diversi mesi dalla fine della Guerra, Waver è sempre lo stesso: quando viene chiuso in cella inizia a lanciare frecciatine al compagno, accusandolo di essersi ritirato a sfoggiare le proprie magie in un posto sperduto perché alla Torre dell’Orologio non è mai riuscito.

È sempre stato così, e sempre lo sarà: sfacciato, con una buona considerazione delle proprie capacità e di facili sfuriate. Anche una volta cresciuto, l’episodio zero ce ne ha dato un primo assaggio, la sua calma e imperturbabilità sono solamente apparenti.

Waver, in compagnia di un secondo ex compagno di studi Melvin, riuscirà a liberarsi ma, invece di scappare, quando scopre che gli scavi che stavano conducendo erano sul sepolcro di Iskandar decide di radere al suolo quel posto, e per farlo dovrà affrontare il suo senpai.

Come primo combattimento tra maghi non è proprio epico o ingegnoso come ci saremo aspettati, ma per un primo episodio va benissimo così.

Il nostro protagonista qui riesce a provare la sua effettiva maturazione allo spettatore: grazie alla Guerra, ora un mago più maturo, che sa cosa significa un combattimento in cui le parti cercano di uccidersi a vicenda, sa cos’è il terrore, cos’è la paura. E tuttavia non fugge, non si tira indietro, ma proprio in virtù di ciò che “il suo Re” gli ha insegnato e lasciato sa di dovere combattere, di dovere andare avanti e realizzare ciò che lui non ha potuto.

Che razza di suddito sarebbe se si tirasse indietro di fronte a qualcosa di così semplice?

Perché diventare un Lord

Ciò che salta subito all’occhio è il senso di responsabilità di Waver, uno dei punti fissi della puntata.

Sin dal’inizio, il protagonista dichiara di agire perché ciò che fa è una sua responsabilità. Prende sulle sue spalle il peso del titolo El-Melloi perché ritiene di responsabile per la morte del suo mentore, sceglie di andare avanti e combattere per vivere perché ha la responsabilità di proseguire, per le persone che sono morte per mostrargli la via, sceglie di diventare un insegnante per la classe di El-Melloi I perché non vuole privare a quei ragazzi la possibilità di imparare come ha fatto lui, anni prima.

Waver, in The Case Files of Lord El-Melloi II, è profondamente maturato. Sarebbe impossibile per lo spettatore non soffermarsi su queste semplici caratteristiche del personaggio per ammirarlo, per sorridere pensando che Iskandar sarebbe fiero di lui.

E spero che anche Waver, in cuor suo, sia consapevole di ciò.

Le animazioni

Sulle animazioni non ho molto da dire, avevo già lodato la qualità proposta dallo studio nell’episodio zero. Questo è ancora meglio: le animazioni sono sempre fluide, chiarissime, di qualità sia nelle scene d’azione sia in quelle di dialogo. Rendono al meglio ogni atmosfera e ogni espressione dei personaggi.

Se non ci fosse stato scritto TROYCA, alla fine, e se non l’avessi saputo, probabilmente avrei pensato fosse una produzione Ufotable.

Considerazioni finali

Il primo episodio promette benissimo sotto tutti i punti di vista, e non vedo l’ora sia sabato per vedere il secondo e la storia entrare nel vivo.

The Case Files of Lord El-Melloi II è forse lo spin-off di Fate che attendevo di più da quando è stato annunciato (assieme a un possibile anime tratto dalle novel di Prototype), e il pilot e questo primo episodio non mi hanno affatto delusa, anzi hanno solo alzato ancora di più le aspettative per questa serie.

Sperando che qualcuno compri i diritti per realizzare un simulcast, continuiamo a seguire ogni settimana le avventure di Waver.

E non chiamatelo Lord El-Melloi!

 

 

 

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