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The Case Files of Lord El-Melloi II – Recensione del pilot

La bizzarra storia di Lord El-Melloi

Fate, ne abbiamo già parlato qui, ha un universo talmente enorme che definirlo vasto sarebbe riduttivo. Videogiochi, visual novel, romanzi, manga e adattamenti anime contribuiscono a creare e dare forma al vastissimo canone del franchise, dando modo allo spettatore di conoscere o approfondire ogni singola circostanza o personaggio presente. Ciò non si limita soltanto a prodotti direttamente legati alle Guerre per il Graal, ma anche a spin-off all’apparenza totalmente slegati e dedicati ad affrontare o approfondire vicende dedicate ai singoli personaggi. Basti pensare alle quattro serie dedicate a Illya, che non ci calano in mezzo alla Guerra per il Graal ma in mezzo a vicende completamente diverse e che tuttavia ci consentono di vedere diversi sviluppi per alcuni personaggi, basti pensare a Shirou.

The Case Files of Lord El-Melloi II (Lord El-Melloi II-sei no jikenbo) è proprio questo: uno sguardo più approfondito a uno dei personaggi principali di una delle serie canoniche. Un modo per conoscerlo meglio, per vedere cosa è diventato dopo le vicende che lo hanno visto co-protagonista, e come queste hanno influenzato la sua crescita.

Al momento è uscito solo un episodio pilota, prodotto dallo studio Troyca, nato solo sei anni fa nel 2013 e che a oggi conta una lista abbastanza esigua, ma pur sempre meritevole, di prodotti animati, oltre che di collaborazioni molto significative – anche con Ufotable per l’adattamento di UBW.

Lato tecnico

Siamo, comunque, alla prima esperienza indipendente dello studio Troyca con Fate, che mi sento di promuovere a pieni voti l’episodio. La qualità dei disegni e dello stile sono molto simili a quelle alle quali Ufotable ci ha abituati.  Le animazioni sono chiare, limpide e lasciano più spazio all’espressività e alle caratteristiche di ciascun personaggio che al contesto o agli sfondi, ma non per questo mancano le scene d’azione frenetiche ed impetuose.
Se vi dovesse capitare di domandarvi almeno una volta durante l’episodio se lo studio di produzione è Ufotable, tranquilli. Non siete gli unici.

La serie riprenderà questa estate, ed è tratta da una serie di light novel scritte da Makoto Sanda conclusa da poco con dieci volumi.

Il nostro protagonista è Waver Velvet. Sì, proprio quel Waver piccolo e insicuro che avevamo conosciuto con Fate/Zero come master (e amico) di Rider. Qui lo ritroveremo molto cresciuto e quasi irriconoscibile in un primo momento.

Sono passati ormai dieci anni dalle vicende della Quarta Guerra – la serie, dunque, cronologicamente è collocata dieci anni dopo Fate/Zero e due mesi prima di Stay Night. Questo ci consentirà anche di osservare come vivono i maghi in situazioni normali, nelle quali non c’è alcuna guerra in corso. Abbastanza atipico, considerando che quasi ogni serie dedicata al franchise catapulta lo spettatore nel bel mezzo di una delle tante guerre per il Santo Graal.

Waver è ora un insegnante presso la Facoltà di Teoria Magica Moderna di Londra, nonché un Lord. È infatti subentrato come Lord El-Melloi alla morte di Kayneth durante le vicende di Fate/Zero, e lo rimarrà fino alla maggiore età della nipote di questo. Molto rispettato dai suoi studenti, Waver ha rivoluzionato la facoltà: accetta soprattutto maghi giovani e ansiosi di imparare, non solo rampolli di grandi famiglie.

Chi accompagnerà Waver stavolta?

I suoi studenti – nel corso del pilot ne conosceremo due in particolare, Svin e Flat – sono tutti dei ragazzi estremamente curiosi ed entusiasti per i quali studiare magia, piuttosto che un dovere, è prima di tutto un piacere. Sono mossi dalla curiosità, non dal desiderio di portare avanti il nome della loro famiglia: un po’ come il giovane Waver che abbiamo conosciuto nelle puntate di Zero.

Curiosi e un po’ sfacciati, Svin e Flat seguiranno il loro professore in una prima avventura durante questo pilot senza tirarsi indietro.

Già in questi venti minuti è evidente quanto Waver si impegni ad essere, prima che un mago, un insegnante esemplare, capace di interessare e legare coi propri studenti. Un riformista, senza dubbio, ben lontano dalle inclinazioni degli altri maghi che gravitano attorno a lui. Un insegnante come quello che avrebbe desiderato avere lui.

C’è poi un terzo personaggio, più misterioso: Gray.

Ci viene presentata come un’apprendista di Waver che passa molto tempo con lui, al punto che gli prepara la cena o lo accompagna fuori nelle uscite. Per qualche ragione, che chi ha letto le novel già conosce, Waver evita in tutti i modi di guardarla in volto, al punto da chiederle di nascondere il suo visto con un cappuccio anche dentro casa. Ciononostante, conscio del suo potenziale, decide di prenderla sotto la sua ala ed insegnarle la magia.

Menzione d’onore anche al gatto randagio adottato da Gray che, sebbene non sia presente per tutto l’episodio, è comunque rilevante.

Punti deboli e punti forti

Se El-Melloi II è molto popolare tra i suoi studenti, comunque, lo stesso non si può dire per i suoi colleghi maghi, che sin da questo pilot cercheranno di ostacolarlo e mettergli i bastoni tra le ruote, fino anche a cercare di ucciderlo.

Probabilmente uno dei difetti più evidenti di questo primo episodio è l’evidente divario ritmico che c’è tra la prima e la seconda parte. Se i primi dieci minuti scorrono lenti e col solo scopo di introdurci personaggi e nozioni di magia, la seconda metà della puntata scorre fin troppo velocemente, lasciandoci la sensazione di un’azione finita troppo presto.

Ciò che colpisce maggiormente di questo primo episodio, secondo me, è che traccia una linea di continuità diretta con Fate/Zero.

Come si diventa Lord

Ci presenta un Waver ancora profondamente segnato, nonostante i dieci anni passati, dalla Guerra e dalla perdita di Rider, e sebbene quest’ultimo non sia presente,  la sua presenza riecheggia in tutta la puntata, intervallata da due o tre brevi momenti nei quali il nostro protagonista rievoca la memoria dell’amico – e mentore – perduto.

Proprio grazie a Rider Waver ha imparato a camminare sulle proprie gambe, ad andare avanti senza tirarsi indietro. Ad essere coraggioso nel perseguimento dei propri obiettivi, lasciandosi alle spalle la vigliaccheria. A tenere la testa alta.

E, tuttavia, qui continuiamo a vedere un El-Melloi ancora insicuro, non sui propri desideri ma sulle proprie capacità. Infondo, nonostante adesso abbia un nome e un titolo altisonante e sia più rispettato dalla comunità magica, Waver non è cambiato poi molto. Desidera ancora potere fare di più, aiutare di più, essere più forte, ed è un concetto ricorrente nel corso della puntata.

Dovrebbe essere in grado di aiutare ora che è un mago esperto eppure, dal suo punto di vista, non lo è ancora quanto vorrebbe, non ha ancora abbastanza forza:

“Arrivare sempre in ritardo e non avere mai la forza necessaria… è ciò che mi definisce meglio.”

Sicuramente questa serie rappresenta un’ottima occasione per approfondire un personaggio già perfettamente caratterizzato in Fate/Zero.

Ci vediamo a luglio, Waver!

 

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Daniela Reina

Daniela Reina

Studentessa, nel tempo libero viaggia attraverso tempo, spazio e mondi di fantasia in compagnia di qualche buona lettura o serie. Il suo manga preferito è Berserk, l'anime Neon Genesis Evangelion.

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