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Spider-Man: Far From Home, la nostra recensione – Da bimbo ragno a nuova icona del MCU

Spider-Man: Far From Home

Spider-Man: Far From Home è il miglior film di sempre sull’arrampicamuri di casa Marvel?

Devo ammettere che ho passato un paio di giorni a riflettere sul come scrivere questa recensione, perché parlare di Spider-Man: Far From Home senza fare spoiler comporta una certa responsabilità. Ma ci proverò.

Vorrei iniziare subito mettendo in chiaro una cosa: Far From Home è uno schiaffo (morale) in faccia a chi aveva qualcosa da ridire sul Peter Parker di Tom Holland.
Al contrario di Homecoming, in cui ci è stato mostrato uno Spidey gasatissimo dopo gli avvenimenti di Captain America: Civil War, in questa nuova pellicola ci viene data l’opportunità di scoprire un lato del suo carattere che ancora non era stato esplorato.

Dopo essere stato blippato dallo schiocco di Hulk e aver assistito alla morte del suo mentore in Avengers: Endgame, si è infatti completato un percorso di crescita per il tessiragnatele.
Questa evoluzione è però in contrasto con quello che tutto il mondo (e anche Tony Stark, prima della sua prematura dipartita) si aspetta da Spider-Man, e cioè che l’eroe proveniente dal Queens diventi il nuovo punto di riferimento e la guida di un nuovo gruppo di Vendicatori. In pratica l’esatto opposto del primo film.

Lo scopo del film è quello di proiettare lo spettatore verso la quarta fase del Marvel Cinematic Universe, facendo capire fin da subito chi avrà l’onore e l’onere di sostituire il personaggio più amato del franchise.

I collegamenti con il MCU

A volte mi viene da ridere se ripenso a quando i rumors parlavano di un film antecedente agli eventi di Infinity War. Spider-Man: Far From Home chiude undici anni di universo condiviso e lo fa in grande stile.

Già nei primi minuti ci viene fornita una spiegazione sul come sia avvenuta la riapparizione delle forme di vita scomparse in seguito allo schiocco di Thanos, cinque anni prima.
Forse non ci avete fatto caso, ma prima ho usato il verbo “blippare”. Non è che me lo sono inventato (anche perché non oserei mai).

Blip è proprio il nome ufficiale che i Marvel Studios hanno dato allo schiocco di Hulk in Avengers: Endgame, e le scene che ci mostrano le persone che tornano esattamente al punto in cui cinque anni prima erano sparite sono divertentissime. Vale decisamente qualche punto in più al film di Watts.

Ma le citazioni al MCU non si limitano solo ai due eventi sugli Avengers più recenti. Gli stessi villain del film vengono introdotti in modo geniale, riportandoci indietro nel tempo e aggiungendo nuovi pezzi al mosaico di questo già enorme progetto. Ma forse è meglio se mi fermo qui, per evitare di spoilerare troppo.

Jake Gyllenhaal è un buon Mysterio?

Ed eccoci arrivati alla domanda da un milione di dollari. E la risposta è sì! Jake Gyllenhaal è un ottimo Mysterio inserito nel contesto MCU. L’attore di origini svedesi ha una presenza scenica impressionante e infatti, nonostante io abbia visto il film doppiato in italiano, c’è una scena all’interno del film che lascia trasparire ugualmente tutta la sua bravura.

Spider-Man: Far From Home

Senza contare che le scene d’azione in cui Quentin Beck è coinvolto sono estremamente spettacolari. Le coreografie dei combattimenti in cui collabora con Spidey sono ancora impressi nella mia testa e gli effetti speciali caratteristici del supervillain (nei fumetti, non linciatemi) sono realizzati a regola d’arte. Quando svolazza per lo schermo è un vero piacere e questo è tutto merito della buona regia di Watts che ne risalta ogni movimento.

Il Mysterio che mette in scena, per molti aspetti, non è lo stesso che abbiamo imparato a conoscere in più di cinquant’anni nei fumetti della Marvel Comics, questo è vero, ma a conti fatti risulta una rielaborazione pienamente riuscita del personaggio creato da Stan Lee e Steve Ditko.

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In conclusione

Non mi sento di dire che Spider-Man: Far From Home sia il miglior film sull’amichevole tessiragnatele di quartiere mai fatto, ma è sicuramente un prodotto ottimo che serviva assolutamente per lanciare definitivamente il personaggio interpretato da Tom Holland verso il ruolo che avrebbe dovuto avere sin dagli inizi di questo meraviglioso progetto, ormai decennale, ma che gli è stato negato per troppo tempo a causa della questione sui diritti cinematografici.

Essendo un film Marvel ormai sarete abituati ai momenti comici che però, soprattutto perché stiamo parlando di Spider-Man, in questo caso non stonano per niente e non devono assolutamente mancare.
E poi un film così era necessario per spezzare la tangibile tensione creata dai recenti cinecomics sugli Avengers.

Quindi andate a vedere Spider-Man: Far From Home; e non pensate neanche per un momento che sia un punto d’arrivo. È solo un nuovo inizio.

Voto: 8,5

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