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Anime & Manga Approfondimento

L’Attacco dei Giganti: Ritorno a Shinganshina

L’ATTACCO DEI GIGANTI

TERZA STAGIONE, PARTE 2.

LA PARTE MIGLIORE HA INIZIO

È tornato. Uno degli anime più popolari degli ultimi anni (che qualche mese fa si era interrotto proprio sul più bello) ha ripreso alla grande con il suo cinquantesimo episodio, andato in onda Domenica 28 Aprile su VVVVID. La prima parte della terza stagione de L’attacco dei giganti, malgrado il ritmo molto meno frenetico rispetto alle precedenti, è stata accolta in maniera decisamente positiva dai fan (non che sia una novità).

Episodio dopo episodio, però, nessuno ha potuto fare a meno di sperare che quel lento arco iniziale finisse al più presto; perché successivamente avrebbe avuto inizio quella che viene considerata unanimemente la parte migliore di tutta la serie, ovvero la battaglia di Shinganshina. È passato parecchio da quando l’ho letta nel manga, e ricordo che all’epoca ogni nuovo capitolo è stato per me motivo di gioa assoluta. Si trattava di un arco molto valido, non tanto narrativamente ma, più che altro, per la sua spettacolarità e i grandi colpi di scena. Sì, sono un grande appassionato di quest’opera.

Il punto di svolta e l’attesa

La battaglia di Shinganshina ha segnato un punto di svolta nel manga di Hajime Isayama. Dopo di essa la serie ha subito un cambio radicale e gli schemi a cui ci aveva abituati sono stati completamente capovolti, offrendoci un punto di vista inedito che in molti hanno apprezzato, altri odiato, ma che raramente viene preso in considerazione da un autore. La battaglia di Eren, Mikasa e Armin per riprendersi la loro città caduta ha offerto diversi momenti la cui intensità è rimasta impressa nella mente dei lettori del manga perfino visionandola tramite i disegni non eccelsi di Isayama. Da allora, tutti i fan hanno iniziato ad attendere che venisse animata.

Sapevano che (pur funzionando bene anche nel manga) le scene spettacolari che offre ad ogni vignetta avrebbero reso ben di più con le ottime animazioni di Wit Studio e la splendida colonna sonora (tipica di questa serie) in sottofondo. Posso solo immaginare la cocente delusione del pubblico quando, contro ogni previsione, la serie ha annunciato una sua momentanea pausa per cambiare emittente TV.  Confesso che anch’io non ne sono stato felice, ma ne capivo le motivazioni.

Ora, però, l’attesa è finita! La seconda parte della terza stagione è arrivata e mostrerà ciò che i fan hanno tanto agognato.

Un ottimo inizio

La battaglia di Shinganshina è iniziata nel migliore dei modi. Il primo, ottimo episodio pianta le basi di ciò a cui assisteremo: uno scontro senza esclusione di colpi che lascerà profondamente il segno nella trama e nei cuori degli spettatori.

Le vicende mostrate sono identiche a quelle del manga, senza alcun cambio o stravolgimento. Tuttavia, non escludo che qualche leggero dettaglio venga modificato in seguito, dato che lo stesso Hajime Isayama è coinvolto nella sceneggiatura di questa terza stagione (dove già nella prima parte ha modificato leggermente l’ordine di alcuni eventi di cui non era soddisfatto). Rivedere Shinganshina, la breccia nelle mura che la circondano, le sue strade deserte e le case abbondate scatenano un misto di emozioni e nostalgia non solo nel protagonista Eren, ma anche in noi che siamo pronti ad accompagnarlo nel luogo dove tutto è iniziato.

L’episodio riesce a prepararci a dovere a quel momento con la prima scena ambientata nella foresta: vediamo un Eren inizialmente molto nervoso, conscio del fatto che da lui dipende tutta la riuscita dell’operazione, ma che poi riesce a recuperare sicurezza in sé grazie ad un semplice dialogo. Infatti, con grande intelligenza Armin gli ricorda ciò per cui ha sempre combattuto: la libertà.

Eren ha sempre voluto vivere privo di qualsiasi confine, e il recupero di Shinganshina non è che il primo passo da compiere verso quell’obbiettivo. Solo una vota ritrovata consapevolezza di ciò, il protagonista riesce a fermare la sua mano tremante. Una scena, a parer mio, molto bella e che ribadisce l’importanza di Armin come sostegno indispensabile per lui.

La saga del cambiamento

Le animazioni sono decenti, niente che faccia urlare al miracolo ma discrete; penso siano tutti d’accordo sul fatto che Wit Studio ha fatto meglio con le precedenti stagioni ( in particolare con la prima) ma lo standard si mantiene comunque su ottimi livelli. La regia di Tetsurou Araki è molto buona e fa egregiamente il proprio lavoro.

La scena di Eren che sorvola le mura per andare a chiuderle con il dispositivo di manovra tridimensionale ( che nel manga viene rappresentata molto semplicemente mostrandoci un Eren disegnato sopra di esse) viene resa di gran lunga meglio nell’ anime: Araki ce la mostra tramite inquadrature veloci e dinamiche che enfatizzano ogni singolo movimento, e l’ottima OST in sottofondo contribuisce a creare un momento decisamente epico.

La colonna sonora de L’attacco dei giganti, composta dal grande Hiroyuki Sawano (che già ha dato prova di sé curando quella di serie molto note come The Seven Deadly Sins, Ao no Exorcist, Guilty Crown e Kill la Kill) è sempre stata particolarmente apprezzata dal sottoscritto. Questo talentuoso compositore riesce sempre a creare la giusta musica per la giusta serie e non sbaglia quasi mai un colpo.

Tutto perfetto?

La cosa che mi è piaciuta di meno dell’intera puntata è l’opening: risulta essere fin troppo simile alle precedenti, delle quali sembra una combinazione mal riuscita. Senza contare che durante la sequenza animata che l’accompagna ci viene mostrato un titano colossale in CGI a dir poco orribile che sembra uscito fuori da un brutto gioco della PS1. Mi è sempre dispiaciuto un po’ che dalla seconda stagione in poi Wit Studio abbia deciso di animarlo in questa maniera, che a mio avviso lo rende più simile a un pupazzo di plastica; ma, tralasciando questo dettaglio, la visione è stata davvero piacevole.

La voglia di seguire col fiato sospeso questa seconda parte della terza stagione de “L’attacco dei giganti” è parecchia, perché da grande fan di quest’opera (pur sapendo già ciò che accadrà) mi aspetto di emozionarmi nuovamente nel vedere la battaglia di Shinganshina e tutti i cambiamenti che porterà con sé. Offriamo i nostri cuori e prepariamoci. La lotta è iniziata e promette spettacolarità, emozioni e una sicura permanenza nel cuore di chi la guarderà.

 

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