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Approfondimento Film/Serie Tv

Tutti i motivi per cui Taika Waititi dovrebbe dirigere Guardiani della Galassia Vol. 3

Prima di cominciare questo sofferto articolo c’è una doverosissima premessa da fare. Senza la quale il suddetto articolo non avrebbe mai visto la luce. La vita è solo sofferenza. Bene, eccola: il licenziamento di James Gunn da parte dei Marvel Studios è una delle sciagure più grandi mai abbattutesi sul nostro pianeta, superata, forse, solo dalla peste nera, dai risvoltini e da Biagio Izzo. La premessa è stata fatta, ora parliamo di Taika Waititi.

Passate le bestemmie e metabolizzata l’immane tragedia Gunn (cosa che ancora non sono riuscito bene a fare) bisogna dare qualche facciata sulla realtà: chi sarà dietro la macchina da presa di Guardiani della Galassia Vol. 3? Eh, tosta questa. Perché i Guardiani sono una creatura simbiotica di James Gunn, è grazie a lui se ci hanno coccolato il cuore per tutto questo tempo. E sarà sempre il suo script a reggere il terzo capitolo. Quindi?

Ripeschiamo un Edgar Wright? Già la prima volta non è andata bene, quindi no.

Lord & Miller? Magari, ma la prova “spaziale” del loro Solo non l’abbiamo purtroppo mai vista.

Restiamo in casa Marvel? Restiamo in casa Marvel, dai.

Il malinteso di Thor: Ragnarok

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Taika Waititi è il regista di Ragnarok. Piano, tenete a freno i forconi e vediamo di capirci. Anzi, teneteli a freno anche con me. Ragnarok non è un brutto film, anzi. Intrattiene, diverte, a tratti fa davvero davvero ridere. Ha un piccolo enorme problema, però: quello non è Thor. Tutta la locura (cit.) imbastita per il film non aveva niente a che fare con l’immaginario del Dio nordico, sia dal punto di vista del conoscere comune, sia dal punto di vista fumettistico, sia da quello del suo background nel MCU. Quello non era Thor, punto. Ma provate a inserire quella comicità in un Ant-Man o, che ne so, in un Guardiani della Galassia… non la trovereste molto più a proprio agio?

Taika Waititi non l’ha scritto, vero, ma tutta quella comicità slapstick è farina del suo sacco. E se la applicassimo a personaggi che nascono nel MCU per essere contaminati e resi iconici proprio da quel tipo di comicità? Come disse Jack a Rose: fidatevi di me, stiamo per fare un viaggio nella filmografia di Taika Waititi. Lì c’è tutto quello di cui i Guardiani hanno bisogno. Prendete un bel respiro.

La comicità folle e sopra le righe: What We Do in the Shadows

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Probabilmente il suo film più conosciuto. Taika Waititi ha preso tutto il sapere comune sui vampiri e ci ha costruito attorno una commedia horror geniale, affilata come i denti del suo personaggio (sì, l’ha scritto, diretto e interpretato, come tutti i suoi film). Riderete di gusto dall’inizio alla fine: personaggi squilibrati e adorabili, cattivi per necessità ma che ci risultano simpatici anche quando sventrano una vittima, che vorremmo abbracciare anche se potrebbero ciucciarci la carotide. Non sentite una vaga somiglianza di sentimenti con i Guardiani?

Taika Waititi che dirige i Guardiani. Comicità: presente.

L’amore per i weirdos: Eagle vs Shark

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Nel suo film d’esordio il buon Taika imbastisce una storia d’amore tra due weird, costellandola di personaggi lasciati indietro dalla vita, in cerca di un qualsiasi scopo, anche piccolo. Una sorta di film corale sulla falsa riga di Napoleon Dynamite, dove anche noi finiamo per innamorarci di quelli presi di striscio dal mondo, capaci solo di emettere stranezze per appartenere veramente a qualcosa. Guardiani? Si sta mica parlando di voi?

Taika Waititi che dirige i Guardiani. Amore per gli ultimi: presente.

La famiglia di sangue: Boy

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Da buon neozelandese Taika scrive, dirige e interpreta una storia di radici dove la famiglia è tutto, incastonata in una Nuova Zelanda splendidamente arida. Una dramedy sempre un po’ sui generis, dove ragazzini idolatrano le figure sbagliate, dove l’innocenza è spesso un dono e dove si parla fin troppo di E.T. e Michael Jackson. Nei Guardiani la famiglia è tutto, e Taika riesce a farci capire in questo film quanto sia cruciale anche per lui. Anche per un matto. Ah, giusto, ma nei Guardiani la famiglia di sangue non c’è, la famiglia se la sono creata. Cavolo. Momento, Waititi ha fatto anche quello.

La famiglia in cui ti ritrovi, anche a forza: Selvaggi in fuga

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La comicità geniale di Taika è messa al servizio di una storia sopra le righe, ma neanche troppo. Perché se sei un ragazzino problematico che non conosce i propri genitori, che ascolta Tupac e che finisce, vestito come un rapper, affidato a due coniugi dell’estremo entroterra neozelandese, cosa potrà nascere? Follia e amore, niente di più. Lo scontro di mondi distanti che sfocia in un rapporto più sincero e duraturo di quello di sangue. Facendoci ridere e versare anche qualche lacrima. Finendo per adorare emarginati sociali e gente dal grilletto facile. Insomma, avete capito il giochino, è come stare nuovamente parlando di Star-Lord, Gamora, Drax, Rocket e Groot. E Mantis, dai.

Taika Waititi che dirige i Guardiani. Importanza della famiglia (sia di sangue che non): presente.

Bene, io ho esposto le mie argomentazioni. Per me Taika Waititi è la persona perfetta per dirigere Guardiani della Galassia Vol. 3. Anzi, vi dirò di più, se Gunn è stato proprio cancellato tipo Men in Black dalla Marvel allora date anche la sceneggiatura dei Guardiani a Taika. Dal terzo capitolo in poi, ovviamente. Vi sorprenderà, mi fido di lui.

P.S. guardatevi questi film di Waititi, se ancora non l’avete fatto. Vi faranno bene.

E voi? Siete d’accordo o no? Fatecelo sapere nei commenti!

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Edoardo Ferrarese

Nato a Novi Lugubre l’11/11/92, anche se nessuno lo ha interpellato sulla questione. Laureato in Lettere Moderne senza infamia e, soprattutto, senza lode, capisce che magari gli piace la critica cinematografica e il Cinema tutto, anche se troppo tardi, e che vuole scriverne, perciò prende pure un diploma alla Scuola Holden (tanto per non continuare a sembrare un radical chic di merda). Finirà per insegnare letteratura italiana nel liceo del suo diploma, però questo non ricordateglielo mai.