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Assassin’s Creed Odyssey, la recensione: l’Odissea senza un credo

Assassin's Creed Odyssey

Assassin’s Creed Odyssey approfondisce il versante ludico, ma si allontana sul piano narrativo

“Odissea”, nessun termine sarebbe più appropriato per definire l’ultima fatica di Ubisoft Quebec. Assassin’s Creed: Odyssey è un titolo imponente, non una semplice traslazione del precedente capitolo Origins, seppur un gran numero di asset siano mutuati dalle avventure di Bayek. Le ottime basi gettate nel 2017, hanno contribuito a dare vita a un gioco mastodontico, avvincente e coerente in termini di ambientazione, che dà un’ulteriore spinta all’evoluzione della serie. Tecnica, storia e gameplay si fondono nuovamente in un’alchimia che negli anni ha saputo intrattenere e appassionare milioni di giocatori in tutto il mondo, pur nel suo periodo di deriva qualitativa. Quest’anno, Assassin’s Creed ci riprova, portandoci nell’entroterra e tra i mari della suggestiva Antica Grecia. Siamo stati rapiti per decine e decine di ore dalla mitologia greca più profonda, e questa è la nostra recensione approfondita, seconda sul sito rimanendo nel franchise degli Assassini. La nostra riflessione su Assassin’s Creed Origins, si chiamava “Ritorno al passato per guardare al futuro”; a distanza di un anno, il brand si riconferma capace di guardare avanti? Compiamo assieme il maestoso viaggio di Alexios e Kassandra, nelle prossime riflessioni.

Per Sparta… o Atene?

Assassin’s Creed Odyssey è ambientato nel 431 a.C, durante la guerra del Peloponneso, e fin da subito dobbiamo compiere un importante passo per approcciarci alla suggestiva ambientazione. Una volta dentro l’Animus continuando le vicende di Layla Hassan, dovremo scegliere se vestire i panni di Alexios o Kassandra, scelta che non implicherà cambiamenti radicali durante la storia, se non per alcune linee di dialogo. I due protagonisti, infatti, vivono la stessa storia, nonostante il gioco consideri “canonico” il percorso diegetico di Kassandra. Sottolineiamo che non c’è modo di cambiare personaggio in corso d’opera – dunque, scegliete oculatamente. Viene data la facoltà di scegliere tra due diverse opzioni di gioco, tuttavia modificabili anche successivamente: la modalità “guidata” e la Exploration Mode. La prima propone un’esperienza classica, la quale rimane nel solco dei precedenti capitoli della serie.

Dunque, si basa sulla presenza di una moltitudine di icone, che indicano chiaramente la posizione di qualsiasi elemento sulla mappa di gioco. La seconda cambia l’approccio all’esperienza in modo sostanziale: via i riferimenti visivi sul sulla mappa, col conseguente benvenuto alla caccia a indizi e coordinate. Se si sceglie questa opzione, l’orientamento sarà fondamentale per proseguire nella nostra avventura, utilizzando in modo più profondo la mappa. Inoltre, è possibile selezionare la difficoltà generale (facile, normale, difficile e incubo), anch’essa modificabile successivamente. Insomma, siamo di fronte a un notevole livello di personalizzazione dell’esperienza, che rende il prodotto fruibile a ogni tipo di giocatore.

Assassin's Creed: Odyssey

Sempre più GDR, ma l’action è preponderante

Dopo breve preludio, in cui impersoneremo un famoso soldato Spartano nel bel mezzo di una guerra al fine di prendere confidenza con i controlli, vestiremo i panni di un misthios. Quest’ultimo è un mercenario stanziatosi sull’isola di Cefalonia, spartano rinnegato, sopravvissuto a un passato turbolento che scopriremo nel corso dell’avventura. Mossi dalla voglia di conoscenza della nostra vera stirpe, starà a noi destreggiandoci tra i dialoghi a risposta multipla che formeranno il nostro personaggio, e che ci consentiranno di giungere a uno dei nove finali disponibili.

Questa è una novità assoluta della serie, la quale consolida la propria deriva – seppur non profonda – di action RPG. Tuttavia, occorre sottolineare che alcune scelte selezionabili risultano talvolta ambigue, nonché incongruenti con l’effettivo risultato intuibile da una determinata stringa. Nell’ambito dell’interazione, è inoltre possibile portare avanti del romanticismo con alcuni comprimari. Riteniamo che questa funzionalità sia fine a sé stessa, ma che aggiunga quel tocco di ruolismo in più che fa sempre piacere in un gioco che spinge verso suddetta categoria.

Longevità e distacco dal passato

Saremo impegnati per ben 40 ore abbondanti per portare a termine la quest principale. La storia si presenta interminabile, allungata talvolta con forza, ed è possibile distinguere chiaramente le fasi in cui si suddivide. Queste ultime si intrecciano tra loro, ma hanno una propria anima distinta con relativa conclusione. Arrivati a questo punto, è lecito porsi una domanda: quanto è rimasto di Assassin’s Creed sul piano diegetico?

Relativamente poco, ma non entreremo nel dettaglio per non rivelare troppo della trama. Assassin’s Creed Odyssey sembra volersi scollegare dalla serie a cui appartiene per certi versi, anche se ne aleggia costantemente lo spettro attorno alla produzione. Nonostante questo, l’opera è veramente coinvolgente, e se può far storcere il naso ai fan più accaniti della serie per il suo “distacco”, è capace di offrire un impianto con una storia a sé molto interessante, in cui avventura ed esplorazione sono concetti cardine fin dalle prime ore di gioco. Inoltre, il tutto è condito da personaggi storici importanti con i quali entreremo in contatto come Erodoto, Ippocrate, Socrate e altri ancora

Assassin's Creed: Odyssey

Il misthios definitivo

Sul fronte del gameplay vero e proprio abbiamo un’evoluzione che percorre il filone dell’action RPG, il quale ha contraddistinto anche Origins e che si riconferma efficace. Mantenendo sempre una formula basata sui livelli, torna l’auto bilanciamento dei livelli dei nemici, che rende il titolo ostico anche a difficoltà media. Non sarà difatti possibile proseguire per la quest principale senza aver prima accumulato livelli da qualche missione secondaria, proprio a causa della tenacia dei nemici. I punti spendibili all’aumento di livello potranno essere distribuiti a piacimente seguendo comunque una logica gerarchica, in una delle 3 classi proposte dal gioco e in una sezione dedicata alle abilità innate.

Parlando delle classi potenziabili, abbiamo la sezione dedicata alla classe Guerriero, completa di abilità relative al combattimento frontale e statistiche fisiche. La sezione dedicata alla classe Cacciatore riguarda l’uso dell’arco e tutto ciò che ruota attorno a esso, inclusi vari tipi di tiri e di frecce scagliabili. Invece, la sezione dedicata alla classe Assassino, regola le mosse e gli stratagemmi della nostra natura di assassini, fruibili sia in stealth che in combattimento. Le abilità attivabili sbloccate possono essere assegnate in un apposito slot da 4, disponibile anche per le abilità a distanza. Ogni abilità assegnata corrisponderà dunque ad un tasto d’azione del controller.

Assassin's Creed: Odyssey

Combattimento ereditato e novità

Nel complesso, i controlli sono uguali a quelli già visti in Origins: si effettuano attacchi rapidi, parate con le armi, schivate e attacchi pesanti spezzaguardia, il tutto con l’uso sapiente dei dorsali. In Assassin’s Creed: Odyssey non è presente lo scudo, di conseguenza si schiva e si attacca con ferocia, sfruttando anche una delle novità introdotte nel gioco: il bullet time. Classica funzionalità – vista per la prima volta in Max Payne di Remedy Entertainment – che consiste nel rallentamento temporale, il quale si attiva quando effettuiamo una schivata perfetta. Così facendo, abbiamo la possibilità di infliggere moltissimi danni non curandoci dei nemici per qualche secondo.

L’intelligenza artificale in tal senso non si discosta dall’ultimo capitolo, nonostante sia ormai passato il periodo dell’uno contro uno anche se circondati. Infatti, i nemici non esiteranno ad attaccarci in gruppo e non è raro che si opti per la fuga in caso di attacchi massivi, qualora in svantaggio di livello. Scappando da una zona “calda” e nascondendoci, potremo sì recuperare vita, ma dovremo anche dimenticarci dell’approccio stealth: le guardie in questione inizieranno a setacciare la zona in massa, chiamando talvolta rinforzi. La barra della stamina accumulabile è stata rivista, divisa ora in sezioni e non continua, si riempie colpendo correttamente i nemici e si svuota di una parte all’utilizzo di un’abilità tra quelle assegnate, sia essa un calcio di Sparta o una carica del toro.

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Alla ricerca dell’equipaggiamento perfetto

Tornano inoltre i mercenari già visti in Origins, ma che qui hanno un ruolo maggiore. Avversari potenti che si metteranno sulle nostre tracce all’aumentare delle nostre azioni nefande. Essi interverranno attivamente durante una qualsiasi nostra attività, e sconfiggerli conferisce dell’ottimo equipaggiamento, nonché l’aumento di valore come misthios in una classifica, consultabile in sezione del menù dedicata. Un’apposita barra ci mostrerà quanti mercenari sono sulle nostre tracce in relazione al nostro comportamento. Sarà possibile eliminare la taglia sulla nostra testa pagando delle Dracme (la moneta di gioco), assicurandoci così un po’ di libertà.

Entrando nello specifico dell’equipaggiamento difensivo, abbiamo elmi (a scelta del giocatore se visualizzarli in gioco o meno), calzari, corazze, copribraccia e scarselle di diversa rarità, che aumentano gli attributi difensivi, oltre ad aggiungere alcuni bonus che migliorano in percentuale gli attributi di base del nostro protagonista. Ovviamente, non possiamo non soffermarci anche sulle armi presenti nel gioco, divise per classi di animazioni facilmente distinguibili. Al di là degli archi, che in questo capitolo hanno subito un sostanziale cambiamento che vede l’uso di alcuni tipi di frecce alle abilità sbloccabili, abbiamo dunque spade, daghe, mazze pesanti, asce pesanti, bastoni e lance.

Anche’esse sono ottenibili in diversi stati di rarità con i propri bonus, che possono essere aggiunti presso i fabbri delle città grazie alle incisioni, sbloccabili con il progredire del nostro alter ego anche tramite delle piccole sfide. I fabbri possono anche migliorare semplicemente il danno base dell’arma e il valore di protezione delle armature, impiegando i materiali ottenuti durante i nostri viaggi, oltre che essere disponibili ad acquistare la nostra merce in eccesso.

Assassin's Creed: Odyssey

Si salpa per l’ignoto, assieme alle attività di contorno

Con le Dracme ottenute in combinazioni di altri tipi di materiali, è possibile migliorare la nostra nave sul fronte offensivo e difensivo, potenziando lo scafo e la forza bellica dei nostri subordinati su più fronti. Come nei precedenti capitoli, dove abbiamo imparato a gestire alla perfezione questa meccanica, sarà possibile navigare in lungo e in largo, attraccando dove possibile, iniziando una nuova esplorazione o abbordando gli altri vascelli per ottenere ulteriori risorse da investire.

Visitando le piccole isole o completando alcune quest secondarie, saremo in grado di reclutare nuovi subordinati per la nostra nave, impostabili come luogotenenti che forniranno dei bonus durante la navigazione. Le quest secondarie in tal senso sono relegate quasi sempre al trovare e riportare qualcosa, indagare in un’eventuale zona, o uccidere un preciso bersaglio protetto da alcune guardie in un forte. Per ogni tipo di quest, ci viene in aiuto anche in questo capitolo il controllo dell’aquila, Icaro, in grado di scovare qualsiasi tipo di bersaglio d’interesse utilizzando la vista a volo d’uccello.

Assassin's Creed: Odyssey

Tanta varietà di offerta, stancarsi è difficile

È proprio la varietà dell’offerta che rende questo capitolo uno dei migliori della serie, grazie inoltre alla multitudine di approcci alle varie missioni. Con l’introduzione delle battaglie di conquista, si raggiungono livelli mai toccati dalla serie. Queste ultime consistono in una vera e propria guerra logorante di conquista territoriale, in cui dovremo scegliere se schierarci con l’esercito Spartano o quello Ateniese in un conflitto che sancirà l’influsso di una nazione su un territorio rispetto all’altra.

I molteplici tipi di approccio a ogni situazione rendono il titolo maestoso, oggi più che mai grazie alle sopracitate scelte multiple dei dialoghi; una verietà mai vista in un Assassin’s Creed, grazie anche al nostro essere mercenari, che apre le porte a una moltitudine di situazioni che saremo noi stessi a creare. La barriera della linearità è dunque stata infranta con successo, grazie a un espediente semplice ma d’effetto, che dona alla serie un fascino diverso. Tuttavia, si accusa fortemente il distacco dalle origini e dai connotati contenutistici. La lama celata ci manca un po’, lo ammettiamo.

Assassin's Creed: Odyssey

Una Grecia in guerra tecnica

Una Grecia realizzata meticolosamente e la mappa di gioco comprendente le isole, spaventa per la sua vastità, condita da una moltitudine di attività da svolgere e luoghi da esplorare. Maniacale la cura degli ambienti storici, come ci ha abituato Ubisoft nel tempo; anche questa volta non manca il colpo d’occhio mozzafiato. Tuttavia, viene a mancare un ottimizzazione generale che, in termini di frame rate, glitch e pop up, infastidisce la scena complessiva che avrebbe potuto raggiungere apici ben più alti.

Nello specifico, la presenza di numerosi di NPC nelle città, con animazioni realizzate con sufficienza, è la causa della caduta della stabilità dei 30 frame costanti. Essi rimangono tali nelle zone boschive e di campagna, in cui su schermo non sono mostrate situazioni concitate. Soprattutto, quest’ultime tendono a ripetersi e rimanere fin troppo spoglie, sebbene siano davvero ampie e contengano ruderi e accampamenti vari, esplorabili e da liberare. Alcune strutture, in tal senso, tendono a ripetersi, nonostante siano dettagliate quanto basta per nasconderlo.

Ottimizzazione ballerina e fisica equina

Sempre restando in ambito di tecnicismi, la carenza di ottimizzazione mina anche il caricamento post game over: decisamente troppo lento, il tempo per ricaricare la partita. Ottima, d’altro canto, la fisica dell’acqua, che rende piacevole navigare con il vascello per i mari greci, o anche solo tuffarsi in acqua per il gusto di farlo. Per quanto riguarda le cavalcature, sentiamo di dover utilizzare parole non positive. Andare a cavallo troppo rapidamente causa compenetrazioni involontarie e scene che infrangono le leggi della fisica.

Da segnalare, in tal senso, alcuni casi di freeze con caricamento incluso quando avviene il passaggio dalle lande sterminate verso le città abitate nei casi in cui si è a cavallo; situazione in cui la transizione di scena è più veloce di quando si corre a piedi. Buone le cutscene, sempre fluide e belle da vedere a livello scenico. Un peccato che si vadano a scontrare troppo con i modelli poligonali non eccelsi impiegati dal gioco.

Assassin's Creed: Odyssey

Luci, confronti e localizzazione

Il colpo d’occhio rimane comunque notevole, soprattutto in presenza del HDR attivo. Quest’ultimo, seppur con un eccesso di saturazione, riesce ad enfatizzare le scene a luce diurna, e a rendere più reale un’ambientazione storica memorabile. In complicità troviamo una caratterizzazione del territorio che, nonostante non riesca a competere con la suggestione e il coinvolgimento dell’antico Egitto di Bayek, ha comunque tanto da dire. Solo note di merito invece per quanto riguarda la colonna sonora, dove i pezzi inediti per le atmosfere greche si fondono alla perfezione con la colonna sonora classica della serie. Inoltre, doppiaggio in Italiano è capace di rendere unico ancora una volta Assassin’s Creed, con una localizzazione e un’interpetazione dei protagonisti perfetta. Naturalmente, occorre segnalare qualche imprecisione sulle pronunce, nonché qualche problema di sincronizzazione labiale.

Assassin's Creed: Odyssey

L’interrogativo finale

Assassin’s Creed Odyssey è un titolo mastodontico, capace di rievocare uno dei periodi più interessanti della storia. L’opera offre un mondo vasto, con una libertà senza pari, mantenendo ed evolvendo quanto di buono è stato fatto con il predecessore. Seppur la tendenza di allontanarsi dal fulcro della serie d’appartenenza sia ormai manifesta, il gioco di Ubisoft diverte, non stanca e rapisce il giocatore per ore e ore di contenuti più o meno vari. L’ottimizzazione non brillante e qualche glitch di troppo non gli permettono di entrare nell’olimpo dei videogiochi di questo anno, ma la maestosità della produzione è indiscutibile.

Fan storici e nuovi arrivati troveranno in Assassin’s Creed: Odyssey un’avventura all’insegna della libertà d’azione, della longevità e della vastità delle ambientazioni, che saprà regalare molte ore di intrattenimento con una trama non scontata – seppur non memorabile – e plasmabile dal giocatore, per la prima volta nella serie. Siete pronti a cenare nell’Ade? Tuttavia, torneremo mai sui passi della lore del franchise? Ci lasciamo con questo interrogativo, che ci accompagnerà per gli anni che ci separano dalla prossima iterazione.

Assassin's Creed: Odyssey

Versione testata: PlayStation 4 Standard

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Assassin's Creed: Odyssey

€ 64,99
8.4

Meccaniche

8.5/10

Comparto Estetico

9.0/10

Comparto Tecnico

8.5/10

Comparto Sonoro

8.5/10

Trama

7.5/10

Pros

  • Incredibilmente vasto
  • Ambientazione magnifica
  • Divertente e longevo
  • Senso di libertà

Cons

  • Ottimizzazione carente
  • Trama non memorabile
  • Quest secondarie ripetitive e funzionali al progresso principale
  • Il Credo è sparito, e non sappiamo se tornerà

Mirko Proietti

Videogiocatore dal 1999, all'età di 3 anni la prima esperienza con Megadrive e PlayStation in contemporanea. Prediligo il genere Platform, ma da sempre mantengo una visione a 360 gradi del panorama videoludico. Studente di comunicazione orientato allo sviluppo tecnologico, cerco la completezza nella produzione del videogioco, che tendo a considerare un'arte vera e propria.