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Film/Serie Tv Recensione

Venom – Noi potevamo essere un ottimo cinecomics [NO SPOILER]

Venom

“La vita è dolore Eddie, rassegnamoci”

Di tutte le battute di Venom, forse, questa è quella che mi è rimasta più impressa. Pur nascendo da una situazione decisamente cliché per questo genere di film, che fa da apripista alla genesi dell'(anti)eroe, questa frase, pronunciata da una indifesa vecchietta asiatica, riassume non solo il clima di terrore che si respira nei quartieri disagiati delle grandi metropoli, ma anche, perfettamente, il mood del film.

Il dolore è ricorrente nel film, in diverse forme. Fisico, psicologico, affettivo. La stessa visione di Venom è un dolore. Ma andiamo con ordine.

“Io sono Venom e tu sei mio”

Tom Hardy è Eddie. Anzi, Tom Hardy é Venom. Il ruolo sembra gli sia stato cucito addosso e, nonostante l’inespressività che contraddistingue l’attore (non ce ne voglia il signor Hardy, ma se non è un dato di fatto, poco ci manca), pare che la simbiosi abbia trasceso lo schermo, conferendo quello che potrebbe scalare la Top 10 dei ruoli più iconici dell’attore britannico.

Venom

Un’ottima colonna sonora, tendente al rap e con la partecipazione di pezzi da novanta del genere, Eminem e Pusha T su tutti, fa da sfondo alla storia del reporter Eddie Brock e della sua nemesi, il (not so much) genio, miliardario, playboy, filantropo (cit. di un altro universo) Carlton Drake o, come ho preferito chiamarlo durante il film, Elon Musk. Questo perché il personaggio del dottor Drake è un chiaro riferimento (o caricatura?) al non più presidente di Tesla e SpaceX.

Violenza si, ma PG-13

Venom, pur non mostrando una singola goccia di sangue, riesce ugualmente ad essere violento e cruento. I pochi momenti cupi ed ansiogeni sono ben confezionati e ci permettono di assistere anche ad una discreta quantità di teste mozzate. Cosa da non sottovalutare per un film che dovrebbe essere visto da minori accompagnati.

Il vero problema di Venom è che cerca di imitare i film del Marvel Cinematic Universe con battute spesso fuori luogo e ridicolizzando il simbionte attraverso siparietti comici esasperati. Un film così non dovrebbe far ridere la sala (me compreso) com’è invece successo.

Un’altra cosa che è stata gestita male, ed in un film dedicato ai simbionti è inconcepibile, è il modo in cui questi si approcciano al genere umano. Per la prima metà del film trovare un ospite adatto alla simbiosi sembra infatti impossibile. Nella seconda parte della pellicola, invece, ogni protagonista, comprimario, comparsa o membro della troupe che per caso passava dal set pare essere compatibile al 100%.

Azione si, minutaggio no

Le scene d’azione sono ben fatte. Nulla da dire. Una scena in particolare vale tutto il film ed è un vero esercizio di stile che mette in chiaro le potenzialità del simbionte. Da questo punto di vista sembra che la produzione non abbia però voluto puntare eccessivamente sull’azione pura, proponendo un mystery/sci-fi con elementi di spionaggio. Peccato che abbiano intrapreso questa via, comunque soddisfacente, ma che non rende a pieno onore ad un personaggio dirompente e orrorifico come Venom.

Venom

Se le scene d’azione sono ben confezionate, lo stesso non possiamo affermare del minutaggio totale della pellicola. 112 minuti sembrano troppi pur essendo pochi, specie quando cala il sipario sul film e, a conti fatti, ti trovi a constatare la mancanza di carattere e l’incisività praticamente nulla di quasi tutto il cast. Due ore di film in cui nessuno, se non i due protagonisti, fa praticamente nulla di importante ai fini della trama.

Tirando le somme

Durante la visione di Venom ho riso, ci sono stati momenti di tensione, mi sono stupito per i segmenti action e per la resa tecnica del simbionte e, pur riconoscendo i limiti della pellicola, non mi sento di stroncare un film che non sarà certo il cinecomics dell’anno (frase che avevo già detto per Ant-Man and the Wasp, in fondo è difficile esserlo nell’anno di Infinity War). Mi sento invece di valorizzare quanto di buono c’è, a partire da Tom Hardy, non sempre all’altezza del personaggio, ma che, nonostante alcune sbavature, interpreta un ruolo che sembra essergli stato cucito addosso.

Venom

Ma allora dove sta il dolore di cui parlavo? Il più grande rimpianto del film resterà il non sapere quello che sarebbe potuto essere se fosse stato R-Rated anziché PG-13. Più violenza si sarebbe tramutata in più action e questo avrebbe potuto fare solo bene ad un film del genere. Se già in una pellicola per minori accompagnati è presente una tale quantità di violenza, immaginate cosa sarebbe uscito se il film fosse stato destinato ad un pubblico adulto.

Adesso vi starete, giustamente, chiedendo il voto. E non vi nascondo che è stato difficile, anche per me, trovare il unvalore su una scala numerica che rappresentasse con giusta approssimazione quello che mi ha trasmesso la visione.

Sarebbe poco professionale dare un voto alto ad un film del genere a causa delle evidenti lacune a cui nemmeno un fanboy dei cinecomics come me può soprassedere.

Tuttavia questo genere di film va contestualizzato nel tessuto sociale e culturale a cui appartiene. In questo senso la verità, come sempre, sta nel mezzo e Venom strappa la sufficienza. Abbondante in questo caso, grazie al comparto tecnico all’altezza e decisamente migliorato rispetto ai primi trailer

Voto 6.5

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Gabriele Pati

Cresciuto con libri di cibernetica, insalate di matematica e una massiccia dose di cinema e tv, nel tempo libero studia ingegneria, pratica sport e cerca nuovi modi per conquistare il mondo.

Vanta il poco invidiabile record di essere stato uno dei primi con un account Netflix attivo alla mezzanotte del 22 ottobre 2015.