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Ant-Man and the Wasp – La nostra recensione [NO SPOILER]

Ant-Man

Quando le dimensioni non contano

Nonostante il film uscirà ufficialmente in Italia il prossimo 14 agosto, in altri mercati ha debuttato il 4 luglio. Abbiamo avuto la possibilità di vederlo e siamo qui a proporvi la recensione per cercare di compensare, in qualche modo, l’attesa che ci separa dall’uscita. La versione che abbiamo visto è quella in lingua originale inglese, quindi nulla sarà detto riguardo doppiaggio e adattamento, con la promessa di aggiornare la recensione quando il film arriverà ufficialmente anche da noi.

ant-man and the wasp

It’s all connected

Vi avevamo già rivelato che il film sarebbe stato un seguito diretto, oltre che del primo Ant-Man anche di Captain America: Civil War. Le vicende del threequel di Captain America sono importantissime ai fini della trama, spiegano l’assenza di Scott Lang dalle altre pellicole corali dello shared universe Marvel e sono la causa del cambiamento dei rapporti tra alcuni personaggi. L’aver preso parte alla lotta tra Rogers e Stark ha incrinato i rapporti tra Scott (ora ai domiciliari per aver violato gli Accordi di Sokovia), Hank e Hope (in fuga e ricercati dalle forze dell’ordine). Il raccordo con Infinity War è ben studiato e d’effetto. Sicuramente vi sorprenderà.

 

Eroi piccoli, grandi risate

Se nel primo film si era fatto leva sulla scala microscopica che potevano assumere i protagonisti e si era introdotto il concetto di ridimensionamento, in questo sequel si gioca sul rescaling di tutto ciò che riguarda i personaggi e costituisce il loro intorno. Automobili, edifici, pupazzi, niente è al sicuro da un possibile cambio di dimensioni. Tutto (o quasi) resta però funzionale ai fini della trama.

Pur mantenendo un impianto drammatico il film intrattiene e fa ridere genuinamente, offrendo diversi momenti comici, che riprendono lo stile del primo film, portandolo ad un livello superiore, grazie a delle rinnovate dinamiche tra i personaggi.

 

Il fantasma di Baba Jaga

Inutile girarci intorno. Dopo una ventina di minuti già si capisce chiaramente l’origine del nemico e si possono intuire le sue intenzioni. Questo non è necessariamente un male, perché permette di soffermarsi sul lato umano di Ghost, questo il nome del villain, e sulle motivazioni che lo spingono a compiere i suoi gesti.

Emblematico il parallelismo tra Ghost e Baba Jaga, la strega della mitologia russa, che ritorna più volte nel corso della pellicola.

Ant-Man and the Wasp

Al Fantasma principale, si affiancano altri nemici, secondari e in verità poco caratterizzati, che portano ad una lotta a tre per il controllo del regno quantico. Scene comiche anche tra i comprimari, come sempre e come già ribadito ben studiate e non pesanti, che provocano risate genuine come potrete vedere nel corso del film. L’intermezzo migliore, probabilmente, è quello che riguarda un siero della verità.

Il regno quantico e l’esaltazione della CGI

Dal punto di vista tecnico il film è un piacere per gli occhi. Il regno quantico è vario, popolato da creature microscopiche, ammaliante nelle sue ambientazioni e soffocante nella sua vastità. La regia è dinamica e anche se non osa più del dovuto, le scene d’azione sono ben strutturate e alcuni colpi di scena (seppur telefonati) rendono meglio grazie all’ampio uso di tecniche di computer graphics. Piacevolissimo ritorno di Giant-Man, dopo la sua introduzione in Civil War, sfruttato non solo in scene puramente action, ma anche in intermezzi comici che però, come già accennato, non sono mai troppo esagerati, pesanti o fuori luogo, ma si amalgamano bene nell’intreccio della storia.

ant man and the wasp

 

Wasp: un solo nome per due eroine

Evangeline Lilly è perfetta. Nell’aspetto, nell’interpretazione, nelle dinamiche con gli altri personaggi, ma la Vespa originale ha un ruolo cruciale. Se nel primo film avevamo avuto un assaggio della sua storia e della sua sparizione, nel sequel si ritorna sull’argomento ma si esplora la vicenda con gli occhi della figlia. Si hanno ulteriori flashback che rievocano l’ultimo giorno della prima Wasp, aggiungendo dettagli e spiegando come la sua assenza abbia condizionato il corso degli eventi. Il vuoto che ha lasciato Janet e il desiderio della sua famiglia di riabbracciarla è il leit motiv del film e funge come un effettivo passaggio di consegne tra la prima e la seconda generazione di eroi microscopici.

ant man and the wasp

Del personaggio di Michelle Pfeiffer più che l’interpretazione vera e propria (che, in verità, ha un minutaggio abbastanza limitato) è importante la presenza. Fissa e costante durante il film, anche se non da un punto di vista fisico, l’essenza di Janet è il motore degli eventi. È la rivalsa dell’eroina, non a caso nel primo film Marvel ad avere un personaggio femminile nel titolo.

 

È tutto oro quel che luccica?

Ant-Man and the Wasp fatica a trovare una sua identità. Il film è dichiaratamente un action-comedy anche se di discosta decisamente dal suo predecessore. Se Ant-Man poteva essere considerato un mix tra un heist movie e un film di spionaggio, il sequel sembra voler esplorare orizzonti nuovi, ma fallisce in alcune scelte di sceneggiatura. A tratti sembra di essere in un Fast & Furious con le Hot Wheels, mentre altre scene che hanno luogo nel regno quantico sembrano essere uscite direttamente da un film di Star Wars. È chiarissima la sperimentazione che è stata fatta in fase di produzione ed è da apprezzare la scelta di regista e sceneggiatori di osare per proporre tematiche e dinamiche nuove, con il rischio di snaturare troppo un prodotto già di per se atipico all’interno dell’ecosistema Marvel, ma ci viene da chiedere se alcune decisioni potevano essere ponderate meglio.

 

Il film resta comunque godibilissimo, forte di un cast affiatato e di tutto rispetto (con un Michael Douglas in super forma), un sapiente uso della componente comica coerente con il mood dei personaggi e la solita CGI di qualità alla quale ci ha abituato il Marvel Cinematic Universe.

Non sarà il film dell’anno, ma nonostante alcuni evidenti limiti è ben confezionato ed intrattiene al punto giusto. Ed è esattamente quello che ci si aspetta da un film Marvel.

 

Voto 7.5

 

 

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Gabriele Pati

Cresciuto con libri di cibernetica, insalate di matematica e una massiccia dose di cinema e tv, nel tempo libero studia ingegneria, pratica sport e cerca nuovi modi per conquistare il mondo.

Vanta il poco invidiabile record di essere stato uno dei primi con un account Netflix attivo alla mezzanotte del 22 ottobre 2015.