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Tech Applicazioni

5 app di cui ci siamo dimenticati

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Ci hanno intrattenuto per lunghi tragitti in treno, fatto compagnia nei momenti di noia a scuola e, magari, hanno anche scatenato litigi con i nostri amici. Sono quelle applicazioni per smartphone che hanno conquistato bambini, giovani e adulti in tutto il mondo. Quelle semplici – quanti genitori avevano Candy Crush installato? – ma avvincenti, capaci di tenerci ore incollati a uno schermo. Eppure, le abbiamo lasciate indietro, le abbiamo amate e poi dimenticate. Ci sembra quindi doveroso rendere omaggio almeno alle app più popolari.

Candy Crush

Amatissimo dai giovani – e non -, è un puzzle game tutto a tema “dolci”. Ogni livello ha un differente schema composto da caramelle colorate e, eventualmente, ostacoli e blocchi. Nel 2013 era sia il gioco più popolare di Facebook sia l’applicazione più scaricata dall’App Store, ma negli anni successivi venne semplicemente abbandonato.

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Flappy Bird

Un giochino gratuito e semplicissimo, tanto che l’unico comando necessario era un “tap” sullo schermo, atto a far svolazzare un uccellino giallo tra tanti tubi verdi. Eppure, richiedeva tantissima concentrazione per non farlo schiantare e perdere così la partita. Nonostante il gioco procurasse al creatore circa 50.000 dollari al giorno, egli stesso lo ritirò nel 2014, dichiarando di averlo rimosso per lo stress causatogli dall’eccessivo successo dell’applicazione.

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Fruit Ninja

Il funzionamento è simile a quello di Flappy Bird ma, invece di un”tap”, qui dovremo trascinare una lama per affettare della frutta tropicale volante, stando attenti a schivare gli oggetti esplosivi. Il gioco esiste ancora ed è anche stato riproposto in modalità multiplayer, ma le novità non sono riuscite a farlo tornare virale un tempo.

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Peach

Particolarmente interessante fu Peach, piattaforma mobile di messaggistica che per certi versi era simile a un social network, dato che permetteva di chattare e pubblicare aggiornamenti di stato. Utilizzava anche delle “parole magiche” con GIF, canzoni e disegni per rappresentare emozioni e stati d’animo. Curiosa la funzionalità di “rate”: era infatti possibile valutare gli amici. L’app nel complesso rappresentava un concetto molto interessante, ma non prese piede sul lungo periodo.

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Vine

Navigando su Facebook, Twitter o Youtube, sicuramente negli ultimi anni ci è capitata sotto gli occhi qualche scenetta divertente di pochi secondi. Sono i video di Vine, l’app di video sharing che permetteva di creare e condividere brevi filmati da 6 secondi. L’app fu acquistata da Twitter nel 2013 e raggiunse il picco di utenti (ben 40 milioni) negli anni successivi: veniva spesso usata anche da personaggi famosi o brand. Il declino fu dovuto sia alla successiva crisi finanziaria di Twitter sia alla crescente attenzione per i video di Instagram.

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