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Huawei e Samsung: recenti rumors sugli smartphone flessibili

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Huawei e Samsung: corsa al display flessibile

Secondo le ultime indiscrezioni, Huawei, il terzo produttore di smartphone al mondo, starebbe progettando il primo smartphone con schermo pieghevole, più per scavalcare il rivale Samsung che per l’innovazione in sé.

Samsung, infatti, da anni mantiene la leadership nell’innovazione in ambito display e ha appena annunciato uno schermo “indistruttibile”Huawei sembra stia pianificando in risposta una serie di telefoni pieghevoli, con un display a diodi flessibile prodotto da BOE Technology Group.

In realtà, non è la prima volta che BOE sperimenta in questa direzione, già mesi fa ci aveva mostrato dei prototipi di ibridi smartphone-tablet pieghevoli.

Previsioni di vendita

I primi smartphone saranno probabilmente venduti in numero molto ristretto:

“La quantità pianificata potrebbe essere limitata a circa 20.000-30.000 unità, o anche meno, per un piccolo gruppo di utenti“, avrebbe detto una persona vicina all’azienda. “L’obiettivo principale è di dimostrare la propria capacità tecnologica e di attirare l’attenzione del settore e la copertura dei media”.

Il prezzo e la data di lancio non sono ancora stati precisati, ma Jeff Pu, analista di Yuanta Investment Consulting, stima che il prodotto potrebbe arrivare sul mercato all’inizio del 2019. Un’altra fonte ha affermato che la data di lancio dipenderà dall’avanzamento della tecnologia, in quanto gli schermi per ora sarebbero ancora troppo fragili.

Huawei dovrà sbrigarsi, perché Samsung già nel 2011 aveva annunciato il suo interesse nello sviluppo di uno smartphone pieghevole e sembra sia quasi pronto a fare il grande passo: secondo i media e le fonti del settore, il lancio sarebbe previsto nella prima metà del 2019, per celebrare il decimo anniversario dei suoi modelli Galaxy.

Le difficoltà di uno schermo pieghevole

Dal lato hardware, qualsiasi meccanismo di piegatura renderà inevitabilmente il telefono più spesso e sottrarrà spazio per la batteria. È difficile quindi pensare che un dispositivo pieghevole di prima generazione possa reggere il confronto con un normale smartphone.

Poi c’è l’enorme problema del software: un telefono pieghevole richiede obbligatoriamente un’interfaccia utente che risponde rapidamente alle diverse dimensioni dello schermo, fornendo esperienze su misura non disponibili su altri telefoni. Possiamo davvero fidarci di Huawei o Samsung, la cui esperienza risiede nell’hardware, per realizzare un software così sofisticato?

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