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Maxi multa a Google dall’unione europea

L’UE multa il colosso Alphabet (Google).

Per voce della commissaria alla concorrenza, Margrethe Vestager, l’unione europea ha emesso la più grande multa della storia a Google.

Le motivazioni

Come dichiarato dalla Vestager: Google ha utilizzato Android – presente su più di tre quarti degli smartphone europei – per rafforzare ingiustamente il proprio predominio nelle ricerca online.

Inoltre la sua relazione con alcuni dei maggiori costruttori di smartphone del mondo, che include anche contratti richiedenti la pre-installazione di Google Search e il Chrome se si vuole poter usufruire del Playstore, ostacolando quindi, secondo le norme europee, anche la libera scelta dei consumatori e la concorrenza, che fornisce i suoi servizi a costi decisamente inferiori.
Come si legge da una nota della commissaria

“Gli sforzi della compagnia hanno negato ai consumatori europei i benefici di una concorrenza effettiva nell’importante sfera mobile. Questo è illegale secondo le regole antitrust dell’UE. “

Margrethe Vestager

La multa

Google era già stata nel mirino della Ue per il GDPR, ora avrà 90 giorni per terminare le sue attività illegali o dovrà pagare multe fino al 5% delle entrate globali giornaliere di Alphabet, la società madre di Google.
L’importo della multa al momento è di SOLI 4,3 miliardi di euro, circa 5 miliardi di Dollari, ma potrebbe essere rivista anche al rialzo fino a un massimo di un centinaio di miliardi di euro, qualora il ricorso di Google venga respinto.

Le risposte

La risposta di Google non è tardata ad arrivare.

Affidato a un blog la risposta di Kent Walker,vicepresidente senior:

“Nel 2007, abbiamo lanciato Android, un sistema operativo gratuito e open-source. Gli smartphone di allora erano una rarità costosa. Volevamo cambiarlo, stimolare l’innovazione e aumentare la scelta per i consumatori,e ha funzionato.Android significa che i produttori non devono acquistare o costruire costosi sistemi operativi mobili. Di conseguenza, gli smartphone sono ora disponibili a prezzi sensibilmente più bassi, ben 45 euro, e sono diventati molto più accessibili a molte più persone. Oggi, oltre 24.000 dispositivi di oltre 1.300 marchi funzionano su Android. E gli sviluppatori europei sono in grado di distribuire le loro app a oltre un miliardo di persone in tutto il mondo. Android non è una “strada a senso unico”: è un’autostrada multi-corsia di scelta.”

Anche Sundar Pichai, amministratore delegato di Google, ha dichiarato “un utente android in media installa una cinquantina di app e può in qualsiasi momento disinstallare le applicazioni preinstallate (cosa non propriamente esatta ndr).”

Pichai, esprimendo tutta la sua preoccupazione, ammette che ci dovranno essere dei cambiamenti radicali in futuro:

“Siamo preoccupati che la decisione di oggi sconvolgerà l’attento equilibrio che abbiamo riscontrato con Android, e che invia un segnale preoccupante a favore di sistemi proprietari su piattaforme aperte. Google avverte che il suo modello di business Android potrebbe ora cambiare, e questo potrebbe significare che la società dovrà prendere in considerazione la possibilità di concedere licenze ai produttori di telefoni Android.”

Al momento questa però sembra essere solo una sterile minaccia, nonostante la battaglia in atto tra Unione Europea e i grandi colossi tech.

FONTE

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