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Fibra, l’AGCOM mette un freno alle pubblicità ingannevoli

Il Garante delle Comunicazioni delibera le regolamentazioni per la vendita della fibra

Nel nostro paese, sembra esserci un problema con l’utilizzo del termine “fibra” per le offerte Internet. Pare, infatti, che le compagnie telefoniche abbiano preso l’abitudine di inserire la parola in qualsiasi contratto proposto, senza curarsi troppo di chiarire cosa si intenda per “fibra”. Il risultato? Da un lato, clienti che si aspettano prestazioni eccezionali e velocità incredibili. Dall’altro lato, operatori che sfruttano la terminologia a proprio vantaggio, creando pubblicità talvolta ingannevoli.

Maggiore trasparenza

Per arginare il problema è necessario, dunque, porre un freno all’utilizzo spropositato del termine “fibra”. Ed è in quest’ottica che l’AGCOM ha deciso di intervenire, rilasciando un comunicato stampa con cui vengono definite le circostanze in cui è corretto parlare di fibra. Lo scopo è quello di ottenere maggiore trasparenza in merito alle offerte proposte dalle compagnie telefoniche, come viene sottolineato in apertura del documento:

“In particolare, si ribadisce il principio secondo cui le imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazione elettronica o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico forniscono, all’utente finale, informazioni chiare e trasparenti in merito alle caratteristiche dell’infrastruttura fisica utilizzata per l’erogazione dei servizi”.

Gli operatori, insomma, dovranno impegnarsi per comunicare in modo più chiaro con i propri clienti. A questo proposito, dovranno innanzitutto fornire una descrizione meno ambigua del servizio offerto, specificando l’architettura di rete e il tipo di tecnologia impiegato. Inoltre, dovranno dare la possibilità di verificare la velocità di navigazione e latenza della connessione. Questo significa che i minimi saranno vincolanti ai fini del contratto e che quindi gli operatori saranno obbligati a garantire un certo standard qualitativo.

Il sistema a bollini

Per trasmettere le informazioni in modo più semplice agli utenti, l’Agcom ha deciso inoltre di introdurre un sistema a bollini. I simboli, di colore diverso, serviranno a facilitare il riconoscimento delle diverse tipologie di reti, e quindi dovranno essere usati dagli operatori per indicare il tipo di offerta proposto.

  • Bollino rosso con lettera “R” e dicitura “rame” o “radio”: identifica le connessioni stabilite interamente attraverso reti in rame o radio, senza nessun tratto in fibra – ovvero le più lente.
  • Bollino giallo con lettere “FR” e dicitura “fibra mista rame” o “fibra mista radio”: identifica le connessioni che sfruttano un tratto in fibra e poi raggiungono le abitazioni attraverso altri mezzi. In questa categoria rientrano i tipi di connessione più diffusi, tra cui le FTTC.
  • Bollino verde con lettera “F” e dicitura “fibra”: identifica le connessioni stabilite interamente in fibra ottica, cioè FTTH oppure FTTB, che quindi sfruttano esclusivamente la fibra per raggiungere le abitazioni. Queste ultime sono le più veloci e richiedono impianti specifici per ciascuna residenza.

Tipologie di connessione

Ad oggi, gli operatori offrono principalmente quattro tipi di connessione: FTTC (Fiber to the cabinet), FTTB (Fiber to the building), FTTH (Fiber to the home) e FWA (Fixed Wireless Access).

Secondo la delibera dell’AGCOM, soltanto le infrastrutture Fiber to Home (FTTH) e Fiber to Building (FTTB) potranno essere considerate Fibra e vendute come tali.

Rimangono, dunque, escluse le infrastrutture in cui la fibra arriva soltanto fino a nodi intermedi, come l’armadio di strada (FTTC) o la stazione radio base (FWA). Il primo tipo di connessione, infatti, si distingue perché il collegamento finale con l’utente avviene tramite un filo di rame, ed è il sistema utilizzato per l’ADSL. Il secondo, invece, comprende le tecnologie WiMAX e LTE, che permettono di avere accesso alla banda larga sfruttando la trasmissione wireless del segnale. Tra queste è inclusa EOLO, soluzione ben nota a chi non è raggiunto da ADSL o fibra. In tutti questi casi, gli operatori potranno utilizzare la denominazione “fibra” solamente specificando che si tratti rispettivamente di “rete mista rame” e “rete mista radio”.

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