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GXT 668 Trust Tytan 2.1, la recensione del set che domina la fascia entry level

GXT 668 Trust Tytan 2.1

Trust Tytan 2.1 convince con qualche riserva, ma svetta nella sua fascia di prezzo

Trovare il giusto set di speaker è un compito arduo. Ogni volta, sono davvero tanti gli aspetti da tenere in considerazione, i quali vanno in base ai gusti personali, alla fascia di prezzo e alla conformazione dell’ambiente di utilizzo. Abbiamo avuto il piacere di passare del tempo assieme al set  GXT 668 Trust Tytan 2.1, composto da una ottima soundbar ed un subwoofer retroilluminato. In relazione alla spesa richiesta, l’impressione è molto positiva: gestione complessivamente buona del range sonoro, ottimi materiali e facilità d’uso. Vediamo punto per punto di cosa si tratta, a partire dal colpo d’occhio.

Segnaliamo che il prodotto è stato valutato dopo un assestamento dei due dispositivi che ammonta circa a 72 ore di riproduzione di tracce selezionate.

Design e materiali convincono appieno, ma occhio alla polvere

Guardando separatamente i due componenti di questo set, abbiamo una soundbar di fattura eccezionale ed un subwoofer meno convincente, ma comunque di buona costruzione. La barra, la quale fa anche da hub centrale, è di design molto angolato, con i padiglioni ingabbiati da una elegante griglia metallica sulla parte anteriore. La scocca superiore e il fondo sono di una plastica estremamente solida, dalla texture simile al metallo smerigliato. Sui due fianchi troviamo due zone di colorazione nera lucida, ed il tutto poggia su dei piedini gommati. Sul retro si trovano, leggermente incassate nella struttura, le porte per il funzionamento, delle quali parleremo più avanti. Ciò che colpisce dei dispositivi è il peso, del quale tenere conto qualora si volesse appenderlo al muro tramite appositi sostegni. Stiamo parlando di 1200gr per la barra e 3400gr circa per il subwoofer.

Ricordiamo che la confezione comprende tutto il necessario per il funzionamento: un cavo ottico, uno aux, il cavo d’alimentazione e il composito per il subwoofer.

GXT 668 Trust Tytan 2.1
La soundbar, compatta e non eccessivamente decorata.

 

Il subwoofer conferisce una minore sensazione di solidità, e l’illuminazione convince per metà

Quest’ultimo è composto da materiali visibilmente più leggeri. Una classica struttura cubica in legno rivestito è decorata esclusivamente sul davanti, in copertura al padiglione sonoro. La tradizionale griglia metallica è circondata da una cornice in plastica rigida, ed al centro si trova una targhetta circolare con il logo di Trust Gaming. Ciò che rende affascinante questo dispositivo è senz’altro la retroilluminazione, disattivabile a piacimento e pulsante in base all’input ricevuto. Segnaliamo che talvolta la pulsazione può dare lieve fastidio alle persone più suscettibili, e non c’è modo di rendere stabile l’illuminazione. Anche la soundbar presenta elementi illuminati, ma questi sono esclusivamente le icone delle impostazioni, tra cui i simboli che indicano l’input, i preset di equalizzazione e il tasto di accensione.

Come ogni dispositivo elettronico destinato ad una posizione fissa, anche questo set è soggetto ad una marcata cattura della polvere. Essendo la scocca scura, la presenza di corpuscoli è particolarmente visibile, ed in questi casi è consigliabile munirsi di panni statici.

GXT 668 Trust Tytan 2.1
Il subwoofer, con padiglione retroilluminato e logo al centro.

L’alimentazione e le porte, per le quali si poteva fare di più

Sul retro della soundbar troviamo la porta per l’alimentazione DC, il cavo composito che permette la connessione al subwoofer, un ingresso ottico ed uno aux. La presenza di una sola porta per ciascun tipo di input ci ha lasciato un velo di delusione. Qualora si utilizzi il set sotto a un monitor per PC, tendenzialmente non si presentano problemi: il computer fa da riproduttore centrale e necessita di una sola porta. Nel caso in cui l’utente voglia impiegare la combinazione al di sotto del televisore casalingo, generalmente nel salotto di casa, sorge il problema della compresenza di numerosi dispositivi.

Avete una o più console? Contemporaneamente un lettore Blu-Ray e un home theater pc? Purtroppo l’uscita ottica è una sola, e allo stesso modo quella per jack 3.5”. L’unico modo per arginare la cosa è munirsi di un mixer esterno dotato di più ingressi, che reindirizzi poi il segnale alla soundbar, ma ciò comporta una spesa aggiuntiva. Tenete conto di eventuali e noiosi “stacca e attacca”, o di dovervi accontentare di collegare il set alla porta ottico/aux del televisore – a nostro avviso, il compromesso migliore dopo l’impiego di una scheda audio esterna.

Trust Tytan 2.1

Il controllo, tramite telecomando o soft touch

Per controllare il setup, Trust mette a disposizione un telecomandino in plastica rigida di media qualità, con tutti i pulsanti necessari al comando completo. Due file di tasti incrociati permettono di regolare separatamente il volume generale e l’intensità del subwoofer, in modo da raggiungere il bilanciamento desiderato. Il tasto “eq” serve a spostarsi tra i tre preset di equalizzazione – Videogiochi, Musica e Cinema – dei quali i parametri toccati sono ignoti.

Al centro si trova il pulsante per il controllo della retroilluminazione del subwoofer, limitato all’accensione e allo spegnimento. Tramite il telecomando si può passare comodamente da un input all’altro, cavo ottico o jack standard. L’utilizzo è assolutamente intuitivo, e nella confezione è fornita una pila a bottone per il funzionamento. Niente di sofisticato, insomma, e non c’è traccia di un sistema di accoppiamento con telecomandi generici. Tuttavia, ciò rientra perfettamente nella fascia di prezzo e non è indicabile come difetto dell’offerta. Aggiungiamo che il set dispone di una modalità “eco“, che attiva lo stand-by qualora non ci siano input di alcun tipo.

GXT 668 Trust Tytan 2.1
Il telecomando in plastica.

In azione ottima col Gaming, buona con i film, discutibile con la musica

Questo set appartiene alla linea Trust Gaming, e prevedibilmente dà il suo meglio qualora stiate usando un dispositivo da gioco. L’accoppiata è vincente e conferisce molta spazialità, soprattutto con esperienze dallo sviluppato comparto sonoro contestuale. In ambito ludico, sia la soundbar che il subwoofer non hanno mai perso un colpo, garantendo bassi ben definiti e suoni ben distribuiti nell’ambiente di gioco.

Giocando in condizioni differenti allo stesso gioco, ci si accorge di come la soundbar sia fatta per un utilizzo ravvicinato: dà il meglio di sé qualora piazzata sotto a un monitor per PC. Il risultato è ottimo anche in salotto, ma la dispersione del suono è tale da non garantire la sensazione di profondità sonora. Infatti, gli speaker che compongono la barra sono a distanza molto ravvicinata tra di loro, e oltre una certa distanza il suono tende a uniformarsi.

Trust Tytan 2.1

La riproduzione di film ha una buona resa, ma l’ascolto di musica lascia desiderare

Una volta effettuata la visione di alcuni film dal comparto audiovisivo particolarmente curato, difficilmente si riesce a tornare agli speaker nativi del televisore. Certe esperienze filmiche acquisiscono ulteriore spessore grazie alla buona copertura della gamma sonora, apprezzabile al meglio con tracce sonore non compresse. Qualche cazzotto nel cinecomic di turno appare più doloroso, e allo stesso modo si apprezzano suoni contestuali altrimenti persi nella piattezza sonora degli speaker integrati in molti televisori. Tuttavia, il dolo arriva quando si vuole ascoltare tracce musicali complesse.

In questi casi si avvertono tutti i limiti di un subwoofer dal diametro contenuto, che oltre una certa soglia tende a uniformare sgradevolmente il suono. Sicuro che ci sia un abisso tra uno speaker stereo medio, ma di certo non siamo davanti ad un dispositivo per audiofili convinti. Dopotutto, siamo in una fascia di prezzo estremamente contenuta, dalla quale non è possibile aspettarsi un dispositivo eccellente in ogni ambito. Naturalmente, chi si orienta verso Trust Gaming, non cerca un dispositivo per l’ascolto di musica, dunque il risultato finale è comunque apprezzabile.

Trust Tytan 2.1

Tirando le somme su un dispositivo complessivamente molto buono

Come primo approccio al mondo del sonoro casalingo, il set Trust Tytan 2.1 è il dispositivo ottimale. Materiali nel complesso buoni, impiegati in un design distinto e funzionale, compongono un’accoppiata versatile e capace di dare soddisfazione dopo qualche accorgimento. Per un prezzo di listino di 149,99 euro, è possibile portare la propria esperienza videoludica su un livello notevolmente più elevato. Una buona copertura del range sonoro, assieme a giochi dal comparto audio certosino, conferiscono una profondità alle istanze ludiche, che si fanno più ricche e variegate. Come plus, si ha un’ottima resa sonora anche durante la visione di prodotti filmici, che giovano in quanto a spazialità e capacità di coinvolgimento.

Power output (peak) 120 W
Power output (RMS) 60 W
Audio output 3.5 mm
Headphone connection yes
Power output – subwoofer (RMS) 30 W
Power output – satellite (RMS) 26 W
Frequency response 36 – 20000 Hz
Impedance 12 Ohm

Il set si fa debole nella riproduzione di musica, che non beneficia degli speaker tanto quanto film e videogiochi. Un suono talvolta troppo uniforme, e in altri casi addirittura sbilanciato, compromette l’ascolto dei brani più elaborati. Tuttavia, per un ascolto senza impegno, come sottofondo sonoro alle faccende quotidiane, il set compie il suo dovere. Il rammarico più grande è l’assenza di porte d’ingresso ottiche ed aux secondarie, che costringono a staccare e riattaccare di volta in volta i cavi. È chiaro che tutto vada inserito in una precisa fascia di prezzo, dalla quale sarebbe sciocco richiedere di più. Ricordiamo che il prodotto è venduto con una garanzia di 2 anni fornita da Trust. ecco l’articolo.In passato abbiamo già trattato un prodotto similare,

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GXT 668 Trust Tytan 2.1 soundbar+subwoofer

149,99 euro
8

Materiali

8.0/10

Design

8.3/10

Performance col Gaming

8.7/10

Performance col Cinema

8.0/10

Performance con la Musica

6.8/10

Pros

  • Design distinto ma non esuberante
  • Materiali complessivamente solidi
  • Facilità d'uso
  • Esperienza sonora ottima nei Videogiochi

Cons

  • Poche porte d'ingresso a disposizione
  • Prestazioni discutibili con tracce musicali
  • Retroilluminazione non personalizzabile

Samuele Sanesi

Giocatore da sempre, Game Designer come stile di vita. Caporedattore nel tempo libero (a volte anche in quello occupato). Mangio salutare e bevo tanta acqua, perché i videogiochi tra settanta anni non si giocheranno da soli. Ho predilezione per ogni forma di intrattenimento ludico. Amo la mia città, le tradizioni Italiane e la mia famiglia. Uno dei miei hobby è la critica del Tiramisù. Ho visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione.