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E’ un’aereo? E’ un uccello? No, è una stazione spaziale!

La stazione spaziale cinese Tiangong-1 sta per cadere!

Questo l’allarme lanciato dalla protezione civile nella sua circolare a tutte le regioni.
La stazione lanciata in orbita il 30 settembre 2011, sta per rientrare nella nostra atmosfera, senza controllo.

In particolar modo dall’Emilia Romagna in giù, dove si pensa che potrebbe cadere.

La protezione civile sul suo sito ci fa sapere:

“La finestra temporale e le traiettorie di impatto al suolo potranno essere definite con maggiore precisione nelle 36 ore precedenti il rientro”, si legge nel documento, che sottolinea come l’organizzazione e l’interpretazione dei dati sia compito dell’Agenzia Spaziale Italia, che “curerà la fase di organizzazione e interpretazione dei dati avvalendosi del supporto di altri Enti, nazionali e internazionali”.

Inoltre, sempre sul sito della protezione civile, ci sono degli accorgimenti di come comportarsi quando la stazione cadrà  sulle Italiche terre

• è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate;

  • i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;
  • all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti;
  • è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto;
  • alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all’impatto e contenere idrazina. In linea generale, si consiglia a chiunque avvistasse un frammento, senza toccarlo e mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, di segnalarlo immediatamente alle autorità competenti.

Ma tutto questo quando succederà?

Il rientro è previsto tra il 28 Marzo e il 4 Aprile. Il suo rientro verrà ovviamente monitorato dall’Asi come detto in queste parole dalla parola dalla protezione civile.

“L’Italia, che è «al momento segnalata come probabile area di impatto», è coinvolta nel monitoraggio del ‘Palazzo celeste’ attraverso l’Agenzia spaziale italiana (Asi) con il contributo gli esperti Claudio Portelli e Ettore Perozzi. Il compito di Asi «è tenere sotto controllo attraverso radar e telescopi il decadimento della stazione e per fare questo ha coinvolto il proprio Centro di Geodesia Spaziale di Matera».
È possibile anche seguire la discesa della sonda Tiangog-1 sul sito Satview

A detta degli esperti dell’Asi la probabilità è minima. Ma è pur sempre una probabilità. Staremo a vedere.

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