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2018, le nuove IP più attese secondo DrCommodore!

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I giochi più attesi del 2018 secondo DrCommodore!

Vediamo insieme le nuove IP più interessanti del 2018

Il 2018 sarà per molti l’anno di Monster Hunter Word, di Far Cry 5 e di Red Dead Redemption 2, titoli di brand noti in grado di attirare gli occhi di gran parte dell’utenza. Ma il 2018 è anche l’anno delle nuove ip, progetti ambiziosi e videogiochi completamente inediti che si affacciano con le migliori intenzioni in un mercato che oggi non premia molto spesso l’innovazione, la sperimentazione o semplicemente il fatto di non avere un numero dopo il proprio titolo. Questo articolo nasce quindi per offrire una panoramica su alcuni titoli di questa speciale categoria, nella speranza che possano trovare il loro spazio in questo grande pazzo mercato.

Dragon Ball FighterZ

Unite la magistrale bravura nel confezionare picchiaduro competitivi ed equilibrati da parte di Arc System alla mitologia del manga di Toriyama, aggiungete un comparto tecnico spettacolare e miscelate il tutto. Ecco, ora avete tra le mani una delle nuove ip più interessanti del 2018, il gioco di Dragonball che tutti gli amanti di Goku e co. stavano aspettando. Già dai primi test questo titolo polverizza completamente ogni gioco sulla serie venuto prima di lui (si, anche i sopravvalutati Budokai Tenkaichi) e si impone come il nuovo punto di riferimento per i tie-in videoludici. Fanservice, tecnicismo e accessibilità sono un mix difficile da inserire ed amalgamare, ma FighterZ ha tutte le caratteristiche per riuscirci. Non bastasse il titolo si presenterà al lancio con alcuni personaggi di Dragonball Super e una storyline inedita, contenuti in grado di far felici anche chi volesse di più del “solito e vecchio Dragonball Z”.

The Last Night

Poco,pochissimo sappiamo del titolo sviluppato da Odd Tales e presentato al PC gaming show dell’E3 di quest’anno. Descritto come un “Platform cinematografico” dagli stessi sviluppatori, il gioco si presenta con una potenza visiva e artistica che ancora oggi nella mia mente (e in quella di molti altri) è ineguagliata. Pixel art all’ennesima potenza, il comparto visivo del titolo strizza l’occhio palesemente a Blade Runner e a tutta una serie di prodotti del genere Cyber-punk. L’illuminazione dinamica, la resa dell’acqua, tutto in The Last Night sembra, dai primi trailer, curato e incredibilmente carismatico. Ora bisognerà vedere se pad alla mano tutto questo ben di dio visivo sarà accompagnato da un gameplay all’altezza.

Detroit Become Human

Non ho mai apprezzato David Cage e le sue opere, per il semplice fatto che non riesco ad apprezzare un titolo narrativo in cui la storia è gestita in larga parte in modo pessimo e lacunoso. Detroit però ha tutte le caratteristiche per staccarsi dai lavori precedenti del designer francese e ergersi nell’olimpo videoludico. Una narrativa finalmente coerente,intima e matura, meno focus sull’epicità, queste sono le caratteristiche che mi auguro di trovare in Detroit. L’immaginario è di quelli potenti, uno Sci-Fi/Cyberpunk in cui si intrecciano vite artificiali e umane, etica dell’evoluzione della specie e dell’eliminazione di un automa. Detroit dal canto suo ha tutte le caratteristiche per diventare il vero anello di congiunzione tra cinema e videogioco, e il suo gameplay fatto di tante,tantissime scelte significative nell’economia della trama ne può valorizzare ancora di più l’impatto sul giocatore.

Dreams

La nuova ip di Media Molecule si pone un obbiettivo tanto ambizioso quanto semplice, prendere l’editor di un little big planet e portarlo al suo massimo potenziale, creando quello che potrebbe essere definito più un “editor di sogni” che un videogioco. Musiche, cortometraggi, videogiochi da condividere con una community di sognatori, come quasi sicuramente sono le persone che attendono con trepidazione l’uscita di questo titolo. Non solo questo è Dreams, infatti il gioco offrirà anche una campagna di 5 ore con cui prendere dimestichezza con le meccaniche del titolo, un “tutorial” che farà felice anche chi vuole un’esperienza più intima e guidata. I più maligni lo hanno etichettato già come il nuovo “Project Spark”, che invece possa riuscire dove il progetto Microsoft ha fallito?

Death Stranding

Il nuovo progetto di Hideo Kojima non è ancora uscito ma è già un oggetto di culto tra gli appassionati. Un cast d’eccezione (citiamo tra i tanti Mads Mikkelsen e Norman Reedus) accompagna una narrativa ancora non chiara ma pregna di suggestioni visive e tematiche davvero potenti, in grado di canalizzare l’attenzione del pubblico videoludico di tutto il mondo nei diversi trailer che il director ha distribuito nel corso del tempo. Nessun segno di vita invece sul lato gameplay, che rimane nebuloso e di cui sappiamo davvero pochissimo. Dichiarazioni inerenti ad una modalità multigiocatore (con una partner femminile che accompagnerà il protagonista), ad un mondo “open” e ad un approccio a “corde”, diametralmente opposto secondo il Director a quello a “bastone” utilizzato nella maggior parte dei videogiochi.Ok, probabilmente non lo vedremo mai nel 2018, ma sperare non costa nulla.

Code Vein

I Souls-like sono diventati una costante del mercato moderno. Titoli che molto spesso vivono di luce riflessa rispetto alle produzioni From Software, nel tempo alcuni di questi hanno saputo convincere e ritagliarsi uno spazio nel cuore degli appassionati. Ni-oh, Salt and Sanctuary, Hyper Light Drifter sono tutti titoli che, nonostante non siano inseribili completamente nel genere, hanno saputo continuare ed evolvere a modo loro la strada aperta da Demon’s Souls nel 2009. E’ naturale quindi aspettarsi da Code Vein un ulteriore perfezionamento del genere e delle meccaniche che lo caratterizzano, meccaniche accompagnate da una narrativa che ci vede in una terra devastata da un’apocalisse in cui una nuova razza di vampiri (chiamati “Revenant”) si erge dalle tenebre.

Anthem

Non si può non parlare di Anthem in questa sede, titolo Bioware dalla forte componente multyplayer atteso per la fine dell’anno. Palese rivale del Destiny di Bungie che non sembra aver troppo convinto critica e pubblico, Anthem pone il giocatore in un mondo Sci-fi liberamente esplorabile a bordo di tute futuristiche. Il comparto tecnico dei primi video è da spaccamascella, l’interazione ambientale e la fauna ostile rendono molto bene il senso di “esplorazione” che dovrebbe accompagnare le sessioni di Anthem, magari in party con amici. Un mondo vivo e in continua evoluzione quindi con un gameplay di cui sappiamo poco ma di cui possiamo già intuire la direzione (soprattutto tenendo conto della storia recente di Bioware). Unico punto di domanda rimane la trama, che dovrà essere punto di appoggio forte e ben fatto per un universo narrativo che visivamente è spettacolare.

Biomutant

Art design davvero interessante, comparto tecnico quadrato e ispirazione a Zelda BOTW. Ecco come si presenta Biomutant, rpg open word ambientato in un mondo post apocalittico che ha la sua unicità nell’interazione che il giocatore potrà avere con le diverse tribù che popolano il mondo. Decidere quali alleanze formare, quale tribù eliminare per poterne acquisire il territorio e quali risparmiare ecc., questo il nucleo su cui si regge l’esperienza pubblicata da THQ Nordic. Fondamentale sarà quindi il sapersi relazionare con gruppi che ovviamente avranno stili di vita,culture e obbiettivi differenti.

A Way Out

Hazelight Studio, creatori della perla “Brothers: A Tale of Two Sons ritornano quest’anno con A Way Out, titolo cooperativo pubblicato da EA. Nel gioco vestiremo i panni di Leo e Vincent, che dovranno fuggire da un carcere e collaborare nella fuga nonostante le inevitabili diversità di carattere e idee. Un titolo quindi che fa della collaborazione tra i 2 player il fulcro del proprio gameplay, gameplay accompagnato da una trama dal forte piglio cinematografico e lineare, ma che comunque offrirà nel corso delle ore delle scelte importanti che potrebbero cambiare in modo netto il destino dei 2 uomini. Un titolo quindi da tenere seriamente in considerazione se si è amanti della modalità cooperativa e di una narrativa forte e di impatto.

Bloodstained Ritual of the Night

Un nuovo metroidvania dalla mente di Koji Igarashi. Basterebbe questo per far drizzare le orecchie di ogni amante del genere. Bloodstained si pone come obbiettivo (grande obbiettivo) di essere l’erede spirituale del miglior esponente del genere mai prodotto, ovvero quel Castlevania Symphony of the Night che è ancora oggi il prodotto più riuscito della serie insieme a Super Castlevania 4. Finanziato su Kickstarter e rimandato diverse volte, nel 2018 verrà pubblicato su console e PC. Atmosfere e stile grafico fanno ben sperare dai video diffusi in rete e, seppur il gameplay non convince del tutto per via di una “lentezza” complessiva molto accentuata, siamo sicuri che possa riuscire a portare avanti un genere di nicchia che in questi anni ha regalato parecchie perle (per non dire capolavori) come Axiom Verge, Hollow Knight e Ori and the Blind forest.

In conclusione

Questo 2018 potrà regalare tante soddisfazioni a chi voleva una sana “ventata di aria fresca” nel mondo videoludico. Tanta carne al fuoco distribuita in molti generi (mainstream e non) si appresta ad arrivare sulle nostre tavole. Sperando che i flop siano minimi e che i capolavori tanti, non possiamo fare altro che aspettare ed attendere l’uscita di questi giochi. Volete ingannare l’attesa? Leggetevi il nostro speciale sulle esclusive e sui multipiattaforma più attesi.

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Jacopo Piermattei

Classe 95, vive a pane e Metroidvania fin da quando ricorda con un pizzico di Tcg e (J)rpg per condire il tutto. Il dono della sintesi è il suo forte infatti la Bio termina qui.