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Anche EA lavora ad un algoritmo che spinge verso le microtransazioni, depositato da poco il brevetto

Star Wars Battlefront 2

Dopo Activision, anche EA deposita un brevetto simile

Mesi fa, nella bufera delle microtransazioni, Activision depositò il brevetto per un sistema di matchmaking che spinge i giocatori verso le microtransazioni – sperando di non essere notata. Oggi, poco dopo il caso Battlefront II, EA brevetta ben due algoritmi per il matchmaking, indirizzati all’aumento del coinvolgimento nei titoli online.

Il primo algoritmo non è niente di scandaloso: è pensato per modificare in modo dinamico la difficoltà di gioco in base alle prestazioni dell’utente. Sistemi analoghi esistono già, dunque la cosa non ci stupisce né ci spaventa. Il secondo algoritmo è tuttavia più preoccupante. Denominato EOMM – Engagement Optimised Matchmaking – il secondo algoritmo tiene conto dell’abilità del giocatore e di altri aspetti legati allo stile di gioco per assegnarlo alla partita che più si addice ad esso. Fino a qui nessun problema, ma leggendo più attentamente i documenti si arriva al quid.

Destructoid ha analizzato nello specifico i documenti, rivelando che il sistema può essere modificato per indurre i giocatori a spendere in microtransazioni.

“change the objective function to other core game metrics of interest, such as play time, retention, or spending. EOMM allows one to easily plug in different types of predictive models to achieve the optimization.”

Fin qui tutto normale, se non fosse che, come scoperto da Destructoid leggendo i documenti, l’EOMM può essere modificato per spingere i giocatori verso le microtransazioni: “change the objective function to other core game metrics of interest, such as play time, retention, or spending. EOMM allows one to easily plug in different types of predictive models to achieve the optimization.”

Nella sua struttura si tratta semplicemente di un sistema adatto a perseguire più obiettivi, adattandosi di volta in volta al profilo dell’utente sul quale agisce. Risvolti negativi non sono da escludere, anzi, vista la piega dei publisher AAA – nella fattispecie EA – sono del tutto possibili. Stiamo ragionando su dei brevetti, ma è questione di tempo prima di una applicazione pratica.

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Samuele Sanesi

Giocatore da sempre, Game Designer come stile di vita. Caporedattore nel tempo libero (a volte anche in quello occupato). Mangio salutare e bevo tanta acqua, perché i videogiochi tra settanta anni non si giocheranno da soli. Ho predilezione per ogni forma di intrattenimento ludico. Amo la mia città, le tradizioni Italiane e la mia famiglia. Uno dei miei hobby è la critica del Tiramisù. Ho visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione.