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Sonic Forces – Corse sfrenate, ma non troppo!

Ecco la nostra recensione di Sonic Forces a cura di Samuele Sanesi!

Voi come avete passato l’estate del duemila e diciassette? Siamo sicuri che tra spiaggia e montagna, molti di voi non si sono fatti mancare la compagnia di Sonic Mania. Il gioco ispirato alle prime iterazioni del brand ci ha regalato un’ottima esperienza di gioco, attraverso le meccaniche storiche rielaborate e ben confezionate. Sega ci riprova, e questa volta assieme a nientemeno che il Sonic Team.

Il materiale promozionale di Sonic Forces indirizzava il pensiero in un’unica direzione, senza ombra di dubbio. L’atmosfera percepibile riguardando i trailer è inequivocabilmente quella di un gioco maturo, dalle tinte dark e dalla forte spettacolarità. Quello che abbiamo testato a lungo, tuttavia, si presenta come un gioco diverso per molti aspetti.

Vediamo cosa è rimasto della campagna pubblicitaria e cosa invece è venuto fuori senza preavviso. Possiamo dirci soddisfatti del nuovo platform 2D/3D di Sega? Scopritelo con Dr Commodore!

Ricordo che non esiste recensioni in grado di non rovinare l’esperienza di gioco. Ritengo che lo “spoiler” non riguardi prettamente la componente narrativa, bensì ogni aspetto di un’opera. Siatene consapevoli. Buona lettura!

“Qualcosa di spettacolare immagino” – Le fasi 3D e la forte spettacolarità

Sonic Forces alterna fasi platform 3D con visuale dietro al personaggio a fasi di platforming a scorrimento orizzontale, senza farsi mancare la via di mezzo che per convenzione è denominata 2.5D. Molti livelli sono realizzati con una mescolanza tra i diversi generi. Attraverso movimenti dinamici della camera si passa infatti da un punto di vista ad un altro, e ciò comporta dei naturali mutamenti – più o meno marcati – nel level design.

Non mancano però livelli monotematici, basati esclusivamente su una sola delle sopracitate prerogative. Da segnalare che le fasi 2D sono molto meno presenti rispetto all’apprezzato Sonic Generations.

Sfreccia a tutta velocità con Sonic Forces!

Guardando nello specifico i livelli 3D, niente di nuovo al fronte: dei percorsi guidati più o meno durevoli, lungo i quali si incontrano nemici eliminabili attraverso il salto – guidato dall’agganciamento automatico –, con l’arma del proprio avatar o con l’attivazione dei turbo. I percorsi presentano salti su piattaforme che portano molto in alto, corse su binari, scie di Ring da acchiappare ed ostacoli da evitare. In questi livelli, la spettacolarità fa da padrona, ed il giocatore ha modo di ammirare vertiginosi movimenti della visuale, giri della morte eseguiti a tutta velocità e soluzioni estetiche tremendamente appaganti: l’immagine distorta dalla velocità, momenti a rallentatore, suoni messi ad hoc per enfatizzare la potenza dei momenti più concitati.

Fuoco!

Insomma, sentire il rumore dei ring catturati durante una corsa sfrenata, eliminando ogni ostacolo grazie ad un utilizzo folle del turbo, suscita emozioni. Purtroppo Sonic Forces non va molto oltre le immagini appaganti. Dietro i virtuosismi di un level design autofunzionante si cela un gioco che pare non avere una direzione, basato esclusivamente sulla spettacolarità e non su un design ponderato.

Spettacolarità che crolla qualora si incontri un ostacolo o si commettano errori con i controlli. Questi ultimi non sono poi così rari, dal momento che la precisione non è proprio il punto forte del gioco, nel quale tuttavia dovrebbe essere essenziale. Tenere il personaggio giocabile – che sia Sonic, Original Sonic o il proprio Avatar del quale parleremo più avanti– nel punto giusto della pista è quasi impossibile, con la conseguente perdita per strada dei Ring, nonché di azioni indesiderate.

Ogni tanto la scena è un po’ confusa!

Il linguaggio visivo alterna fasi di chiarezza (forse eccessiva) – data dai grossi indicatori che segnalano il nemico o l’oggetto agganciato – a fasi di confusione totale, in cui capire che azioni compiere è davvero difficile, inducendo il giocatore a farsi trasportare passivamente dal fluire del livello.

Un gioco non è tenuto a dire in modo esplicito cosa eseguire, questo è certo (?), ma il buon game designer deve saper guidare il giocatore verso la soluzione, che sia tramite indizi, in modo diretto o per avvertimento del contrario.

“It’s a me, Sonic!” – Le fasi 2D, un ritorno al passato ma…

Le fasi 2D del gioco invece presentano un certa solidità, che in qualche modo bilancia l’inconsistenza della componente di platforming tridimensionale. La maggior parte di essi, per motivi legati alla trama, si svolge con Original Sonic come personaggio giocabile. Sono pochi gli stage bidimensionali in cui il giocatore ha modo di controllare il suo avatar. I livelli a scorrimento orizzontale riprendono lo meccaniche delle prime iterazioni di Sonic, ed alcuni né riprendono anche l’aspetto visivo.

La Green Hill Zone!

La Green Hill Zone è davvero bella da vedere, tra colori accesi, riflessi di luce rilassanti ed erba che ondeggia al vento. I livelli di questo genere sono molto stratificati. A distanza di anni è ancora sorprendente scoprire nuove zone grazie a semplici errori di calcolo durante un salto o uno scatto. In questi livelli è possibile ritrovare la bellezza di Sonic: un level design letteralmente profondo, dalla forte verticalità nella sua natura orizzontale.

Qualche sbavatura qua e là – dovuta probabilmente ad un testing non proprio attento – rende però l’esperienza di gioco frustrante. Il personaggio è scivoloso, la frenata in corsa si controlla con difficoltà, i controlli non sono reattivi quanto dovrebbero e la fisica dei salti spezza completamente il ritmo di gioco. In certi casi non sembra di giocare al buon vecchio Sonic, ma ad un gioco che fa di tutto per imitarlo. Siamo consapevoli che il motore tridimensionale non permetta una trasposizione 1:1 dell’esperienza offerta dalle prime versioni di Sonic.

Qualche sbavatura per Sonic Forces!

A maggior ragione era lecito aspettarsi l’integrazione di nuove soluzioni di design ed una modifica al moveset. Mancano gli elementi collante tra il più recente Hedgehog Engine 2 e le vecchie meccaniche – nate su un motore che non aveva la stessa resa visiva e pensate per un sistema di input diverso dai controller contemporanei. Certe volte puntare sul cavallo notoriamente vincente non è la soluzione giusta, soprattutto se quel cavallo ha già dato il massimo pochi mesi prima con Sonic Mania.

L’obiettivo del gioco – Ring, gettoni rossi e il pagellino

I Ring di Sonic Forces!
In ogni caso, l’obiettivo è sempre lo stesso: arrivare a fine livello con un buon numero di Ring. Questi ultimi – degli anelli dorati messi ad hoc ed in abbondanza lungo i percorsi – hanno anche una funzione protettiva: al costo della loro perdita al primo danno subito, il giocatore in possesso di ring è protetto dalle minacce ostili.

Oltre ai Ring, ci sono altri obiettivi che condizionano la valutazione di fine livello – espressa con lettere dell’alfabeto e con le medagliette. Uno di questi è il tempo: più il giocatore è rapido, più la valutazione è elevata. Vengono tenuti in considerazione anche il numero di tentativi prima di superare uno stage e le monete rosse. Queste ultime sono presenti in ogni livello, nascoste in punti precisi ma mai troppo difficili da stanare.ù

“ZA WARUDO!” – La mappa del mondo e la rigiocabilità di Sonic Forces

L’accesso ai livelli principali avviene da una mappa del mondo, nella quale appaiono anche livelli secondarsi come le sfide segrete – sbloccabili con la progressione nella storia- e le SOS. Le sfide segrete sono caratterizzate da elementi peculiari che aggiungono pepe al tutto, come piattaforme che spariscono e getti di fuoco messe ad hoc. Le sfide SOS ci hanno lasciati alquanto perplessi: dopo numerosi tentativi non siamo riusciti a capire l’obiettivo esatto.

La mappa del mondo di Sonic Forces!

È chiaro che ambe le modalità sono state inserite per aumentare la rigiocabilità. Di fronte a semplici rielaborazioni di livelli già giocati e di una user experience che mette il giocatore nella condizione di doversi dare da solo le dovute spiegazioni, la voglia di ignorare sia le sfide segrete che le SOS è tanta. Dalla mappa del mondo è inoltre possibile accedere al menu del proprio personaggio.

L’Avatar – Personalizzazione e utilità

La possibilità di avere un avatar personale è forse stata la notizia più sorprendente nei mesi che hanno preceduto il lancio del gioco. La customizzazione è davvero ben realizzata. Si possono scegliere parametri come il sesso, la specie (Cane, Lupo, Coniglio, Orso, Gatto, Uccello e Porcospino), la forma della testa, il taglio degli occhi, il loro colore nonché quello del corpo. Andando avanti nel gioco, il giocatore è premiato con vestiti per il proprio avatar e con armi speciali che esso può utilizzare nei livelli. Ogni specie selezionabile è caratterizzata da una abilità.

La personalizzazione dell’Avatar di Sonic Forces!

Per fare qualche esempio: il Cane ricomincia con qualche Ring dopo il KO, il Lupo attira gli oggetti verso di sé, l’Uccello può eseguire un doppio salto e il Coniglio ha il tempo di invulnerabilità esteso dopo aver subito danni. Tutte prerogative ghiotte, se non fosse che il loro impatto in gioco è pressoché inesistente. Anche in modalità difficile, i livelli sono completabili senza le abilità in questione. Lo stesso discorso vale anche per l’arma speciale in dotazione. Gli effetti – diversi a seconda dell’arma selezionata – spesso non servono a niente ai fini della progressione, anzi, addirittura rallentano un gioco che per natura si dovrebbe svolgere ad alte velocità.

La storia e le chicche del doppiaggio Italiano

La più grande perplessità viene proprio dalla trama di Sonic Forces. La modalità storia, anche in modalità Difficile, si svolge nell’arco di circa 5 ore. Eggman crea un combattente formidabile – Infinite – il quale mette K.O. Sonic, permettendo al Dottore di prendere

il controllo del mondo per farne la sua “Eggmanlandia”.

Una resistenza composta da grandi ritorni – come Amy, Silver, Tails, Knuckles e Vector – è l’ultima forza che combatte per la Libertà. Tra le reclute di questa resistenza ci siamo proprio noi, con il nostro Avatar – personaggio non parlante, che non svolge alcun ruolo attivo e che più volte ci parrà inutile ai fini della trama. La Resistenza scopre che Sonic è ancora vivo ed è tenuto prigioniero dal Dr Eggman.

L’azione parte da qui: il nostro Avatar – soprannominato Spina dal compagno Knuckles – si reca sulla astronave di Eggmann, un grande tributo alla Morte Nera di Star Wars, per salvare Sonic. Inutile dire che l’operazione riesce, aprendo così le porte allo sviluppo della trama.

L’arco narrativo si basa sulla liberazione delle aree controllate dalle forze del male, tra incontri ripetuti con il cattivissimo Infinite – che ogni volta rimedia figure barbine – e dialoghi tra i personaggi della Resistenza all’inizio di ogni fase. Niente di troppo complesso, fin troppo lineare e banale, che oltretutto vede il ritorno di Original Sonic da un’altra dimensione per il solo scopo di riportarci nella Green Hill Zone del passato in un modo legato per un filo tesissimo alla trama principale, già poco solida.

Chiaro che cercare grandi intrecci nella serie di Sonic non è corretto, ma a fronte di una campagna pubblicitaria che suggeriva una forte componente narrativa, era lecito aspettarsi quantomeno qualche colpo di scena ed una manciata di ore di gioc0 in più. La stessa campagna pubblicitaria suggeriva un cambio di t0no: l’abbandono dello stile cartoonesco di Sonic Boom in favore di tinte dark ed uno scenario apocalittico. Sonic Forces è tutto il contrario o quasi, dato che almeno sul finale è percepibile l’atmosfera da apocalisse. Per il resto del gioco, il contesto si mantiene colorato, gioioso – in pieno stile Sonic, per intenderci – ma del tutto diverso da quel vento di novità che si percepisce guardando i trailer.

Questo è il più grande rammarico: vedere Sega senza coraggio, incapace di fare il passo in avanti, legata ad un passato svuotato e spompato che ha visibilmente bisogno di un nuovo propellente.

Maurizio Merluzzo, doppiatore di Knuckles!

Menzione d’onore al cast Italiano che ha dato voce ai personaggi del gioco, tra cui la celebre Emanuela Pacotto, Claudio Moneta, il grande Maurizio Merluzzo nei panni di Knuckles e Aldo Stella – voce di Dr Eggmann e personaggio noto per aver dato voce a numerosi personaggi del mondo videoludico.

“Musica maestro” – La colonna sonora di Sonic Forces

Se c’è un aspetto per il quale Sonic Forces eccelle, è proprio il comparto sonoro. Ogni brano che accompagna le corse sfrenate del Porcospino – o degli altri personaggi giocabili – è scritto per risaltare la spettacolarità del comparto visivo del gioco. Basti pensare a Fist Bump – vero e proprio tema principale del gioco – un brano memorabile fatto di schitarrate, dal ritmo frenetico scandito da una batteria che emerge sopra tutti gli altri strumenti, ed una componente vocale particolarmente coinvolgente, la quale recita un testo che aggiunge una foga scatenata al tutto.

Non da meno sono i brani di elettronica che accompagnano le nostre avventure per i diversi scenari del gioco, come Spaceport, Prison Hall ed il tema della Green Hill. Siamo sicuri che la colonna sonora di Sonic Forces sia destinata a rimanere e non perdersi nel tempo come accade a molti accompagnamenti degli ultimi anni.

LAGGRAFICA – Impatto visivo e prestazioni

Su PS4 standard la risoluzione è di 1080p, con una buona pulizia visiva. Sono da segnalare alcuni modelli poligonali non proprio curati, qualche animazione legnosa e alcuni cali di frame rate nei momenti più concitati. Incomprensibile è il fatto che su PS4 Pro la situazione non cambi di una virgola, nonostante la potenza aggiuntiva. Giocando le altre versioni ci si può rendere conto del lavoro poco preciso fatto dal Sonic Team, il quale pare essersi focalizzato – per motivi a noi sconosciuti – principalmente sulla versione PS4 Standard, consegnandoci delle versione Xbox One, One X e Switch deludenti, nonché una versione PC quasi ingiocabile.

Su Xbox One la risoluzione del gioco è dimezzata rispetto alla controparte Sony, idem su Nintendo Switch. Il ché è inspiegabile, dato che la Sonic Forces di certo non brilla per complessità visiva. Il gioco gira a 60fps su tutte le versioni meno ché quella per Switch, la quale è giocabile a 30 frame al secondo. Ciò è ingiustificabile, dato che The Lost World girava a 60fps su Wii U – console nettamente meno potente rispetto alla nuova console Nintendo.

Da segnalare è l’aliasing visibile in ogni versione, soprattutto in quelle Xbox One e Switch, ma che non manca anche in quelle per console mid-gen, ovvero One X e PS4 Pro. Nonostante la notevole potenza aggiuntiva della nuova console di Microsoft, Sonic Forces è costretto a decidere tra una risoluzione di 3200×1800 e i 1920×1080 livello per livello. Sicuramente siamo di fronte ad un prodotto che brilla per quanto riguarda gli effetti di illuminazione, i riflessi sulle superfici – soprattutto sugli specchi d’acqua – e la distanza di rendering, ma tutto questo non basta.

Noi di DrCommodore non siamo così attaccati ai numeri: a fronte di un buon gioco, si può chiudere un’occhio. Per Sonic Forces, che non riesce a brillare come dovrebbe, non possiamo esimerci dal far notare certi difetti. Un vero peccato, soprattutto per la versione Nintendo Switch, console che con la portatilità avrebbe decisamente nobilitato Sonic Forces.

Da segnalare, senza fare spoiler, la scena finale è uno dei punti più bassi della current gen, tra animazioni ripetute, modelli tutti uguali, un’occlusione ambientale inesistente e degli effetti in post processing da rabbrividire. Chi giocherà, vedrà.

In conclusione…

Sonic Forces è un gioco con molti difetti, senza una direzione e dalla durata esigua. La realizzazione tecnica fa acqua da ogni dove e molte scelte degli sviluppatori sono insensate. Quella che poteva essere una grande variabile, l’Avatar del giocatore, è solo un

gimmick che non aggiunge niente al gioco. Nonostante un’ottima colonna sonora e dei momenti di spettacolarità molto appaganti, Sonic Forces ha un valore ludico molto basso.

Avremmo voluto di più!

Il livello di sfida è sotto i piedi, le poche difficoltà derivano dalla scarsa precisione del sistema di controllo. Cercando il lato positivo, Sonic Forces è un gioco gi0cabile da tutti e sicuramente apprezzabile dai più piccoli – che non sono il target di Sonic. Certamente, Sonic Forces è complessivamente qualche spanna sopra i precedenti Sonic Boom, ma ben lungi dalla qualità di un tempo.

Non ci riferiamo solamente alla qualità elevata dei primi giochi bidimensionali, ma anche alle piacevoli esperienze di Sonic Adventure, ad esempio. Sonic Forces avrebbe potuto sancire una fortunata doppietta assieme a Sonic Mania. Purtroppo così non è. Al prezzo di 40 Euro di listino e dopo una lunga recensione, Sonic Forces si porta a casa un sonoro…

6

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PRO CONTRO

 

 Una forte spettacolarità
Accessibile a tuttiOttima colonna sonora

 

 

 Povero a livello ludico

Dalla breve durata e dalla componente narrativa scarsa

Realizzazione tecnica pessima

Il game design pare non avere una direzione

 

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Samuele Sanesi

Giocatore da sempre, Game Designer come stile di vita. Caporedattore nel tempo libero (a volte anche in quello occupato). Mangio salutare e bevo tanta acqua, perché i videogiochi tra settanta anni non si giocheranno da soli. Ho predilezione per ogni forma di intrattenimento ludico. Amo la mia città, le tradizioni Italiane e la mia famiglia. Uno dei miei hobby è la critica del Tiramisù. Ho visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione.