Nel turbolento mercato dei “creature collector” survival, non sempre cambiare abito è sufficiente per passare inosservati. È il caso di Pickmos, il titolo sviluppato da PocketGame che sta vivendo un vero e proprio calvario mediatico e legale. Dopo essere stato sommerso dalle critiche dei giocatori per la sua somiglianza definita “imbarazzante” con Palworld e la ovviamente con la storica saga dei Pokémon, il publisher Networkgo ha preso la decisione drastica di oscurare e rimuovere la pagina ufficiale del gioco su Steam.
Il progetto, nato originariamente con il nome di Pickmon, aveva già tentato un frettoloso rebranding per allontanare le accuse di plagio, ma la mossa si è rivelata un semplice palliativo. Le meccaniche di crafting, la sopravvivenza e, soprattutto, il design dei mostri presentavano richiami fin troppo espliciti ai mostriciattoli tascabili di Nintendo, scatenando l’ira della community. Di fronte a un’escalation di polemiche che rischiava di affossare il titolo prima ancora del lancio, il publisher è dovuto intervenire pesantemente per “ripulire” l’immagine della produzione.

Lo sviluppo di Pickmos sotto scorta: Networkgo promette una rivoluzione
Nonostante la scomparsa da Steam, lo sviluppo di Pickmos non è stato cancellato, ma ha subito una profonda ristrutturazione. Attraverso un comunicato ufficiale su X, Networkgo ha annunciato che supervisionerà direttamente il lavoro del team di PocketGame, assumendo un ruolo di controllo molto più rigido. L’obiettivo dichiarato è quello di osservare il progetto “dalla prospettiva dei giocatori”, garantendo che la versione finale possa offrire un’esperienza originale e, soprattutto, priva di controversie legali o stilistiche.
Il team di sviluppo ha successivamente confermato di essere nel pieno di una fase di revisione totale del gioco. Questa “nuova veste” di Pickmos verrà ripubblicata solo dopo aver ottenuto il via libera definitivo dal publisher, il che lascia intendere che vedremo modifiche sostanziali al design delle creature e forse anche ad alcune dinamiche di gameplay troppo vicine a quelle dei suoi “cugini” più famosi. Resta da capire se questi cambiamenti saranno profondi al punto da donare a Pickmos un’anima propria o se il titolo rimarrà per sempre intrappolato nell’ombra dei colossi che ha tentato, forse troppo pigramente, di imitare.
