Dopo anni di silenzio seguiti al suo addio a Blizzard nel 2021, l’ex “papà” di Overwatch, Jeff Kaplan, è finalmente tornato sotto i riflettori per parlare della sua nuova creatura, un progetto intitolato The Legend of California e sviluppato dal team Kintsugiyama. Si tratta di uno sparatutto multigiocatore ambientato nel selvaggio West, ma con caratteristiche che lo allontanano drasticamente dai ritmi frenetici degli hero shooter a cui Kaplan ci aveva abituati.
Il gioco propone infatti una mappa aperta generata proceduralmente, capace di mutare a ogni sessione pur mantenendo alcuni punti di riferimento fissi, e integra profondi elementi di sopravvivenza quali ad esempio il saccheggio, la raccolta di risorse e il crafting, necessario per restare in vita in un ambiente ostile. The Legend of California ha iniziato a mostrarsi soltanto una settimana fa con un trailer ufficiale, ma nei giorni seguenti sono state mostrate numerose parti del gioco grazie alle prime sessioni di livestream, che ne hanno già mostrato un’identità molto forte.
Durante una recente diretta, Jeff Kaplan ha risposto alle domande dei fan svelando dettagli non solo sul gameplay, ma anche sulla filosofia produttiva del team. L’obiettivo è creare un’esperienza immersiva dove l’esplorazione e la gestione delle risorse abbiano lo stesso peso del combattimento. Tuttavia, ciò che ha colpito maggiormente la community sono state le dichiarazioni di Kaplan sul modello economico del gioco che, tra le altre cose, sembrano voler dichiarare guerra alle tendenze dominanti degli ultimi dieci anni nell’industria dei videogame.

Basta microtransazioni: perché The Legend of California non sarà gratuito
In un mercato dominato da colossi come Fortnite o lo stesso Overwatch 2, Jeff Kaplan ha espresso una posizione netta e controcorrente, svelando che The Legend of California molto probabilmente non sarà un titolo free-to-play. La spiegazione fornita dal game director è tanto schietta quanto provocatoria: “Per essere free-to-play hai bisogno di otto miliardi di giocatori e duemila sviluppatori che sfornano portachiavi come in una fabbrica sfruttata. Noi siamo un team troppo piccolo“. Secondo Kaplan, il modello gratuito richiede una mole di contenuti estetici e microtransazioni costante che uno studio indipendente non può e non vuole sostenere.
L’idea alla base di The Legend of California è quella di tornare a un modello di business più semplice e “tradizionale” che prevede un prezzo d’ingresso fisso in grado di garantire l’accesso a tutti i contenuti. Kaplan ha criticato aspramente l’attuale sistema delle microtransazioni, proponendo un ritorno al passato dove gli oggetti e le ricompense si ottengono semplicemente giocando. “È un’idea folle che non si vede da dieci anni: forse potrei giocare al gioco per ottenere roba“, ha ironizzato durante lo streaming.
Sebbene i piani possano ancora cambiare, la rotta sembra tracciata per il team Kintsugiyama, che sembra intenzionato a puntare sulla qualità dell’esperienza e sul merito del giocatore, distanziandosi dalle logiche predatorie dei pass battaglia e dei negozi in-game, offrendo un prodotto completo “chiavi in mano” fin dal primo giorno. Il titolo è ancora nelle prime fasi di sviluppo e non esista una data di uscita ufficiale, ma solo l’apertura a una fase di testing in alpha per fine marzo. Tuttavia queste affermazioni incuriosiscono i fan e se Jeff Kaplan ha un tale seguito ed è rispettato nell’ambiente, il motivo è anche la sua capacità di dialogare ed interfacciarsi apertamente su questi argomenti delicati.
