In un’industria dove l’hype è la moneta di scambio più preziosa, Todd Howard, il volto simbolo di Bethesda, sembra aver maturato una visione diametralmente opposta. Il celebre director ha confessato una certa insofferenza riguardo alle costanti domande su The Elder Scrolls 6 in occasione di un’intervista rilasciata con IGN dedicata non a questo argomento, bensì a Starfield, il quale sta per ricevere nuovi aggiornamenti e approdare su PlayStation 5. La sua risposta alla curiosità dei fan è stata tanto drastica quanto ironica: “Fate finta che non lo abbiamo annunciato. Non esiste. Nessuno ne ha mai sentito parlare“.
Questa dichiarazione apparentemente scherzosa nasconde in realtà un profondo ripensamento sulla gestione delle aspettative. Todd Howard ha spiegato come la sua filosofia ideale sarebbe quella di “comprimere” il tempo che intercorre tra l’annuncio di un gioco e la sua effettiva uscita, rendendo i due momenti quasi simultanei. Tuttavia, la realtà dello sviluppo tripla A e le necessità aziendali hanno spesso costretto lo studio a percorsi diversi. L’annuncio di The Elder Scrolls 6, avvenuto ormai quasi otto anni fa, fu dettato dalla necessità di rassicurare il pubblico durante il lancio di Fallout 76 e Starfield, confermando che Bethesda non aveva abbandonato le sue radici single-player.

Equilibrio tra i franchise: perché l’attesa per The Elder Scrolls 6 sarà ancora lunga
Il problema principale, secondo Howard, è trovare il giusto equilibrio nel comunicare i progressi del team senza generare un’attesa infinita. “Se guardate alla scala del nostro studio, avremmo bisogno di dieci volte il personale che abbiamo per fare tutto quello che vorremmo“, ha ammesso il director. Attualmente, la priorità è stata data a Starfield e alla serie TV di Fallout, lasciando i fan di The Elder Scrolls in una sorta di limbo informativo. Nonostante Howard abbia confermato lo scorso febbraio 2026 che il gioco è già in uno stato “giocabile” internamente e che la maggior parte dello studio ci stia lavorando, il traguardo è ancora lontano.
Il rischio di un annuncio fatto con dieci anni di anticipo è evidente, in quanto ora le aspettative del pubblico sono diventate stellari e la critica sarà inevitabilmente feroce se il prodotto finale non risulterà rivoluzionario. Per ora, gli appassionati dovranno accontentarsi dei continui aggiornamenti di The Elder Scrolls Online e della sontuosa remaster di Oblivion. Se Howard dovesse seguire il suo istinto, potremmo non conoscere la data di uscita di The Elder Scrolls 6 fino al giorno stesso del suo lancio, trasformando quello che è stato un “errore” di comunicazione in un ritorno al mistero più assoluto.
