Nel vasto mondo di One Piece non mancano teorie curiose e apparentemente improbabili, ma alcune riescono a catturare l’immaginazione per la loro coerenza con dettagli sparsi nel racconto. Una di queste riguarda Gecko Moria e le sue implicazioni con il capitolo più recente, il numero 1158, nel quale abbiamo ricevuto un dettaglio sorprendente: a Wano esiste la tomba di un “eroe” chiamato Kozuki Moria.
Un nome che non può non far scattare l’associazione con il capitano di Thriller Bark ed ex membro della Flotta dei Sette. A Wano, il nome Kozuki ha un peso enorme, essendo il clan che per secoli ha protetto il Paese e la sua tradizione, nonché gli antichi legami con i Poneglyph. Oden stesso apparteneva a questa stirpe, e il suo sacrificio ha segnato l’intera saga del Paese dei Samurai. Che il bizzarro pirata delle ombre sia, in realtà, un discendente di quel clan?
Se guardiamo più a fondo come fatto molteplici volte negli anni dagli utenti, le coincidenze si moltiplicano. Il nome “Gecko” significa luce lunare, mentre “Kozuki” si traduce come luce del sole, due simboli speculari che sembrano rimandare a una relazione antica, quasi di opposti complementari. Il simbolismo della luna, inoltre, è fortemente legato ai visoni e alla loro forma Sulong, altro tassello che potrebbe collegare la misteriosa ciurma perduta di Moria a quella tribù alleata dei Kozuki.

Il legame con i visoni: un passato perduto?
Eppure parlare dei visoni quando si menziona Gecko Moria potrebbe non essere casuale. Sappiamo che Moria fu sconfitto da Kaido nel Nuovo Mondo e che perse tutto il suo equipaggio, ma le circostanze restano poco chiare. Lo stesso Kaido avrebbe poi preso il controllo di Wano assieme a Orochi, instaurando un dominio durato vent’anni. Non è quindi impossibile immaginare che la sconfitta di Moria fosse legata proprio a questo periodo storico, culminato con un conflitto diretto con Kaido, avvenuto non lontano o addirittura dentro i confini di Wano.
A rafforzare la teoria, vi è la natura della sua ciurma perduta. Essi, almeno in parte, potrebbero essere stati dei guerrieri visoni, potenzialmente infusi di ombre a rafforzare il loro già temibile controllo dell’elettricità/staticità, il che li renderebbe un gruppo abbastanza potente da rivaleggiare con i Pirati delle Cento Bestie. Se la ciurma passata di Moria fosse stata composta da visoni, il collegamento sarebbe ancora più forte. I visoni conoscevano bene il clan Kozuki, ne erano alleati storici. Perdere una ciurma simile contro Kaido darebbe alla sua disfatta un valore simbolico molto più tragico, quasi come un’eco della resistenza dei visoni su Zou contro Jack e i Pirati delle Bestie.

Inoltre, l’ossessione di Moria per riportare in vita i morti e la sua ricerca del corpo di Ryuma a Wano, assumerebbero nuove sfumature se viste come il tentativo disperato di preservare un’eredità Kozuki che lui stesso aveva fallito a proteggere o quanto meno a rispettare. Questo dettaglio, unito alla sua dichiarazione secondo cui in passato aveva “seguaci” più che un semplice equipaggio, suggerisce un rapporto gerarchico simile a quello tra daimyō e vassalli, piuttosto che tra capitano e ciurma. Un parallelismo che non stonerebbe con l’idea di Moria come figura legata a un antico lignaggio di Wano.
Non è un caso che il termine usato per descrivere i suoi sottoposti sia più vicino a “follower” o “servitori”, lo stesso tipo di rapporto che unisce i visoni al clan Kozuki. Se a questo si aggiunge l’opposizione simbolica tra il suo nome e quello della famiglia di Oden, emerge un quadro di connessioni sottili che vanno oltre la semplice rivalità con Kaido. In quest’ottica, Gecko Moria non sarebbe soltanto un vecchio avversario di Luffy, ma un personaggio pronto a riemergere spinto da un legame di sangue con il clan Kozuki e dal desiderio di riscattare il proprio nome.

Qui potrebbe entrare in gioco Yamato, la figlia di Kaido. La copertina del capitolo 1158 di One Piece può fungere da spunto per scoprire le prossime tappe del suo pellegrinaggio. Siamo al volume 40 delle storie di copertina e sappiamo che, prima o poi, Yamato prenderà il mare per raggiungere Luffy e unirsi alla sua ciurma una volta ripercorse le orme di Oden a Wano. Perché non ipotizzare un incontro con Gecko Moria nel tragitto? Egli dovrebbe essere tra i prigionieri di Hachinosu, l’isola sotto il dominio di Barbanera, e Yamato ha la capacità di convincere le persone a seguirla, esattamente come Oden (vedasi il caso di Page One e Ulti, da lei salvati).
La notizia della caduta di Kaido, unita al possibile collegamento con il clan Kozuki e in particolare con Oden, potrebbe convincere Gecko Moria a cambiare volto e a riprendersi un’eredità perduta o abbandonata. L’aiuto di Yamato, inoltre, sarebbe utile per ricongiungersi con i membri della sua ciurma, ad esempio Perona, la quale potrebbe avere implicazioni molto più profonde secondo un’altra interessante teoria legata, ancora una volta, a Wano.
