Negli ultimi giorni per i continenti europei sta diventando difficile vedere contenuti per adulti su social come e piattaforme dedicate a causa di leggi inglesi ed europee volte a controllare in maniera più severa l’età degli utenti. Nel Regno Unito è stata lanciata un’app ufficiale di verifica dell’identità, progettata per richiedere agli utenti prove concrete della loro maggiore età, ben oltre la classica spunta sulla frase “sì, ho più di 18 anni” cliccato in automatico.
Ma ovviamente il nuovo sistema può essere aggirato facilmente grazie all’uso delle VPN, che nel Regno Unito è esploso: i dati ufficiali parlano di un +1000% per NordVPN e un +1400% per Proton VPN in un solo weekend. La cosa ironica è che pure un videogioco sta diventando un veicolo per aggirare le regole: Death Stranding 2: On the Beach, il nuovo gioco diretto da Hideo Kojima riesce infatti a ingannare tutti con la sua modalità foto.

L’avatar di Norman Reedus in Death Stranding 2 usato per ingannare le IA: la privacy diventa un terreno di scontro creativo
I nuovi sistemi di verifica d’età online richiedono selfie in tempo reale, con espressioni facciali precise per scoraggiare l’uso di immagini trovate in rete. Può essere richiesto di sorridere, spalancare la bocca o inclinare la testa. È qui che entra in gioco Death Stranding 2, che nella sua modalità foto sarebbe in grado di produrre screenshot estremamente realistici del volto digitale di Norman Reedus — attore che ha interpretato il protagonista Sam Porter Bridges in motion capture — con qualunque espressione desiderata. Alcuni utenti hanno segnalato di essere riusciti a bypassare i sistemi di controllo caricando proprio questi scatti.
Il problema è tutt’altro che marginale: oltre al paradosso che porta il volto di un attore hollywoodiano a essere usato per accedere ai forum NSFW di Reddit, la vicenda mostra il malcontento crescente tra gli utenti adulti: verifiche continue, selfie obbligatori, dati biometrici conservati da aziende private, quando forse basterebbe introdurre un “patentino digitale“. La questione, insomma, non è solo generazionale ma anche etica. Mentre le autorità spingono per rendere internet a detta loro “più sicuro“, molti temono una deriva verso forme di sorveglianza digitale pervasiva, che rischia di compromettere la privacy di tutti.

Nel frattempo, le piattaforme coinvolte sembrano poco motivate a intervenire in favore delle autorità. D’altronde siti come Reddit, PornHub e compagnia hanno tutto l’interesse a non scoraggiare gli accessi, e difficilmente faranno i moralisti prima che glielo imponga una legge scritta nera su bianco. L’unico a rimetterci, per ora, è Norman Reedus. E chiunque voglia solo guardarsi un meme in santa pace senza dover fare il riconoscimento facciale.