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GTA 6: potrebbe costare di più “per il bene dell’industria”, secondo Bank of America

Il dibattito sul costo dei videogiochi è destinato a infiammarsi con l’avvicinarsi del lancio di quello che molti considerano il prodotto d’intrattenimento più atteso di sempre. Parliamo naturalmente di GTA 6, che da quando è stato mostrato ha generato numerose indiscrezioni su tantissimi aspetti, tra cui il suo prezzo. Agli occhi del pubblico, la prossima creatura di Rockstar è vista come il raggiungimento dell’apice della generazione videoludica corrente, un titolo talmente grande da imporre un nuovo standard difficilmente raggiungibile. Da qui, l’ipotesi di un prezzo diverso dalla norma e potenzialmente molto alto.

Tra le preoccupazioni generali, c’è anche chi difende la possibilità di un prezzo più alto sulla scia del tema del “prezzo della qualità” per i titoli Tripla A. A formulare una previsione ci ha pensato la Bank of America, uno dei colossi finanziari mondiali che in una recente nota inviata agli investitori ipotizza che GTA 6 potrebbe debuttare al prezzo di 80 dollari, che nel mercato europeo si tradurrebbe probabilmente in una cifra vicina ai 90 euro. Secondo l’analista Omar Dessouky, questa scelta non sarebbe dettata solo dalla massimizzazione del profitto immediato, ma fungerebbe da vero e proprio “apripista” per l’intera industria dei tripla A, permettendo al settore di riadattare i propri listini ai vertiginosi costi di produzione attuali.

Il report suggerisce che un prezzo di lancio superiore ai canonici 70 euro sia nell’interesse strategico di Take-Two Interactive. La logica è semplice: se un titolo con il peso mediatico di GTA 6 uscisse ad un costo standard, per gli altri publisher diventerebbe quasi impossibile giustificare aumenti futuri. Il publisher, dunque, in questo contesto è visto come un partner fondamentale per l’industria, capace di alzare il prezzo di riferimento per aiutare un settore percepito in difficoltà finanziaria. Sulla base di queste analisi, Bank of America ha rivisto al rialzo il target price delle azioni di Take-Two a 320 dollari, segnale di una fiducia incrollabile nel successo commerciale dell’opera.

Boobie Ike di GTA 6

Barriere psicologiche e inflazione: le parole di Strauss Zelnick

L’ipotesi di un rincaro non nasce dal nulla, ma trova terreno fertile in alcune riflessioni condivise dai vertici aziendali. Durante l’evento iicon a Las Vegas, il CEO di Take-Two, Strauss Zelnick, è tornato sull’argomento con estrema cautela. Pur evitando di confermare una cifra esatta, ha ribadito la volontà del gruppo di offrire un prodotto fantastico a un prezzo che sia commisurato alla qualità ricevuta dall’utente finale. Zelnick ha inoltre fatto notare come, paradossalmente, tenendo conto dell’inflazione, il costo reale dei videogiochi sia diminuito nel corso degli anni, nonostante la complessità e la durata dei titoli siano aumentate in modo esponenziale.

Secondo gli analisti di Bank of America, un altro fattore che spingerà i consumatori verso una maggiore propensione alla spesa è l’integrazione dell’intelligenza artificiale, che aumenterà il valore percepito dei giochi moderni. Non è la prima volta che si parla di infrangere la barriera psicologica del mercato; già in passato esperti come Matthew Ball avevano ipotizzato che un costo tra gli 80 e i 100 dollari per GTA 6 avrebbe innescato un effetto domino immediato. Resta da vedere come reagirà il pubblico di fronte a un esborso che, per molti, potrebbe rappresentare un nuovo limite per l’acquisto al lancio.

DreQuan Priest di GTA 6

Leggi anche: GTA 6 approda sul database del PlayStation Store: Rockstar Games prepara l’apertura dei preordini?

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Andrea Moffa

Andrea Moffa

Eroe numero 50 di Overwatch 2. Appassionato di notizie videoludiche. Esploro e condivido le avventure e le ultime info di questo mondo in continua espansione.

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