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Nintendo Switch 2 e la crisi delle RAM: l’azienda valuta un aumento del prezzo entro fine 2026

Alla tempesta che sta colpendo l’industria hardware globale neanche Nintendo sembrerebbe essere immune, tanto da iniziare a fare i conti con l’impennata dei costi delle memorie RAM che potrebbe mettere a rischio l’attuale posizionamento di mercato di Nintendo Switch 2. La nuova console, che ha debuttato trionfalmente lo scorso giugno 2025, ha già piazzato l’incredibile cifra di 17,37 milioni di unità, confermandosi come l’oggetto del desiderio per milioni di giocatori in tutto il mondo.

Tuttavia, secondo un recente report di Bloomberg, la crisi degli approvvigionamenti e la domanda crescente di componenti stanno spingendo i vertici dell’azienda a valutare una mossa storicamente rara per la casa nipponica quale l’incremento del prezzo di listino entro la fine del 2026. Sebbene soltanto un mese fa la compagnia avesse rassicurato gli investitori escludendo ripercussioni immediate, il clima è cambiato rapidamente.

Il presidente Shuntaro Furukawa ha ammesso con pragmatismo che, sebbene per ora il prezzo resti invariato, la situazione sarà monitorata attentamente in vista del prossimo anno fiscale (aprile 2026 – aprile 2027). Se i costi dei componenti non dovessero stabilizzarsi, Nintendo potrebbe essere costretta a ritoccare verso l’alto il costo della console per preservare i margini di guadagno. Si tratta di una sfida delicatissima, considerando che il successo travolgente di Switch 2 è stato alimentato anche da un prezzo competitivo che l’ha resa accessibile a una platea vastissima, e un rincaro proprio nel momento di massima espansione della base installata potrebbe rappresentare un pericoloso freno alle vendite.

Mario triste con sfondo la Nintendo Switch 2

Il 2026 fiscale: un bivio cruciale per il futuro di Nintendo Switch 2

La questione dei costi non riguarda solo la produzione della macchina, ma l’intero ecosistema che ruota attorno a essa. La crisi delle memorie sta influenzando l’intero settore tecnologico, colpendo allo stesso modo giganti come Sony e Microsoft, ma per Nintendo la posta in gioco è diversa. La filosofia della grande N si è sempre basata sull’accessibilità e sul valore del software, che nel 2025 ha visto titoli di punta trainare le vendite hardware oltre ogni aspettativa. Perdere questo elemento favorevole del prezzo di listino significherebbe alterare la percezione del prodotto proprio mentre la console entra nella sua fase di maturità commerciale.

Gli analisti osservano con attenzione le mosse di Kyoto. Il 2026 si preannuncia come un anno spartiacque dove da un lato c’è la necessità di garantire la marginalità richiesta dagli azionisti, dall’altro l’esigenza di non alienarsi quella fetta di pubblico più sensibile al portafoglio. Se il rincaro dovesse diventare realtà, sarebbe la conferma definitiva che la crisi dei semiconduttori e delle memorie ha raggiunto un livello di criticità tale da piegare anche le strategie più consolidate. In questo scenario, il prossimo anno fiscale non sarà solo una questione di bilanci, ma un test fondamentale per capire quanto sia solido il legame tra Nintendo e la sua community di fronte a un mercato sempre più instabile e costoso.

Nintendo Switch 2 Experience

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Andrea Moffa

Andrea Moffa

Eroe numero 50 di Overwatch 2. Appassionato di notizie videoludiche. Esploro e condivido le avventure e le ultime info di questo mondo in continua espansione.

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