Dal 2018 Turtle WoW ha catturato l’attenzione di migliaia di appassionati di World of Warcraft, offrendo un ritorno alle origini del celebre MMORPG e persino contenuti inediti e una reinterpretazione del gioco base. Un’esperienza arricchita con nuove razze giocabili, zone di progressione alternative, quest originali, contenuti endgame dedicati e persino sistemi di trasmogrificazione. Tutto questo ha contribuito a costruire una community fedele e in continua crescita, che nell’agosto 2025 ha registrato un picco di oltre 44.000 giocatori connessi contemporaneamente.
La popolarità del progetto si è consolidata grazie anche ad add-on come Mysteries of Azeroth, una vera e propria espansione creata dai fan che amplia la lore del titolo, inserendo elementi coerenti con l’universo creato da Blizzard. Nel 2024, gli sviluppatori hanno addirittura annunciato Turtle WoW 2.0, una versione del client ricostruita con l’Unreal Engine 5 di Epic Games, dotata di grafica moderna e nuove funzionalità. Una mossa che ha ulteriormente aumentato l’attenzione, ma che allo stesso tempo ha inevitabilmente attirato lo sguardo della casa madre.

La risposta di Blizzard e i possibili scenari per Turtle World of Warcraft
Il 29 agosto 2025 Blizzard Entertainment ha depositato una causa presso il Central District of California contro i creatori di Turtle WoW. L’accusa è di violazione di copyright e marchi registrati attraverso l’uso non autorizzato di codice, asset grafici e brand ufficiali. “Questo server pirata utilizza illegalmente il nostro codice, le nostre risorse e i nostri marchi per promuovere un’esperienza non protetta”, ha dichiarato un portavoce della compagnia in un’intervista riportata da WindowsCentral, sottolineando la necessità di tutelare la proprietà intellettuale di un franchise che continua a vivere anche attraverso WoW Classic.
Dietro la decisione legale c’è probabilmente anche il timore che Turtle WoW possa minare la base di giocatori dei server ufficiali, specie considerando che il progetto è gratuito e finanziato da donazioni. Alcuni fan hanno addirittura definito Turtle WoW come “il WoW Classic che avrebbero sempre voluto”, dichiarando di non avere più interesse a tornare sui server Blizzard.
Ora il futuro del progetto appare incerto e il lavoro di anni, comprese le espansioni amatoriali e l’ambiziosa versione in Unreal Engine 5, rischia di bloccarsi. Se Blizzard dovesse ottenere ragione in tribunale, Turtle WoW potrebbe dover chiudere i battenti, lasciando dietro di sé un’importante riflessione sul delicato equilibrio tra creatività dei fan e tutela dei diritti d’autore.
