Garp, il pugno leggendario che sfidò Roger
Per decenni, Monkey D. Garp in One Piece è stato il simbolo vivente della potenza della Marina. Viceammiraglio per scelta, non per limiti, ha rifiutato più volte la promozione ad Ammiraglio pur di non piegarsi ai Nobili Mondiali. Non aveva un frutto del diavolo, ma non ne aveva bisogno: il suo pugno era in grado di frantumare montagne e il suo Haki, affinato in anni di scontri, lo collocava tra i combattenti più pericolosi mai apparsi nei mari.
La sua leggenda, come leggiamo anche su Gamerant, si è costruita soprattutto nei duelli con Gol D. Roger, il Re dei Pirati. Le cronache raccontano di battaglie che scuotevano gli oceani, tanto che lo stesso Roger finì per rispettarlo al punto da affidargli un segreto personale: la nascita di suo figlio. Pochi uomini hanno mai goduto di una simile fiducia. Garp era la definizione stessa di “eroe della Marina”, l’unico in grado di reggere il confronto con figure come Barbabianca e lo stesso Re dei Pirati.
Eppure, con il passare degli anni e il naturale declino dell’età, il titolo di marine più forte ha trovato un nuovo erede: Sakazuki, meglio conosciuto come Akainu.

One Piece: Akainu, il nuovo volto della Marina
Oggi la giustizia assoluta ha il volto impassibile di Akainu. Dopo la guerra con Aokiji durata dieci giorni, è salito alla carica di Fleet Admiral, imponendo la sua visione spietata e senza compromessi. Akainu non ragiona in termini di zone grigie: per lui esistono solo nemici da abbattere e ordini da eseguire. È questa mentalità a renderlo tanto temuto quanto odiato.
La differenza rispetto a Garp è anche filosofica: se il nonno di Luffy incarnava un’idea di giustizia più umana e personale, Akainu rappresenta la macchina spietata del Governo Mondiale. Non arretra, non media, non mostra esitazioni. E questo lo rende, sul campo, un avversario ancora più letale.
Il potere del magma in One Piece

A fare di Akainu un mostro non è solo il suo carattere inflessibile, ma soprattutto il Magu Magu no Mi, il frutto del magma. Un Logia che la Vivre Card ha definito come il frutto con il più alto potere offensivo dell’intera serie. Le sue eruzioni e i suoi pugni incandescenti hanno spazzato via intere flotte e marchiato per sempre Marineford, lasciando cicatrici anche su giganti come Barbabianca.
Akainu unisce a questo potere una straordinaria padronanza dell’Haki, con la concreta possibilità che possieda anche quello del Re. Se confermato, sarebbe l’ultimo tassello a legittimarlo come figura pari, se non superiore, ai leggendari mostri del passato.
L’ombra di Sabo in One Piece

Guardando avanti, il destino di Akainu sembra già scritto: sarà una pedina centrale della saga finale di One Piece. Molti immaginano un epico scontro con Luffy, ma in realtà il rivale naturale sembra essere Sabo. Il capo dell’Armata Rivoluzionaria porta il peso della morte di Ace, frutto della mano rovente di Akainu. La sua vendetta, più che un semplice combattimento, sarebbe la chiusura di una ferita aperta dalla guerra di Marineford, una riconciliazione simbolica tra i fratelli del fuoco e del vento.
Se Garp ha incarnato l’eroismo classico, Akainu incarna la brutalità del potere. Ed è proprio questo contrasto a rendere la nuova era tanto affascinante quanto pericolosa: la Marina ha perso il suo “eroe”, ma ha guadagnato un demone di magma pronto a bruciare chiunque ostacoli la sua visione del mondo.