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YouTube sotto accusa per le modifiche AI ai video: l’azienda ammette gli esperimenti segreti sugli Shorts

Negli ultimi mesi diversi creatori di contenuti si sono chiesti perché alcuni Shorts di YouTube sembrassero improvvisamente “diversi”. La risposta non ha tardato ad arrivare, infatti la piattaforma ha applicato modifiche tramite intelligenza artificiale senza avvisare gli autori. Un dettaglio che ha sollevato non poche polemiche.

Secondo un’inchiesta della BBC, YouTube avrebbe introdotto una fase di elaborazione per rendere i video più nitidi. L’intervento riguarda piccoli dettagli come pieghe dei vestiti più definite, pelle più levigata o, in alcuni casi, distorsioni delle orecchie. Cambiamenti apparentemente marginali, ma che molti creatori hanno percepito come una manipolazione non richiesta del proprio lavoro.

Il musicista e youtuber Rhett Shull, che ha raccolto oltre 600.000 visualizzazioni in un video comparativo, ha mostrato come i suoi Shorts risultassero alterati con un effetto definito da lui stesso “da pittura a olio”. “Non ho dato il consenso a questo”, ha dichiarato, “sostituire o migliorare il mio lavoro con un sistema di upscaling AI non solo erode la fiducia del pubblico, ma anche la mia fiducia in YouTube”.

La comunità online non ha tardato a reagire. Su Reddit è emerso un post intitolato “È quasi sicuro che gli YouTube Shorts vengano migliorati con l’AI”, corredato da screenshot comparativi che hanno ulteriormente alimentato la discussione. Commenti come “non si manipola l’arte senza il consenso dell’artista” o “forzare questa spazzatura senza dirlo è disgustoso” sono diventati il simbolo di un malcontento diffuso.

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YouTube sotto accusa per le modifiche AI ai video: l'azienda ammette gli esperimenti segreti sugli Shorts 3

Opzione opt-out: YouTube corre ai ripari

Di fronte al crescente malumore, YouTube ha confermato l’esperimento. René Ritchie, capo delle relazioni con i creatori, ha precisato che si tratta di tecniche di apprendimento automatico “tradizionale” e non di generative AI, sottolineando come il processo sia simile a quello che già avviene con le videocamere degli smartphone. Una distinzione che, però, non sembra aver convinto molti autori, per i quali la questione centrale resta il mancato consenso.

A seguito delle critiche, la piattaforma ha annunciato di voler introdurre la possibilità di rifiutare queste modifiche automatiche. “Se non fa per te, stiamo lavorando a un opt-out. Restate sintonizzati!”, ha scritto Ritchie su X.

La vicenda si inserisce in un contesto già delicato dove poche settimane fa YouTube ha introdotto negli Stati Uniti un sistema di stima dell’età basato sull’AI, che può bloccare la visione di certi contenuti richiedendo documenti o informazioni personali per verificarne l’accesso. Un meccanismo che ha fatto storcere il naso a esperti di sicurezza, preoccupati per i rischi legati alla gestione dei dati sensibili.

In questo clima, la promessa di un’opzione di opt-out appare come un passo necessario per ricostruire la fiducia degli utenti. Ma adesso i creatori stanno riflettendo su quanto spazio sia giusto concedere alle correzioni automatiche della piattaforma.

l'AI su Youtube
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Leggi anche: YouTube vuole diventare la prossima casa degli Oscar?

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Andrea Moffa

Andrea Moffa

Eroe numero 50 di Overwatch 2. Appassionato di notizie videoludiche. Esploro e condivido le avventure e le ultime info di questo mondo in continua espansione.

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