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SpaceX: col terzo lancio Starship arriva nello spazio, ma ha problemi nel rientro. Elon Musk festeggia

SpaceX, la nota società aerospaziale americana guidata da Elon Musk, qualche giorno fa ha tentato un nuovo lancio del razzo Starship, il missile che secondo la compagnia porterà nuovamente l’uomo sulla superficie della Luna.

L’esperimento, però, non si è rivelato un successo: sia il booster, sia la navicella si sono disintegrati. Nonostante ciò, il patron di Tesla si è congratulato con tutto il team di SpaceX per il suo lavoro. Infatti, il magnate sudafricano non reputa questo un fallimento, quanto più un successo a metà.

Il lancio di SpaceX Starship

Il test condotto dagli ingegneri di SpaceX è avvenuto il 14 marzo scorso, presso il sito Starbase di Boca Chica, nello Stato federale del Texas. Si tratta del terzo lancio dell’astronave destinata a riportare l’uomo sulla Luna e le aspettative erano molto alte.

SpaceX Starship

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Infatti, i precedenti due lanci si sono rivelati dei fallimenti per la compagnia e questa doveva essere l’occasione di riscatto: nel corso del suo terzo volo, il razzo Starship doveva raggiungere almeno il 90% dei suoi obiettivi, ma così non è stato.

Originariamente, il test era programmato per le 13 (ora italiana) ma, a causa di problemi tecnici riguardanti i mezzi per il recupero del booster, questo è stato rimandato alle 14.30, un’ora e mezza di ritardo rispetto alla tabella di marcia.

Il lancio è avvenuto senza problemi: tutti e 33 i motori si sono accesi correttamente (a dispetto di quanto accaduto in precedenza), generando più di 7,5 milioni di Kg di spinta. Una forza ragguardevole quanto necessaria per mandare nello spazio il missile alto ben 112 metri.

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Iniziano i primi problemi: il booster si disintegra durante il rientro

Come da programma, dopo 2 minuti e 45 secondi la navicella si è separata dal primo stadio (il booster) per procedere alla volta dello spazio e qui sono iniziati i problemi. Secondo i piani di SpaceX, il booster sarebbe dovuto rientrare sulla Terra dolcemente, per poi immergersi quasi a velocità zero nell’Oceano Indiano.

Così però non è stato: durante la discesa del primo stadio, non tutti quanti i motori hanno funzionato nel modo corretto, di conseguenza il velivolo è precipitato a una velocità troppo elevata e ha finito per disintegrarsi sul pelo dell’acqua.

spacex logo

Il destino del razzo Starship

Quanto alla Starship, questa dopo il distacco ha raggiunto la quota di 230 Km e ha condotto due esperimenti diversi: ha aperto i portelloni che verranno usati per mandare in orbita i satelliti ed ha provato a travasare del combustibile da un serbatoio ad un altro (l’esito però non è stato reso noto).

Terminate le sperimentazioni, la navicella è rientrata sulla Terra. Anche in questo caso, gli ingegneri di SpaceX pensavano in un atterraggio dolce, ma poco dopo che la Starship ha raggiunto i 60 Km di quota, questa ha perso il controllo, precipitando sulla superficie a folle velocità.

Secondo il team di SpaceX, a causare l’evento è stato un malfunzionamento dei motori, che non si sono accesi correttamente per frenare la caduta verso il pianeta. Nonostante tutto, Elon Musk ha commentato favorevolmente l’esito del lancio, complimentandosi con tutta l’equipe che ha lavorato al progetto. Il magnate ha anche aggiunto che, entro la fine del 2024, saranno effettuati almeno altri 6 lanci e non ha escluso la possibilità che l’uomo potrà ritornare sulla Luna già nel 2025.

Elon Musk SpaceX

Fonti: 1, 2, 3

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Francesco Lanciano

Francesco Lanciano

Classe 1998, videogiocatore incallito e da sempre appassionato alla tecnologia

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