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Open Fiber lancia l’allarme: servono ancora 20mila chilometri di fibra per collegare l’Italia

Secondo un recente rapporto, firmato da Open Fiber e consegnato al Dipartimento per la Trasformazione Digitale e a Infratel, per collegare in modo capillare l’intera Penisola italiana alla rete internet ultra-veloce è necessario aprire nuovi cantieri per stendere altre linee di fibra ottica.

Più precisamente, la società italiana leader nel settore delle infrastrutture digitali ha puntualizzato che per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea per la banda ultra larga serve posare fino a 20.000 chilometri di infrastruttura aggiuntiva a quella già prevista dagli organi governativi.

Nello stesso dossier offerto in consultazione, emergono anche le difficoltà che Open Fiber sta riscontrando nei lavori di posa, ad esempio i ritmi serrati o la carenza di personale specializzato, e le inefficienze non risolte nel corso della fase di pianificazione del progetto per la banda ultra larga.

Open Fiber fibra internet

Open Fiber mostra le carenze del piano italiano per l’infrastruttura digitale

Il rapporto redatto da Open Fiber si riferisce al piano Banda UltraLarga” (BUL), approntato dal Governo italiano nel corso degli scorsi anni per collegare tutta la Penisola alla rete ultra veloce (in sostanza con una connessione a internet di almeno 1 Gigabit).

Gran parte dei bandi conseguenti al progetto, infatti, sono stati aggiudicati proprio dalla società di telecomunicazioni, la quale, a seguito dei dovuti sopralluoghi, si è resa conto di significative discrepanze tra la rete pianificata dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale e Infratel e l’infrastruttura digitale necessaria per collegare tutte le cosiddette “aree grigie” (ossia i territori in cui un operatore di servizi digitali ha intenzione di investire).

Open Fiber

Secondo quanto riportato dalla società di telecomunicazioni, per raggiungere tutti gli edifici previsti dal piano originario servirebbero, in aggiunta ai 60.000 chilometri di fibra ottica già prevista, ulteriori 20.000 chilometri di rete. Di conseguenza, sembra quasi che l’autorità governativa si sia quasi “dimenticatadel 25% delle linee totali necessarie per collegare la Penisola.

Per Open Fiber è vitali che si realizzino anche questi 20.000 chilometri di rete aggiuntiva affinché si possano raggiungere gli obiettivi di connettività fissati dall’Unione Europea. Infatti, gran parte delle opere sono finanziate dall’UE attraverso i fondi del PNRR, l’erogazione di questi fondi a loro volta è ancorata al raggiungimento di determinati obiettivi, tra cui l’infrastruttura digitale.

Open fiber fibra ottica

Pertanto, se gli obiettivi non vengono raggiunti dall’Italia, questa non avrà diritto a ricevere la nuova rata del PNRR (pari a 1,8 miliardi di Euro) e, dunque, dovrà trovare altri modi per finanziare i lavori di miglioramento dell’infrastruttura digitale nazionale.

Secondo Giuseppe Gola, Amministratore Delegato di Open Fiber, serve un piano a lungo termine per la sostituzione definitiva dell’infrastruttura telefonica in cavo di rame. A tal proposito, egli ritiene opportuni incominciare dal collegare gli utenti residenti in aree a maggiore concentrazione di fibra.

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Fonti: 1, 2

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