Dr Commodore
LIVE

INPS: Uomo di Cuneo va a processo per 250 mail di insulti all’istituto

L’Inps è l’acronimo di Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, ossia il principale ente previdenziale del sistema pensionistico pubblico italiano. Un po’ tutti ne fanno parte: i lavoratori dipendenti pubblici e privati e la maggior parte dei lavoratori autonomi, che devono essere obbligatoriamente iscritti, e chi gode di una pensione di varia natura. Ma, essendo un’istituzione italiana, è plausibile che non sempre porti a buon fine i suoi incarichi, con l’inevitabile amarezza e astio da parte dei contribuenti.

Chi non ha mai, tra sé e sé, inveito contro Inps e compagnia bella? O magari mentre si fanno quattro chiacchiere con gli amici e famiglia. Ma finché la cosa finisce lì, non ci sono grosse complicazioni (a meno che quell’amicizia o quel parente non siano impiegati Inps, in quel caso sono dolori). Ma tutto ciò non è lontanamente paragonabile a quanto successo a Barge (Cuneo), dove un uomo del posto è finito a processo con l’istituto per aver mandato oltre 250 mail di insulti.

IPA IPA18416223

250 mail di insulti all’INPS, uomo di Cuneo va a processo

Oltre 250 i messaggi incriminati, riferiti a un problema che aveva portato alla decurtazione della pensione di reversibilità della madre. Solo mesi dopo si sarebbe scoperto che il provvedimento era frutto di un errore burocratico. Nel frattempo, però, l’uomo aveva iniziato a muoversi per risolvere il problema ed era partita la denuncia per interruzione di pubblico servizio.

Il mio comportamento è stato inopportuno e maleducato, ma cercavo solo di ottenere attenzione” ha spiegato l’imputato, rinnovando in aula le scuse ai dipendenti dell’ente. I fatti erano accaduti nel novembre 2020, quando gli uffici, a causa dell’emergenza Covid, erano contattabili solo via mail. Dato il contesto, non stupisce che la lentezza esasperante della “burocrazia” – o di chi lavora negli uffici pubblici, nda – sia di gran lunga aumentata rispetto agli standard.

VEDI ANCHE: INPS: VIDEOCHIAMATA PER DIMOSTRARE DI NON ESSERE MORTI. LA PROCEDURA DA SEGUIRE PER I PENSIONATI ALL’ESTERO

E dello stesso avviso si è dimostrato il pubblico ministero, che preso atto delle circostanze (Covid, situazione pandemica, smart working) ha accettato la richiesta di assoluzione dell’uomo, il cui comportamento è stato il risultato di uno stato di esasperazione che ha sì “colpito” l’Inps, ma in un quadro di malessere più ampio. In aula, l’uomo ha rinnovato le sue scuse ai dipendenti INPS per il comportamento avuto e si è dimostrato felice per la totale assoluzione.

Articoli correlati

Davide Romano

Davide Romano

Digital Copywriter per passione e per pagare la connessione WiFi. Cresciuto a cartoni, serie tv e film, mi piace scrivere recensioni, consigliare film/serie tv e anime. In me convivono The Office, Shameless, la saga di Harry Potter e One Piece. Tutte per uno, uno per tutte!

Condividi