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Dead Island 2, recensione – Delirio e sangue a Hell-A

Non sembra quasi vero trovarsi qui a parlare di Dead Island 2. Era il 2014 quando venne pubblicato quell’iconico primo trailer, in occasione dell’E3 di Los Angeles. Da quel momento la produzione del titolo ha avuto un percorso a dir poco travagliato. Dal 2014 a oggi infatti si sono susseguiti dietro la realizzazione del titolo ben tre studi di sviluppo, con Dambuster Studios che ha portato a termine il progetto dopo averlo preso in mano nel 2019.

Con una storia così, le speranze di anche solo vedere uscire il titolo erano decisamente basse. E ancora più basse erano le speranze di vedere un titolo valido in caso fosse riuscito a vedere la luce. Eppure è proprio quello che il team di casa Deep Silver è riuscito a fare nei quasi quattro anni in cui ha potuto lavorare al progetto.

Nelle ultime settimane abbiamo potuto provare la versione PS5 di Dead Island 2, esplorandola a fondo e ritrovandoci davanti a un gioco capace di superare le nostre aspettative, seppur non privo di alcuni difetti. Ma basta con le promesse. Andiamo ad approfondire la nostra avventura a Hell-A. Buona lettura.

Atterraggio ad Hell-A, preparate le armi

Le nostre peripezie inizieranno poche ore dopo lo scoppio dell’epidemia zombie nella città di Los Angeles. Il gioco ci metterà subito davanti alla scelta del nostro protagonista. Potremo scegliere di giocare nei panni di uno tra sei personaggi. La nostra decisione non cambierà molto a livello narrativo, ma sarà più simile alla scelta di una classe in un rpg. Ciascuno dei personaggi infatti avrà abilità e caratteristiche iniziali differenti. Per quanto le differenze possano essere assottigliate con il progredire del gioco, alcune rimarranno, a partire da quelle caratteriali. I personaggi sono infatti molto diversi tra loro come personalità e avranno un approccio agli eventi tutto loro.

Dopo la scelta ci ritroveremo coinvolti in uno schianto aereo, dal quale riusciremo a salvarci solo per venire morsi da uno zombie. Convinti di andare incontro alla nostra fine raggiungeremo la villa della famosa attrice Emma Jaunt, incontrata sull’aereo, e stramazzeremo al suolo. Con nostra grande sorpresa una volta svegli realizzeremo di essere immuni all’infezione zombie.

Con questa premessa inizieranno le nostre peripezie per le strade dell’ormai ribattezzata Hell-A, in una trama che prende a piene mani dai b-movie. E attenzione, la cosa non è affatto un difetto. Le interazioni tra i personaggi, tutti decisamente sopra le righe e macchiettistici, risultano divertenti e fanno sorridere per il loro contrasto con la situazione apocalittica che si presenta per le strade.
E con nostra grande sorpresa, la sceneggiatura si è rivelata molto interessante. Nella sua semplicità, riesce ad avere il giusto mordente sul giocatore e farlo interessare alla narrativa. Un degno punto a favore dato che la storia che non è certo il motivo principale per cui molti sceglieranno di approcciarsi a Dead Island 2.

Dead Island 2, ambiente

L’anima e la principale attrattiva di Dead Island 2 sono infatti i tantissimi modi per smembrare nel modo più violento possibile gli zombie che ci troveremo davanti. E sotto questo punto di vista il titolo è un vero e proprio parco giochi di possibilità.
Il giocatore ha a disposizione un arsenale di armi davvero variegato, che va da tubi di metallo, passando per machete e armi da fuoco, arrivando fino ad artigli in stile Wolverine. Tutte armi che potremo modificare grazie ai materiali trovati (od ottenuti smantellando le armi rotte) presso i banchi da lavoro. Qui avremo la possibilità di rinforzare le nostre armi aggiungendo danno elementale con cavi elettrici o fiamme o aumentare le caratteristiche riguardo ai danni. Da questo punto di vista il gioco è molto parametrico, dato che potremo far fare a un’arma più danni alla stabilità degli zombie, o aumentarne la velocità sacrificando un po’ di danno.

Ciò che rende però veramente soddisfacente uccidere i non morti è il Flesh-system. Il team ha sviluppato un sistema che sfrutta i modelli super dettagliati a strati degli zombie. Quando li colpiremo con le nostre armi, questi subiranno danni in modo estremamente realistico. I modelli hanno infatti uno strato diverso per vestiti, pelle, tessuti, fino ad arrivare alle ossa. Questo comporta che un colpo del nostro machete reciderà il corpo del nemico in modo coerente. E continuando a infierire potremo arrivare alle ossa. Inoltre, grazie a questo dettaglio negli strati, potremo anche vedere un braccio penzolare attaccato solo per un pezzo di tessuto rimasto intatto.
La cosa oltre che offrire un’esperienza gore super cruenta e di prima qualità ha anche una sua utilità lato gameplay. Se infatti andremo a recidere saggiamente gli arti dei nostri nemici potremo facilitarci lo scontro, privando i nemici della loro mobilità e trasformandoli in un tipo di nemico diverso. Nel gioco gli zombie sono infatti classificati per categorie e tagliare le gambe a un “camminatore” lo trasformerà in un tipo di zombie diverso con comportamenti e attacchi diversi.

Dead Island 2, Flesh-system

In aggiunta a questo troviamo una buona interazione ambientale. Potremo infatti sfruttare l’ambiente circostante per uccidere i nemici e creare vere e proprie trappole. Ad esempio è possibile prendere una tanica d’acqua per bagnare il terreno e poi elettrificare la zona con un’arma o una batteria. La cosa fulminerà gli zombie non appena ci cammineranno sopra. Approccio molto simile anche sfruttando le taniche di benzina o sparando a bombole del gas.
Avremo inoltre a disposizione alcuni utili oggetti lanciabili, come esche di carne, bombe e shuriken. Questi non saranno dei consumabili, ma funzioneranno come delle abilità con un tempo di ricarica.
L’unica nota dolente di un sistema di un gameplay davvero divertente lo troviamo nel feedback dei colpi davvero scarso. Con le armi bianche il feedback sarà veramente poco. La cosa è un vero peccato perché in unione con il Flesh-system avrebbe creato un’esperienza d’attacco perfetta. Da rivedere anche il tempismo della schivata o della parata, non sempre chiarissimo rispetto all’attacco dei nemici.

L’esplorazione di Hell-A

Per questo Dead Island 2 il team di Dambuster ha scelto di realizzare un mondo di gioco più lineare e contenuto rispetto al primo capitolo. Quello che inizialmente potrebbe sembrare come un passo indietro si è invece rivelato una scelta vincente. Le strade di Hell-A sono veramente ricche di dettagli, con una cura generale degli ambienti e una ricchezza di oggetti e dettagli a schermo davvero alta. Seppur prettamente lineari le aree di gioco non ci hanno fatto sentire oppressi o annoiati mentre le attraversavamo. La cosa assume ancora più valore se pensiamo che il gioco richiede un certo livello di backtracking. Che sia per raggiungere nuove missioni o per sbloccare porte prima inaccessibili, ci ritroveremo a rivisitare ambienti già visti. Ma la differenza tra il visitare un ambiente di giorno o di notte e anche il cambio di zombie presenti nell’area, renderanno questo processo un’esperienza interessante.

Dead Island 2, carte abilità

Esplorare bene ogni parte di mappa sarà importante nel corso del nostro viaggio. Oltre a trovare risorse e quest secondarie, potremo infatti anche sbloccare nuove carte abilità per il nostro protagonista. Come accennato in apertura, i personaggi che sceglieremo all’inizio rappresentano una sorta di classe iniziale. Sfruttando le carte abilità avremo la possibilità di influenzare le azioni disponibili in combattimento, come trasformare la schivata in una parata, oppure attivare abilità passive. Ad esempio esiste una carta che aumenterà il nostro danno sferrando colpi in rapida successione.
Per essere un titolo non prettamente GDR, la personalizzazione offerta da queste carte ci ha soddisfatto, permettendo di creare uno stile di gioco tutto nostro. Essendo inoltre intercambiabili a nostro piacimento, nulla vieta al giocatore di cambiare completamente la propria “build” a un certo punto e trasformare il proprio approccio agli scontri.

Va detto però che la varietà di attività offerta da Dead Island 2 non è elevatissima. Oltre a esplorare a fondo gli ambienti per trovare tutto e seguire le missioni che siano di storia o secondarie, il gioco non offre molto altro. Abbiamo alcune sezioni simil investigative, ma che di fatto ci richiederanno solamente di interagire con alcuni specifici punti d’interesse. Insomma, l’intero gioco si regge sulla già lodata caccia agli zombie e sulla co-op con gli altri giocatori. Qualcosa in più lo avremmo gradito.

Dead Island 2, Hell-A

Siamo rimasti decisamente soddisfatti invece dalla componente tecnico-artistica del gioco. La scelta di realizzare ambienti più lineari e contenuti ha giovato non solo lato gameplay. Le case e le strade di Hell-A sono davvero bellissime, con modelli e texture di grande qualità, che uniti a un’ottima direzione artistica restituiscono alcuni scorci davvero belli.
Nonostante abbiamo provato il gioco prima della data d’uscita, non abbiamo riscontrato praticamente nessun tipo di problema o bug, oltre a poter fruire di un frame-rate sempre stabile e fluido. Considerando che al lancio arriverà una patch per sistemare alcuni problemi, difficilmente troverete problemi capaci di rovinare la vostra avventura in Dead Island 2.

Conclusioni

Il team di Dambuster Studios è riuscito senz’altro a stupire. Come detto in apertura, un progetto che ha attraversato ciò che ha passato Dead Island 2 è solitamente destinato a fallire o a non vedere proprio la luce. E invece Dead Island 2 è un prodotto assolutamente valido. Al netto di alcuni problemi e a una struttura troppo semplice e limitata sotto certi aspetti, il gioco riesce nella cosa più importante: divertire. Vagare per le bellissime ville e strade di Hell-A uccidendo zombie nel modo più cruento possibile con le armi più strane che potete immaginare è appagante. Non resta quindi che buttarvi in questa avventura attesa per tutti questi anni.

Dead Island 2, cover
Dead Island 2, Pro e Contro

Dead Island 2

Voto - 7.5

7.5

VOTO

Dead Island 2 arriva dopo tanti anni di attesa grazie al lavoro svolto da Dambuster Studios. Disponibile dal 21 aprile

User Rating: 4.31 ( 1 votes)

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Samuel Bianchi

Samuel Bianchi

Videogiocatore svezzato dalle sapienti mani della prima Playstation e dal Sega Mega Drive, nel tempo ha sviluppato un interesse particolare per i giochi di ruolo. Cresciuto vivendo il videogioco in solitaria, ora ha un forte desiderio di analizzare il mondo videoludico con gli altri appassionati, approfondendone le capacità aggregative e comunicative, tipiche della grande arte.

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