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L’Attacco dei Giganti 4×29 | Questa è la libertà

Dopo mesi di attesa che sono sembrati a tutti noi interminabili il penultimo episodio de L’Attacco dei Giganti è finalmente uscito. La puntata, andata in onda ieri in Giappone e resa disponibile su Crunchyroll coi sottotitoli in italiano a mezzanotte esatta, si è occupata di adattare i capitoli 131-132-133 e buona parte del 134 nel corso di un’ora di episodio e, nonostante la mole e la complessità del materiale da adattare, non ha assolutamente deluso le aspettative.

Se nelle scorse stagioni la produzione di MAPPA per L’Attacco dei Giganti era stata leggermente altalenante in alcuni episodi piuttosto che in altri, qui ci troviamo di fronte a un’ora di qualità altissima, priva di cali e ricca di azione, OST mozzafiato e soprattutto tante emozioni.

L’elemento che ho più apprezzato di questo episodio è stato il riuscire ad essere assolutamente fedele al manga originale apportando dei contenuti originali, lavoro che invece nelle precedenti parti non era stato fatto: durante l’ora che compone questo primo speciale dell’ultima parte della Final Season, invece, possiamo apprezzare sia tavole del manga trasposte praticamente 1:1, sia piccole scene originali aggiunte da MAPPA per aumentare la tensione e la drammaticità dei momenti messi in scena.

L'Attacco dei Giganti

L’ossessione per la libertà

L’episodio si apre con un lungo monologo di Eren che riflette sul percorso che ha svolto (o che svolgerà) nel momento in cui arriva a Liberio. Lì il ragazzo si trova a salvare un bambino che, già lo sa, in futuro calpesterà sotto la Marcia e si ritrova a scoppiare in lacrime proprio di fronte a quel bambino, chiedendogli perdono per ciò che inevitabilmente avverrà di là a pochi mesi.

Questa scena, particolarmente toccante, termina però con una pesante ammissione da parte di Eren: questo è ciò che io stesso ho desiderato. Eren confessa di essere rimasto deluso nello scoprire dell’esistenza dell’umanità fuori dalle mura e che pertanto la Marcia, il totale sterminio di ogni altra forma di vita oltre gli Eldiani dell’isola, è ciò che lui stesso ha voluto per conquistare e affermare la propria libertà contro tutti quelli che hanno provato a rubargliela nel corso della sua vita.

Questa prima parte della puntata termina poi un meraviglioso recupero di uno dei monologhi più belli della prima stagione:

“E’ da quando sono nato che di fronte ai miei occhi ci sono sempre state delle imponenti mura. Acqua di fiamme, continenti di ghiaccio, distese di sabbia… Chi ha visto tutto ciò… è la persona più libera del mondo. Questa è… La libertà!”

LAttacco dei Giganti

Stavolta, però, Eren non immagina la bellezza del mondo bensì osserva la strage che si sta compiendo sotto i suoi piedi con gli occhi di un bambino, come se tutto ciò che sta compiendo non lo toccasse minimamente.

E, in effetti, a rifletterci Eren è sempre stato così: pur di affermare la propria libertà non ha mai esitato a compiere orrori di ogni tipo. Ciò che sta accadendo ora è solo il suo tentativo di portare all’estremo quella che è sempre stata la sua filosofia di vita: non si tratta di incoerenza, né è impazzito come alcuni pensano. Da quando è nato è sempre stato così, deviato e ossessionato dal pensiero di ottenere la libertà che gli era stata negata da piccolo.

Essere dei mostri

Assistiamo poi ad un breve ma significativo dialogo tra Armin ed Annie. I due, incapaci di chiarirsi riguardo i loro sentimenti, hanno un breve scambio sul significato delle loro azioni e Armin dice che odia essere definito una brava persona. Lui stesso ha ucciso dei compagni, ha compiuto orrori indicibili ed è stato il responsabile della strage di Liberio, perciò non può più pretendere di ergersi su un piedistallo morale.

A differenza di Armin Annie ha deciso di smettere di combattere. Si tratta di un gesto egoistico, ne è pienamente consapevole, tuttavia vorrebbe passare in tranquillità e in pace gli ultimi giorni che le restano, senza più dover combattere. Armin lo accetta, pur sapendo che ciò significa doverle dire addio.

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Pieck decide invece di unirsi al gruppo di Hanji e fermare Eren per adempiere agli ultimi ordini del Comandante Magath. Prima di salutarsi chiede ad Annie di prendersi cura di Falco e Gabi, che in quanto bambini non parteciperanno alla battaglia nonostante il primo possieda ora il Gigante Mascella.

Un dialogo molto simile a quello tra Armin ed Annie avviene anche a bordo dell’aliscafo del gruppo tra Reiner, Jean e Connie. Questi ultimi adesso comprendono come deve essersi sentito Reiner e in lacrime chiedono perdono, quasi cercando di alleggerire il pesantissimo carico che ora grava sulle loro spalle: il destino del mondo intero.

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Le Ali della Libertà

Tornando al porto, il gruppo di Armin è quasi pronto a partire alla volta del Gigante Fondatore con l’idrovolante, tuttavia quando tutto sembrava pronto e tranquillo Floch (creduto morto) emerge nell’hangar e spara contro l’idrovolante, forando il serbatoio di carburante.

Servirà almeno un’ora per ripararlo, tuttavia i Colossali sono ormai vicini e il gruppo rischia di essere completamente sgominato. All’udire i passi del Boato che si avvicina il gruppo si precipita fuori: Reiner e Armin si propongono come sacrificio per trattenere i Colossali e consentire agli ingegneri degli Azumabito di riparare l’idrovolante, tuttavia Hanji ordina ad entrambi di restare poiché il potere dei giganti è troppo importante per essere sprecato in questo modo.

Sarà lei a sacrificarsi e a combattere coi Giganti Colossali il tempo necessario per consentire al gruppo di fuggire: è mia responsabilità, dice, perché sono stata io a condurvi qui.

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Il concetto di responsabilità è probabilmente il nodo fondamentale attorno a cui ruota l’intero personaggio di Hanji, perciò che muoia per senso di responsabilità e per consentire al resto del gruppo di proseguire è un epilogo perfetto per un personaggio che nel corso delle stagioni ha saputo regalare all’opera e ai lettori tantissimo.

L’addio tra Levi e Hanji, compagni d’armi praticamente da sempre, è uno dei momenti più toccanti dell’episodio nonostante la brevità. Levi, visibilmente scosso, le sussurra poche parole molto significative per un membro del Corpo di Ricerca:

“Offri il tuo cuore.”

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La scena del combattimento tra Hanji e i Giganti Colossali è decisamente estesa rispetto al manga, in cui tutto si compiva nel giro di poche pagine: qui la vediamo utilizzare prima le Lance Fulmine per far crollare i Colossali e poi, esaurite quelle, iniziare ad ucciderli uno dopo l’altro con le spade. Purtroppo non può nulla contro il calore emanato dai Giganti e quando il gruppo con l’idrovolante parte la vediamo precipitare al suolo in fiamme.

La rivediamo in una sorta di aldilà parlare con Erwin, Moblit, Nanaba e tutti gli altri membri del Corpo di Ricerca morti nelle precedenti stagioni. Essere comandante, dice ad Erwin, è stata proprio una seccatura. Erwin le sorride, chiedendole di raccontare loro tutto ciò che è successo.

Degno di nota è anche il fatto che durante tutta la prima metà della puntata l’anime riesca a migliorare la gestione dei tempi rispetto al manga e a far capire allo spettatore la misura del tempo che passa tra l’arrivo al porto e la partenza con l’idrovolante, cosa che nel manga non avveniva così bene.

Non c’è più spazio per il dialogo

Una volta sull’idrovolante il gruppo cerca di elaborare una strategia di attacco per fermare Eren senza ucciderlo e, spinti da Levi e ipotesi di Hanji, arrivano alla conclusione che uccidere Zeke potrebbe far fermare la Marcia. L’obiettivo dell’operazione sarà quindi scovare il vero corpo di Zeke ed ucciderlo.

Durante il confronto Reiner ipotizza che in realtà Eren desideri solo l’arrivo di qualcuno in grado di fermarlo. Armin sembra appoggiare l’ipotesi, sostenendo che se l’amico non li ha privati dei loro poteri da giganti tramite i poteri del Fondatore allora il motivo potrebbe essere proprio che vuole che loro lo combattano.

A quel punto però il gruppo viene richiamato da Eren nei sentieri. Il ragazzo, che si presenta qui con le sembianze di un bambino accanto ad Ymir, dice che l’unico motivo per cui non li ha privati dei loro poteri è perché vuole che loro siano liberi: liberi di combattere e liberi di provare ad ucciderlo, esattamente come lui è libero di continuare ad avanzare.

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L’Attacco dei Giganti tramite le parole di Eren sradica completamente il canone di alcuni battle shonen in cui tramite il dialogo si riesce a risolvere ogni situazione: il ragazzo dice infatti che non c’è niente di cui discutere, e che se vogliono fermarlo l’unica cosa da fare è ucciderlo, proprio come lui cercherà di uccidere loro se proveranno a impedirgli di realizzare i suoi scopi.

Odio e mostri

Sul finire dell’episodio assistiamo ad alcune delle scene più crude mai viste ne L’Attacco dei Giganti. La Marcia continua, inarrestabile, e gli abitanti delle terre fuori dalle mura fuggono disperati cercando di salvarsi in ogni modo possibile. C’è chi ruba le auto agli altri, chi rapina negozi in preda alla disperazione, chi si limita a stringere i propri cari fino alla fine piangendo. Qui Studio MAPPA fa un ottimo lavoro regalandoci una fotocopia tremendamente realistica della realtà della guerra che non può non colpirci nel profondo, scuotendo il nostro animo e facendoci rabbrividire per l’orrore che Eren sta compiendo.

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Nel frattempo i Giganti Colossali hanno quasi raggiunto Forte Salta, ultima roccaforte dell’umanità che prova a contrattaccare tramite degli esplosivi, che però fanno ben poco danno sulla schiena di Eren e non riescono neppure ad abbattere i Colossali che continuano ad avanzare. In mezzo alla confusione fa capolino anche il Gigante Bestia, qui rappresentato di color grigio chiaro. La differenza di colore è probabilmente da attribuire al fatto che si tratta di una copia del Gigante Bestia creata da Eren o Ymir nei Percorsi. Il vero Zeke deve essere ancora dormiente, tuttavia non conosciamo ancora la sua posizione.

L'Attacco dei Giganti

Proprio quando tutto sembra perduto Armin e gli altri arrivano sul posto e, gettandosi dall’idrovolante, ingaggiano battaglia con Eren. Il penultimo episodio de L’Attacco dei Giganti termina con Armin che rivolve una semplice frase all’amico d’infanzia:

“Dove sarebbe la libertà di cui parli?”

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La seconda e ultima parte della Final Season de L’Attacco dei Giganti uscirà questo autunno in Giappone.

I nostri commenti ai precedenti episodi della Final Season de L’Attacco dei Giganti

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Daniela Reina

Daniela Reina

Nel tempo libero viaggia attraverso tempo, spazio e mondi di fantasia in compagnia di qualche buona lettura. Il suo manga preferito è Berserk, l'anime Neon Genesis Evangelion.

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