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I manga sono “poco educativi”: madre preoccupata per i suoi figli chiede aiuto al settimanale Gente

A differenza di 30 anni fa, gli anime e i manga adesso sono innegabilmente tra i media più seguiti e consumati in tutto il mondo, almeno per quanto riguarda il mondo letterario. Non è un caso se nella classifica dei 100 libri più venduti nelle librerie italiane figurino adesso anche 9 fumetti (tra i quali Demon Slayer e One Piece), arrivando anche a creare in un certo senso del “timore” nei confronti di alcuni editori di libri tradizionali.

Numerosi paesi in Europa e all’infuori di essa non possono far altro che riconoscere il modo in cui i fumetti orientali in particolare siano riusciti ad introdursi nelle vite della loro popolazione, venendo consumati con regolarità e attraendo una vastità di pubblico sempre più ampia. I manga in particolare hanno la capacità di trattare tematiche di ogni tipologia, passando dalle tematiche più serie o istruttive a quelle create puramente per fare da intrattenimento.

Tuttavia, sembra che almeno nel nostro paese ci siano ancora dei problemi nell’accettare questo media, forse specialmente se a doversi approcciare con esso sono delle persone un po’ più “all’antica” e non hanno mai provato ad approfondire meglio di cosa si tratti nello specifico. Una lettera inviata al settimanale “Gente” ci rende testimoni di come i manga rimangano tutt’oggi un elemento ancora poco compreso in Italia.

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La lettera di una madre preoccupata per i manga

La lettera in questione è stata inviata da una madre al settimanale “Gente”, diretto dal giornalista ex direttore di “Oggi” Umberto Brindani. lo stesso direttore ha voluto dare una risposta alla donna, e quest’interazione è poi stata pubblicata in un numero del settimanale.

Alla vista del contenuto e della risposta data dal direttore, alcune delle aziende più note nel mondo italiano degli anime e manga non hanno potuto far altro che condividerla per mostrare al loro pubblico come nel nostro paese la visione rimanga ancora piuttosto arretrata quando si parla di mezzi d’intrattenimento utili anche all’educazione (similmente al discorso che si fa di solito con i videogiochi, solo che adesso sono i manga il soggetto della questione).

Ciò che segue nelle prossime righe è la lettera inviata dalla madre (Rossana) e la risposta del direttore:

Caro direttore, i miei figli mi fanno spendere un sacco di soldi per continuare a comprare questi Manga. Ho Capito che sono una specie di fumetti giapponesi, ma si leggono all’incontrario, dall’ultima pagina alla prima. Troppo strano! Mi hanno costretto ad accompagnarli alla Feltrinelli e ho visto che ce n’è una stanza piena… Ma è pazzesco, una mania, come posso fare per convincerli a letture più educative?

La risposta:
Cara Rosanna, se scopre come fare me lo faccia sapere, per favore. Ho lo stesso problema…

manga
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Insomma, sebbene la risposta del direttore non sia stata così articolata, sembrerebbe che anche lui come la madre autrice della lettera non riesca a vedere il valore “educativo” che un manga potrebbe apportare a dei giovani. Ancora una volta, dunque, si torna a discutere di come un media alternativo ad un libro possa nascondere al suo interno dei principi utili all’educazione. Eppure, di opere che testimoniano come i manga risultino essere anche educativi ce ne sono a bizzeffe.

In Giappone esistono i cosiddetti “Gakushu Manga”, utilizzati proprio come mezzo per assistere nello studio della storia, della scienza e della cultura classica. Se non si parla di manga incentrati esclusivamente sull’insegnamento e apprendimento di alcune materie (esistono guide fatte a mo’ di manga per insegnare la fisica, il calcolo, la biochimica, l’universo, l’anatomia), ci sono anche opere che connettono in modo profondo la narrazione di una storia al proposito d’insegnare qualcosa, che si tratti di un mestiere, uno sport, o un hobby o altro (come nel caso di Bakuman, Bambino!, Moyashimon, Yakitate!! Japan, Space Brothers).

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Un’opera come Spice and Wolf, che all’apparenza mostra semplicemente il viaggio di un uomo e una ragazza dalle sembianze lupine, in realtà è capace d’insegnare con grande dettaglio il modo in cui funzionava l’economia nel periodo medievale. Silver Spoon è un manga incentrato su dei giovani che studiano come si lavora nell’industria agricola, e il lettore impara insieme a loro i concetti necessari per poter intraprendere il lavoro di agricoltore.

Ma oltre a questo, anche dai manga più popolari e gettonati come Dragon Ball, One Piece, Naruto e così via è possibile imparare qualcosa. In Giappone queste sono opere mirate ad un pubblico giovane, e quindi il loro contenuto è capace d’influenzare il modo di pensare di quelli che poi saranno giovani adulti. Al loro interno è impossibile non scontrarsi con elementi educativi, curiosità, fatti storici che rimarranno impressi nelle menti del lettore, e anche insegnamenti sul modo di relazionarsi con il prossimo. Non a caso i protagonisti sono quasi sempre mossi da principi di purezza, altruismo, amicizia et similia.

one piece great pirate col 1

Detto ciò, non possiamo negare l’esistenza di opere manga che non hanno funzioni educative, ma tale particolarità non è esclusiva di questo media. Esistono libri dai contenuti superflui e in cui non sono ritrovabili insegnamenti di alcun valore, e stessa cosa si potrebbe dire per quanto riguarda i videogiochi o produzioni televisive.

Come sempre, si finisce con il fare di tutta l’erba un fascio quando non si ha modo di sperimentare direttamente un media: speriamo che la signora e il direttore possano essere persuasi eventualmente da questa passione per i manga vista nei loro figli, e finiscano così con il conoscere loro stessi ciò che questi prodotti letterari hanno da offrire.

Dopotutto, vedendo i numeri dati al Salone Del Libro del 2022, non sembrerebbero avere molta scelta:

Per quanto riguarda i fumetti, nei primi quattro mesi dello scorso anno sono state vendute 3,586 milioni di copie (erano 2,862 milioni nell’anno precedente) per 31,3 milioni di euro (24,8 milioni nell’anno precedente).

Dei 100,245 milioni di euro spesi in fumetti acquistati nelle librerie e nei supermercati nel 2021, 58,3 milioni (il 58,1%) sono manga, 29,7 milioni (il 29,7%) graphic novel, fumetti e comic strip, 12,2 milioni (il 12,2%) fumetti per bambini e ragazzi. Il genere che ha avuto la crescita maggiore è il manga, passato da 11,2 milioni di euro di vendite nel 2019 a 58,3 milioni di euro nel 2021.

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Marina Flocco

Marina Flocco

Fruitrice seriale di videogiochi, anime, manga, tutto ciò che è traducibile dal giapponese.

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