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Caro benzina, nessun taglio dei prezzi: i distributori saranno obbligati a esporre il prezzo medio

Negli ultimi mesi il rincaro dei prezzi ha riguardato diversi beni di necessità: il carburante in primis. Il caro benzina infatti è un problema che sta affiggendo gli italiani dallo scoppio della guerra in Ucraina. Per ammortizzare l’aumento dei prezzi sul carburante il Governo Draghi aveva varato un taglio delle accise lo scorso marzo.

La misura sarebbe dovuta durare poche settimane. Ma visto il prolungarsi del conflitto russo-ucraino e della crisi energetica, il pretendete esecutivo decise di prorogare la misura di mese in mese. Finché con il nuovo Governo Meloni non ha deciso di dire stop al taglio delle accise al 31 dicembre, non inserendolo nella legge di bilancio 2023.

Come c’era da aspettarsi, al 1 gennaio il prezzo del carburante è aumentato in tutto il Paese, anche con incrementi superiori al taglio delle accise praticato nei mesi scorsi. Il caro benzina è diventato un problema per questi primi giorni del 2023 e il Governo ha deciso di porvi rimedio, senza però fare dei tagli veri e propri sul prezzo. D’altro canto, il Consiglio dei Ministri del 10 gennaio ha varato un decreto sulla trasparenza del prezzo dei carburanti.

Caro benzina

Le misure del Governo Meloni sul caro benzina

Per fare fronte al caro benzina e ai casi di speculazione, lo scorso 9 gennaio Giorgia Meloni e il Ministro all’Economia Giancarlo Giorgetti aveva incontrato il Comandante Generale della Guardia di Finanza per fare il punto sulla situazione. Dopo questo incontro, nella serata di ieri si è infine tenuto il Consiglio dei Ministri in cui sono stati approvati diversi decreti-legge. Tra cui quello sulla “trasparenza del prezzo dei carburanti“.

La proposta è stata della stessa Meloni, di Giorgetti e del Ministro delle imprese del Made in Italy Adolfo Urso. Una normativa “che introduce disposizioni urgenti in materia di trasparenza dei prezzi dei carburanti”, oltre che a rafforzare i “poteri di controllo e sanzionatori del Garante prezzi”.

giorgia meloni- amazon

Sono 3 le misure principali previsto dal decreto-legge per contrastare il caro benzina:

  • Il Ministro delle imprese calcolerà e pubblicherà giornalmente un prezzo medio giornaliero nazionale. Gli esercenti non solo saranno obbligati a comunicare il prezzo di vendita praticato. Ma dovranno anche esporre a fianco del listino praticato il prezzo medio giornaliero nazionale.
  • Il Governo prevede di rafforzare le sanzioni amministrative “in caso di violazione” di tale obblighi sulla comunicazione dei prezzi;
  • Verrà potenziato il “collegamento tra il Garante prezzi e l’Antitrust,” oltre che i rapporti tra Garante e e Guardi di Finanza. Inoltre verrà isitituita una “Commissione di allerta rapida per la sorveglianza dei prezzi”

Le misure del Governo potrebbero rallentare e fermare la speculazione sul caro benzina. Anche se l’opinione pubblica si aspettava un nuovo taglio delle accise o comunque una riduzione dei prezzi. Questa misura però non è prevista al momento dal Governo Meloni.

Ancora prima del Consiglio dei Ministri, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani aveva spiegato le ragioni dietro il mancato rinnovo del taglio delle accise e aveva parlato della possibilità di una misura che riduca i prezzi:

La scelta del Governo di non prorogare il taglio delle accise è stata molto meditata e molto sofferta, un misura che però costa oltre un miliardo al mese. Il Governo ha deciso di utilizzare quelle risorse per aumentare le pensioni minimi, per tagliare il cuneo fiscale, quindi tutte misure sociali. É chiaro che se ci sarà la possibilità, e i conti lo consentiranno, appena possibile potremo ridurre anche il costo della benzina.

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Fonti: Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 15, Ansa

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