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EA vuole che i giocatori smettano di complottare con i nemici nei suoi videogiochi

EA, la grande azienda videoludica, si è stufata dei giocatori che nei suoi FPS multiplayer decidono di allearsi con i componenti della squadra nemica scatenando il panico all’interno dei suoi videogiochi.

Per questo, l’azienda produttrice di Battlefield ha creato un nuovo brevetto chiamato Detecting Collusion in Online Games: il suo scopo sarà quello di pizzicare i giocatori che intendono fare squadra con i nemici per trollare spudoratamente durante la partita.

Il sistema utilizzerà un’intelligenza artificiale con il compito di controllare se, tra i dati inerenti ai giocatori, si configuri qualcosa che possa lasciar presagire dei comportamenti che indichino collusione. E non saranno solo i dati di gioco a essere vagliati: bensì tutte le informazioni che la grande azienda ha a disposizione del giocatore.

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ea battlefield

Come funziona il sistema di EA

Tra le informazioni sotto la lente dell’intelligenza artificiale, verrà controllato se i giocatori si sono scambiati messaggi tramite chat e se i rispettivi account sui social hanno un qualche collegamento. Inoltre, verrà studiato anche lo stile di gioco dell’utente durante le partite. Sulla base di ciò, l’AI prenderà le dovute decisioni e punirà gli utenti con comportamenti considerati non leciti.

Si passa dall’essere semplicemente cacciato dalla partita alla squalifica dai premi, per poi passare anche alla sospensione e al ban. Ancora non è chiaro se le punizioni saranno date in automatico da un algoritmo o se saranno invece revisionate in maniera più specifica da un umano.

Oltre a porre grossi dubbi in merito al trattamento dei dati sulla privacy, l’idea dell’azienda responsabile di molti dei più grandi franchise del panorama videoludico pone anche delle perplessità sul grande margine di errore che potrebbe esserci una volta implementata tale misura. In ogni caso, al momento si tratta solamente di uno dei tanti brevetti dell’azienda, che potrebbe anche essere scartato senza venir mai implementato. Nonostante ciò, è piuttosto curioso il fatto che l’azienda videoludica stia anche solo pensando di dover mettere una pezza proprio a tale problema.

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