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È un noto YouTuber oltre che un professore, ma la scuola non lo sa: accusato di doppio lavoro

Youtube, oltre che il regno dell’intrattenimento, è anche luogo in cui vengono riversati migliaia e migliaia di video a scopo educativo. Non è inusuale trovare al suo interno divulgatori e professori di ogni grado e materia, che scelgono di condividere il loro sapere in modo semplice e diretto.

Eppure, la semplice volontà di divulgare conoscenza ai propri followers non garantisce che non si possa essere coinvolti in dei guai. Questo è il caso di un professore che ha deciso di diffondere attraverso il suo canale Youtube video e tutorial, ma che non ha dichiarato alla scuola di star percependo compensi attraverso la piattaforma venendo così accusato di doppio lavoro.

È così che Massimo Taramasco, insegnante dell’Istituto Statale di Savona è attualmente indagato dalla Guardia di Finanza.

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Chi è Massimo Taramasco

Taramasco ha 400 mila followers, conta milioni di visualizzazioni e possiede almeno cinque canali. Il totale di video del professore sono almeno 37 mila, nei quali dà consigli su come comportarsi nelle relazioni sentimentali in un format definito “ingegneria dell’amore”.

Pubblica circa 10 video al giorno sul suo canale principale, sulla quale è presente la grossa porzione dei suoi 400 mila iscritti. Nelle informazioni, Taramasco si descrive così:

Massimo Taramasco laureato in Ingegneria presso l’Università di Genova. Il dottor Taramasco ha unito la passione per la Scienza e la Tecnologia a quella per lo studio dei comportamenti umani, soprattutto delle motivazioni, per lo più subliminali, che determinano l’innamoramento, l’attrazione e la passione.

Anche i suoi altri canali Youtube, che si occupano di argomenti che vanno dalla crescita personale all’esoterismo, contano decine di migliaia d’iscritti e migliaia di video.

Secondo l’indagine della Guardia di Finanza, Taramasco avrebbe provocato un danno erariale da 360 mila euro. Il professore ha negato più volte la presunta evasione fiscale, dicendo di aver pagato e giustificandosi inoltre di non aver dichiarato la seconda attività alla scuola perché inconsapevole che ciò fosse dovuto:

“Le imposte le ho pagate tutte, anche quelle di Youtube. Non conoscevo nemmeno questa norma di cui parla la Finanza, mea culpa, non mi hanno consigliato bene, ma non ho evaso neppure un euro.”

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