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Giappone: grazie a uno straniero, gli otaku si accorgono che le donne negli anime sono troppo infantili

Il Giappone si è accorto che secondo gli stranieri il modo in cui vengono dipinte le ragazze negli anime e nei manga è alquanto discutibile. In un blog giapponese, infatti, si è scatenato un dibattito in cui alcuni appassionati di anime e manga si confrontavano sulle critiche che gli occidentali (e i non giapponesi in generale) spesso rivolgono alle opere del Paese del Sol Levante.

Ad aver avviato il tutto è stato un commento di uno straniero su Youtube, che rimpiangeva l’aspetto dei personaggi femminili negli anni ’80. Uno degli aspetti maggiormente coinvolti in questi appunti negativi è proprio l’aspetto che viene conferito alle ragazze e alle donne in generale in questa epoca: vengono disegnate in modo da sembrare fin troppo giovani.

Vengono poi portate come esempio alcune delle protagoniste di opere piuttosto popolari, tra cui Uzaki-Chan e il più recente Lycoris Recoil. In particolare, pare che gli occidentali preferiscano di molto le vecchie opere giapponesi, che davano una visione più realistica delle donne e la rendevano corrispondente alla loro età.

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La reazione degli otaku a tale scoperta

Il commento dello straniero voleva sottolineare che negli anime e nei manga di un tempo i disegni che raffiguravano le donne erano molto belli e sorprendenti, oltre che più accurati nel rappresentare lo stile e l’età dei personaggi femminili. La critica che viene mossa all’industria anime di oggi, insomma, è quella di preferire la raffigurazione di personaggi dall’aspetto fin troppo infantile.

In merito al commento, gli utenti giapponesi hanno espresso le loro opinioni in modo piuttosto vario: alcuni hanno concordato con lo straniero per la critica e per la bellezza del disegno di una volta, altri invece lo hanno definito piuttosto obsoleto.

Alcuni utenti giapponesi hanno detto di preferire effettivamente la rappresentazione che si era soliti dare negli anni ’80, nella quale il personaggio femminile era un giusto connubio tra una figura matura e una infantile. Un utente si è poi dilettato nel rappresentare Mio, personaggio femminile di K-On dall’età di una liceale, nei vari stili che hanno contraddistinto i disegni degli anime nel corso dei decenni.

È innegabile che al giorno d’oggi le modalità con cui si preferisce rappresentare le donne e le ragazze negli anime dipende dai gusti più in voga nel pubblico. In ogni caso, non è raro osservare polemiche sul fatto che spesso i personaggi femminili sono non solo rappresentati in modo infantile, ma anche fin troppo provocante. Un esempio di ciò è proprio Uzaki-Chan: dovrebbe essere una donna di 20 anni, ma se non si conosce l’opera chi mai le conferirebbe tale età solo con un primo sguardo?

La cosa peculiare è che sul forum, poi, sono intervenute delle donne che hanno realmente problemi a dimostrare l’età che possiedono nella vita reale. Alcune di loro hanno ritenuto il discorso piuttosto irrispettoso nei loro confronti.

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