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Boris, le 5 migliori gag della serie tv italiana

E dai dai dai! E’ finalmente tornata Boris, l’amatissima serie tv andata in onda con la sua prima stagione nel 2007 sui canali Fox. Ora sta finalmente arrivando la quarta, che però sarà distribuita da Disney+.

Boris è diventata negli anni una serie quasi iconica. Molto conosciuta e apprezzata dal pubblico giovane, è divenuta un materiale da meme quasi alla pari degli sketch e dei film di Aldo, Giovanni e Giacomo. La serie si incentra sulle vicissitudini e avventure di una troupe televisiva italiana coinvolta nella produzione della fiction Gli occhi del cuore.

Scritta da Luca Vendruscolo, Giacomo Ciarrapico e il compianto Mattia Torre, Boris è riconoscibilissima per alcune gag o alcuni personaggi che sono stati i fautori del suo successo, più che la sua trama. Quindi, in vista della quarta stagione, facciamo una passeggiata lungo il viale dei ricordi e vediamo insieme le 5 migliori gag della serie.

Attenzione! Da qui in avanti ci saranno spoiler delle prime tre stagioni (e del film) di Boris. Vi sconsigliamo di proseguire con la lettura se non avete visto nulla della serie.

Boris

1) Biascica e gli straordinari d’aprile

Impossibile non partire con la battuta ricorrente di uno dei personaggi più iconici e al contempo più assurdi di Boris. Biascica, il capo elettricista della troupe, è una delle espressioni massime dell’ignoranza, che si esprime in dialetto romano e continua a chiedere a Sergio degli stramaledetti “straordinari d’aprile”, che ancora non gli hanno pagato.

Eppure, con l’aiuto degli “schiavi” Alessandro e Lorenzo, gli stagisti, è il buon Biascica che si occupa di “smarmellare”, e in alcune occasioni particolarissime, anche di fare da lettore per un corto di René (con risultati esilaranti per noi, un po’ meno per il buon Ferretti).

2) Mariano e la religione

“Vogliamo pregare, con gioia?”. Mariano Giusti fa il suo ingresso nella troupe nella seconda stagione, e Corrado Guzzanti si impone su tutto il cast di Boris con la sua bravura. Mariano è un personaggio… Particolare: irascibile e in alcuni casi violento, cerca di trovare nella religione una via di fuga dai suoi accessi d’ira, ma finisce per portarsi prima un prete come “aiuto psicologico” sul set, e poi costringe il povero Alessandro a pregare e cantare il Symbolum ’77 con lui. Arriverà addirittura a vietare le bestemmie sul set (potete immaginare la disperazione di Biascica).

In più, la religione non è solo un mezzo per Mariano, che è stato “assolto con formula piena”, ma anche un obiettivo: il più grande desiderio del personaggio, infatti, è quello di interpretare in futuro Padre Frediani. Ma sappiamo benissimo come la pensa René al riguardo.

Boris 4

3) Le riflessioni di Duccio

Se dovessimo individuare una “mina vagante” nel gruppo, inaspettatamente potrebbe essere rappresentata da Duccio Patané, il direttore della fotografia. Ninni Bruschetta è semplicemente perfetto nel ruolo. E’ lui che applica lo “smarmellamento” al set de Gli occhi del cuore, rendendola molto simile allo studio di una trasmissione di Barbara d’Urso, ma soprattutto, Duccio riflette. Moltissimo.

Le “riflessioni” di Duccio non sono altro che i momenti che lui sfrutta per assumere cocaina, offrendone anche ai colleghi a volte. Quando un giorno René chiede al povero Duccio di sostituirlo alla regia, la situazione precipita, finché Alfredo non arriva a proporre una riflessione. Da qui la famosissima risposta di Duccio: “E’ coffee break, signori!”.

4) F4: basito

Si può dire che questo modo di dire sia ormai entrato nell’uso comune dell’italiano, tanto è celebre. Gli sceneggiatori di Boris, attivissimi nel loro lavoro, hanno trovato una soluzione che li aiuta non poco a velocizzare la scrittura delle puntate. Avendo preso ormai l’abitudine di concludere una scena sull’espressione “basita” di un personaggio, si limitano a pigiare F4 sulla tastiera, perché “va in automatico”.

Boris 4: la recensione "Molto italiana" dei primi due episodi

René si trova spesso a dire agli attori di assumere un’espressione basita, e ciò trova addirittura una conclusione poetica alla fine della seconda stagione di Boris, quando Gli occhi del cuore finisce e Arianna ricorda al cast della fiction che “nessuno è più basito, tutti sanno quello che sta accadendo”.

5) E dai dai dai!

Si sarebbe potuto intitolare quest’ultima posizione con “tutto René Ferretti”. Il personaggio, interpretato da un fantastico Francesco Pannofino, è veramente la figura di punta dell’intera serie. Regista con grande esperienza nelle fiction (vedi Caprera, altimenti conosciuta come “la monnezza che ho fatto”), è una di quelle figure che avrebbe in realtà ottime intenzioni, ma nessun mezzo per metterle in pratica.

Sin dall’inizio, René fa molto affidamento sulla bravura di Arianna, e al contempo si trova ad insultare la protagonista, Corinna, per il suo essere “cagna, cagna maledetta” (nel senso di attrice incapace). Interlocutore degli assurdi panegirici di Stanis, e proprietario del pesce rosso eponimo della serie, René è ormai noto anche fuori dell’Italia ormai per i suoi intercalari, come “E dai dai dai!”, ma ancora di più per le sue sfuriate.

Tra queste, ve ne ricordiamo due: quella contro l’avvocato, dove René ci rivela di essere originario di Fiano Romano, e quella contro il povero Alessandro, quando non riesce per l’ennesima volta la scena in Africa – anche se, in realtà, lo stagista non ne ha nessuna colpa.

Vi ricordiamo che la quarta stagione di Boris arriverà su Disney+ il 26 ottobre 2022. Sulla stessa piattaforma, potete trovare le prime tre stagioni e il film. Nel cast troviamo Francesco Pannofino, Caterina Guzzanti, Alessandro Tiberi, Pietro Sermonti, Ninni Bruschetta, Carolina Crescentini e Corrado Guzzanti.

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