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Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, i dieci migliori easter egg della serie

La prima stagione de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere si è appena conclusa, imponendosi con i suoi primi due episodi come il miglior esordio di sempre per Prime Video (25 milioni di spettatori nelle 24 ore). Non sono mai mancate le critiche, prima, dopo e anche durante il rilascio degli episodi, da parte di alcuni utenti della community tolkieniana che non approvavano l’operato degli showrunner, J. D. Payne e Patrick McCay.

L’ultimo episodio, in particolare, ha decisamente lasciato il segno con il colpo di scena su un certo personaggio; rimane ora da vedere come si evolveranno le varie storyline corali nelle prossime stagioni (la seconda ha iniziato le riprese circa una settimana fa).

Per metabolizzare il fatto che manchi almeno un anno e mezzo ai prossimi episodi de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere , andiamo a fare un ripasso di ciò che abbiamo visto e vediamo insieme i dieci migliori easter egg della serie. Attenzione! Da qui in avanti ci saranno spoiler riguardanti tutta la prima stagione. Siete avvisati!

Gli Anelli del Potere

1) Elanor Brandyfoot, un nome evocativo

Sin dal primo episodio in cui compare, Nori Brandyfoot è stata uno dei personaggi più apprezzati de Gli anelli del potere; la giovane, intrepida ed amabile, è la protagonista della storyline dei Pelopiedi, i proto-Hobbit. Sia il nome che il cognome di Nori sono altamente evocativi, anche per chi ha visto soltanto i film di Peter Jackson sul Signore degli anelli. Mentre Elanor è il nome della prima figlia di Sam Gamgee (quella che vediamo in braccio a Rosie Cotton alla fine de Il ritorno del re), Brandyfoot ricorda invece “Brandibuck”, il cognome dell’amatissimo Merry.

2) Lo Istar

La storia dei nostri Pelopiedi incrocia la sua strada con quella dello Straniero, una strana entità umanoide che, letteralmente, cade dal cielo sotto forma di meteora. Questo personaggio, che rimane senza nome per tutta la stagione, è ricercato da tre oscure sacerdotesse. Quando il trio attacca la squadra di Pelopiedi di cui fanno parte Nori e Poppy, venute in soccorso dello Straniero, questi aiuta i proto-Hobbit affrontando le sacerdotesse, che si rendono conto di non aver trovato Sauron, ma uno “Istar”. Gli Istari sono gli stregoni che vengono mandati da Valinor in aiuto alla Terra di Mezzo, e tra di loro troviamo tre nomi illustri: Radagast, Saruman, e ovviamente anche Gandalf

Rings of Power Sauron

3) La leggenda del mithril

Uno degli aspetti più interessanti della serie è stato sicuramente il fatto di inserire pillole di lore sotto mentite spoglie, e l’esempio migliore è senza dubbio la leggenda apocrifa che racconta l’origine del mithril. Nei testi di Tolkien il mithril è semplicemente un metallo che si forma naturalmente in alcune zone di Arda, tra cui ovviamente Khazad-dûm, sotto le Montagne Nebbiose.

Nella serie, Gil-Galad racconta ad Elrond che si dice sia avvenuto un duello proprio in quel luogo tra un Elfo e un Balrog per difendere un Silmaril sepolto sotto le radici di un albero. Ebbene, questo scontro è avvenuto, ma non a difesa di una gemma, e non sulle Montagne Nebbiose. Se volete leggere di un duello epico tra un elfo e un Balrog, vi rimandiamo al bellissimo racconto della Prima Era La caduta di Gondolin, dove l’elfo Glorfindel (lo stesso che nei libri scorta Frodo a Gran Burrone) combatte fino all’ultimo sangue con un Balrog mentre la gente del regno elfico di Gondolin scappa dall’attacco di Morgoth. 

4) Quella spada alle spalle di Galadriel

Mentre Galadriel si trova a Númenor, prova disperatamente a convincere la regina Míriel a intervenire nella Terra di Mezzo contro gli orchi. Le due si incontrano per discutere ancora una volta le proprie ragioni nella stanza più remota della torre più alta di Númenor, dove non è solo conservato un Palantir, ma anche una spada la cui elsa ricorda moltissimo la lama che, tremila anni più tardi, sarà riforgiata nuovamente e brandita da Aragorn. 

the rings of power

5) La fortezza di Sauron

Galadriel, protagonista indiscussa di questa prima stagione, è anche colei che per prima si convince del potenziale ritorno di Sauron dopo la sconfitta di Morgoth. Per cercare prove della persistenza del Nemico, arriva a spingersi fino al freddo Nord della Terra di Mezzo, nella regione chiamata Forodwaith. Qui, si rende conto nel bel mezzo di una bufera di neve che la fortezza nemica che stava cercando è esattamente dove sta poggiando i piedi. Guardando le mappe della Terra di Mezzo di Prima e Seconda Era, questa potrebbe essere non semplicemente la fortezza di Sauron, ma addirittura la storica Utumno, il primissimo forte eretto da Morgoth all’inizio dei tempi. 

6) Una caratteristica millenaria

Dopo il primissimo attacco delle sacerdotesse al campo dei Pelopiedi, i poveri nomadi cercano di ripartire da zero recuperando il recuperabile. Ad incoraggiarli, c’è la bellissima frase di Largo Brandyfoot, il padre di Nori: “Non uccidiamo draghi o scaviamo miniere, siamo solo Pelopiedi. Ma rimaniamo fedeli ai nostri piedi come ai nostri cuori”. Il povero Largo non lo sa, ma l’incredibile Bilbo Baggins tremila anni più tardi avrebbe aiutato una compagnia di Nani a fare esattamente questo: uccidere un drago, il crudele Smaug, e riprendersi le miniere di Erebor. 

Galadriel ed elfi

7) “Per la barba di Aulë!”

Persino la battuta d’esordio di Disa contiene delle pillole di mitologia tolkieniana: la Nana di Khazad-Dûm, nella sua esclamazione, cita Aulë, uno dei Valar. Questi ultimi sono delle entità semidivine che all’inizio di tutto hanno plasmato e modellato Arda; e Aulë, il Vala costruttore, fu talmente pieno d’ispirazione da creare i capostipiti della stirpe di Nani. Eru Ilúvatar, il Dio del mondo tolkieniano, li adottò come suoi figli (insieme ad Elfi e Uomini), per cui Aulë è per i Nani qualcosa di simile a un padre biologico, altamente venerato da loro. 

8) Il martello di Fëanor

Sempre nei primi episodi della serie, vediamo spesso interagire Elrond e Celebrimbor. Quest’ultimo, nel secondo episodio, mostra al giovane Mezzelfo lo strumento di lavoro di suo nonno Fëanor, con cui era riuscito a forgiare i Silmaril, i tre gioielli più belli che si fossero mai visti nella Terra di Mezzo, e che danno il nome al prequel di Hobbit e Signore degli anelli, l’immenso Silmarillion.

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9) Una questione di olfatto

Nel finale de Gli Anelli del Potere, vengono pressoché sollevati tutti i dubbi su chi possa essere la figura dello Straniero, grazie alla battuta rivolta a Nori: “Quando hai dubbi sulla direzione da prendere, Nori Brandyfoot, usa sempre il tuo naso”. Questa è una citazione diretta de La Compagnia dell’Anello, quando Gandalf, a Moria, dà lo stesso consiglio a Merry Brandybuck. E’ dunque confermato che sia lui lo Stregone Grigio?

10) Il dono di Halbrand: gli anelli del potere

Concludiamo con una scena dall’ultimo episodio, quella che ritrae il dialogo tra Halbrand e Celebrimbor. Anche se discutibilmente frettoloso, rimane comunque uno scambio di battute molto interessante sulla metallurgia e la forgiatura, materie di cui Celebrimbor e Halbrand sono assolutamente esperti – il secondo più del primo, a quanto pare. L’ultima battuta di Halbrand recita: “Consideratelo… Un dono”. Questo è un riferimento a uno dei tanti alias letterari di Sauron, cioè l’elfo Annatar, che significa “signore dei doni”. E’ sempre attraverso queste mentite spoglie che Sauron riesce ad ingannare Elfi, Nani e Uomini portandoli alla forgiatura degli Anelli e corrompendoli quasi tutti. 

Galadriel

Bonus: il ritorno di Celeborn?

Nella settima puntata de Gli Anelli del Potere, mentre tentano di ricongiungersi con gli altri rifugiati, Theo e Galadriel devono metabolizzare insieme la sconfitta subìta all’episodio precedente, quando si è risvegliato il Monte Fato. E’ per loro un momento di apertura verso l’altro, e infatti Galadriel arriva addirittura a confidare le sue perdite a Theo: suo fratello Finrod, e suo marito, Celeborn. Da come ne parla, Galadriel non sembra aver mai avuto l’effettiva conferma della sua morte, perché dice semplicemente: “Non l’ho più visto”. Noi, spettatori ormai abituati a certe dinamiche da serie tv (se non c’è il corpo, non c’è il morto), e coscienti del fatto che nei film di Jackson il nostro Celeborn è vivo e vegeto, possiamo tranquillamente prevedere un ritorno del regale marito di Galadriel nelle prossime stagioni.

Vi ricordiamo che gli otto episodi che compongono la prima stagione de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere sono ora disponibili su Prime Video. Nel cast troviamo, tra gli altri, Morfydd Clark, Charlie Vickers, Lloyd Owen, Robert Aramayo, Charles Edwards e Sophia Nomvete.

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