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I dipendenti di GameStop sono stufi di essere scambiati per un asilo

GameStop non è un asilo. Questa è la protesta che i dipendenti dell’azienda americana sollevano ai propri clienti, che hanno sviluppato un abitudine piuttosto fastidiosa.

Come si ricorderanno i giocatori più navigati, quando si era bambini luoghi come GameStop sono sempre stati considerati al pari di una terra promessa e al suo interno sono stati trascorsi innumerevoli pomeriggi.

Nei GameStop (in special modo in quelli dentro i centri commerciali) era possibile non solo perdersi tra le migliaia di titoli presenti, discutendo per ore e valutando oculatamente cosa comprare, ma soprattutto si poteva provare la demo dei videogiochi in uscita mentre, magari, i nostri genitori svolgevano le loro varie faccende e compere.

Ciò che però molti non sanno è che la propria, nostalgica, infanzia al GameStop ha probabilmente irritato migliaia di dipendenti dei vari punti vendita. All’epoca come oggi, i commessi si sono ritrovati a sorbirsi i bambini lasciati lì per ore senza genitori. Adesso, sono proprio quei lavoratori ad essere stufi di questa usanza.

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Le lamentele dei dipendenti di GameStop

Un attuale dipendente di GameStop, parlando anche per molti altri come lui che hanno condiviso simili testimonianze, ha espresso la frustrazione dei lavoratori dell’azienda americana in merito a questa “tradizione” di usare GameStop come un asilo.

Il dipendente ha detto che il negozio non può essere visto, dai genitori, come un luogo dove “parcheggiare” i bambini mentre i grandi vanno a fare shopping, e che se hanno bisogno di un luogo del genere dovrebbero semplicemente lasciarli a casa con una babysitter. Ciò perché, come giustamene sottolinea il dipendente, i bambini degli altri non sono un loro problema.

Sembra un’esagerazione tutta questa irritazione, eppure il “GameStop Daycare” è un problema più diffuso di quanto si pensi. Sul subreddit di GameStop, alcuni lavoratori del negozio hanno scritto le loro esperienze proprio in merito a questa questione. Un utente che molto probabilmente è un commesso del negozio ha chiesto, ad esempio, cosa dovrebbe fare se dei genitori lasciano i loro figli al negozio. Chiamare la sicurezza? Convincerli a comprare un abbonamento?

Addirittura, tra le varie testimonianze un utente scrive che una madre ha avuto l’ardire di chiedere ad un commesso se i bambini si stavano comportando bene. Il problema che nasce da questo fenomeno non è semplicemente il dover rimettere a posto degli scaffali che sono stati disordinati, ma il fatto che i genitori a volte credono davvero che la responsabilità dei figli, una volta lasciati nel negozio, ricada sui commessi.

Infatti, cosa succede se un genitore lascia un figlio al GameStop e il bambino decide poi di andare altrove? A volte sono stati gli stessi dipendenti a doversi difendere dai genitori arrabbiati per situazioni del genere, ma dopotutto non possono lasciare la loro posizione incustodita per andare a cercare loro figlio.

Sappiamo tutti quanto poco comprensiva sia GameStop nei confronti dei propri dipendenti e molto “generosa” nei licenziamenti. Mollare il turno al bancone perché si è ricevuta la lamentela della “Karen” di turno non sembra essere un rischio che molti dipendenti sono pronti a correre.

Fonte: Kotaku

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