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Recensione Splatoon 3: corri, salta, splatta!

A più di sette anni dall’uscita del primo capitolo della saga su Nintendo Wii U, dopo annunci, trailer, splatfest e anteprime del gioco, arriva sul mercato Splatoon 3, che riprendendo le caratteristiche e meccaniche base della serie introduce novità inedite per i giocatori di Nintendo Swtich.

Dopo neanche sette giorni dalla sua distribuzione globale, avvenuta il 9 settembre 2022, Splatoon 3 è già in cima alle vendite in molteplici nazioni, con il Giappone al primo posto grazie alle sue quattro milioni di copie vendute. Scopriamo quindi cosa si cela dietro il successo del terzo capitolo di una saga che ha segnato la recente storia delle console Nintendo e del genere sparatutto.

Splatoon 3

C’era una volta il colore

Splatoon 3 riprende le redini da punto in cui erano state lasciate dal suo predecessore. Sia per i nuovi giocatori che per gli appassionati della saga saranno necessari pochi minuti per capire come muoversi all’interno del gioco, tra menu a tendina, arene e armi. Di fatto, all’avvio di Splatoon 3, il giocatore può personalizzare il proprio avatar secondo un menu a scelta rapida – si tratta di una customizzazione blanda, approfondita in un secondo momento attraverso oggetti collezionati. Successivamente, si è catapultati nella piazza principale di Splatville, area di gioco che veste i panni di menu principale. Qui, sotto forma di Inkling, l’utente può camminare, trasformarsi in squid, interagire con NPC, con avviare missioni di gioco e partecipare a sessioni multigiocatore.

Il primo contatto avviene proprio con la campagna in single player. Se Splatoon 2 era riuscito ad affermare il successo di Nintendo nel plasmare una narrativa cruda attraverso giochi di colore e splatting vario, questo sequel non è da meno. Nella sua semplicità, il comparto narrativo di Splatoon 3 eccelle, elevandosi oltre il muro del “more of the same” narrativo, offrendo quasi trenta ore di storia raccontata attraverso decine di sfide uniche e mai identiche.

Splatoon 3

Catapultato nel mondo di Alterna, compito del giocatore è ripulire sei diverse aree di gioco – denominate Siti – da una piaga che ha invaso l’ambiente: la Melma Pelosa. A tal fine, l’Inkling deve concludere sfide di carattere diverso che trova all’interno del sottosuolo di Alterna, accessibile tramite i “bollitori”. Ogni sfida fa guadagnare Uova di Pesce, elemento imprescindibile per ripulire l’area dalla melma pelosa. Ad accompagnare il protagonista c’è Salmonello, una piccola creatura che l’Inkling porta in spalla con sè, può fungere da esca contro i nemici o da dispositivo di accesso a determinate aree di gioco.

Le sfide che il giocatore incontra sul proprio percorso nella modalità a giocatore singolo non sono altro che missioni di sopravvivenza, puzzle e raccolte oggetti. In totale si contano circa cinquanta sfide differenti, il cui grado di difficoltà aumenta man mano che si procede in Alterna. Inoltre, come summenzionato, ogni missione è unica nel suo genere, non capiterà mai che ci siano ripetizioni, anche di piccoli elementi e da questo punto di vista è necessario fare i complimenti a Nintendo che con Splatoon 3 ha saputo arricchire un comparto narrativo che si pone come “contorno” si un’esperienza di gioco ben più vasta.

Tra le missioni sono presenti anche boss fight degne di nota, che necessitano la precedente raccolta di materiali e punti esperienza utili ad aumentare l’efficienza della divisa dell’Inkling, il rateo di fuoco della sua arma o l’area ricoperta d’inchiostro dalle granate. Di fatto, sin dai primi momenti di gioco della modalità giocatore singolo è evidente come Splatoon 3 ha lasciato da parte la componente platform che ha parzialmente caratterizzato la saga, al fine dell’implementazione di una dinamica più simile ai classici giochi d’avventura di Nintendo.

Splatoon 3

Tutti gli altri colori di Splatoon 3

Come accennato, la storia di Splatoon 3 – dal titolo “Il ritorno dei mammiferiani” – è solo una parentesi all’interno di un gioco che come i predecessori, grazie al suo gameplay fluido e dinamico, ha fatto della componente multigiocatore il suo principale punto di forza. Di fatto, il multigiocatore di Splatoon 3 eredita pedissequamente le proprie modalità di gioco dal suo predecessore: due squadre di utenti si sfidano per la massima inchiostrazione di una delimitata area di gioco. Gli scontri multiplayer ripropongono la formula 4v4, con i team che avranno 3 minuti a disposizione per colorare con armi bizzarre la maggior parte di superficie della mappa.

E qui risiede la prima decisiva novità: Splatoon 3 propone ben dodici mappe multigiocatore differenti e inedite – con qualche vecchia conoscenza rielaborata e migliorata –, sebbene questo sia solo un punto di partenza: il gioco godrà di un supporto post-lancio completamente gratuito e che offrirà nuove arene verranno pubblicate in un secondo momento. Tutte le armi base di Splatoon e Splatoon 2 sono a disposizione anche in Splatoon 3. Inoltre, non mancano gli Splatfest, durante i quali dovrete scegliere una fazione e giocare al meglio per consentire alla stessa di vincere, eliminando quanti più giocatori possibili e ricoprendo il territorio avversario del vostro inchiostro

Insomma, le Mischie Mollusche – le partite rapide in multigiocatore di Splatoon 3 – sono, senza mezzi termini, il fulcro dell’esperienza ludica del titolo ora come in passato.

Splatoon 3

Il gameplay già solido di Splatoon è arricchito da piccoli dettagli in questo nuovo titolo e si possono notare tanto nella modalità giocatore singolo che multigiocatore. In particolare, spicca la presenza di Impinnata e Avvitotano, rispettivamente un super salto e una sorta di schivata in aria che è possibile eseguire quando l’Inkling o Octoling è in forma squid. Si tratta di due novità che caratterizzano il movimento nell’area di gioco e che contribuiscono a rendere i match multigiocatore ancora più accattivanti, con i giocatori che ora hanno a disposizione nuove meccaniche per difendersi ma anche per attaccare gli avversari, magari in maniera più spettacolare e meno “prevedibile”.

Poco c’è da aggiungere sul comparto multiplayer, che si conferma il punto di forza dell’intera serie e che non delude le aspettative.

Allontanandosi da “Il ritorno dei mammiferiani” e dalle “Mischie Mollusche” è opportuno evidenziare il ritorno della Salmon Run, componente di gioco riproposta in Splatoon 3 con una serie di novità estremamente interessanti. Trattasi di una modalità PvE in cui i giocatori collaborano per raccogliere uova di salmone sconfiggendo avversari controllati dall’intelligenza artificiale. In particolare, questa modalità cooperativa a quattro giocatori si traduce in una sorta di sfida ad orde, in cui gli Inkling respingono i malvagi Salmonidi, cercando di concentrare la propria attenzione sugli esemplari più potenti, denominati Gran Salmonidi.

Splatoon 3

La caccia a questi ultimi esemplari si rivela tanto piacevole quanto complessa: richiede ai giocatori una forte collaborazione, con l’implementazione di una strategia adatta per poter concludere l’ondata entro il tempo limite. Man mano che si procede nella Salmon Run le ondate si fanno sempre più complesse, arricchite da boss tutt’altro che semplici da sconfiggere, ben diversificati in termini di attacchi che per quanto riguarda le modalità con cui possono essere sconfitti. In breve, quella della Salmon Run è decisamente l’esperienza di gioco più longeva, appagante e complessa introdotta da Splatoon 3, che porta il concetto di sfida ad un nuovo, alto, livello.

Tutte le modalità di gioco sono collegate tra loro non solo dall’ottimo gameplay ma anche e soprattutto dall’immensa varietà di armi messe a disposizione dal gioco. Da questo punto di vista, Splatoon 3 va ben oltre l’immaginabile includendo non solo le armi dei titoli precedenti ma anche nuovi potenti mezzi di colorazione come i Calamararchi o la Tergilama. Correre, saltare e splattare sono decisamente le parole chiave che descrivono l’esperienza di gioco di Splatoon 3: ricca e longeva, mai uguale e costantemente aperta a novità.

Splatoon 3

Storia - 9
Gameplay - 9
Comparto Tecnico - 8.5

8.8

Splatoon 3 prende le redini del predecessore e rilancia l'avventura oltre i limiti grazie a un gameplay costantemente fluido e dinamico, ottimizzato all'interno di una modalità single player inedite e ricca di sfide e ad un comparto multigiocatore carico di potenziale.

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Riccardo Retez

Riccardo Retez

Alla deriva nel mare della pop culture ho fatto dei videogiochi prima una passione, poi uno studio e infine un lavoro. Scrivo, curo e creo contenuti dentro, fuori e intorno ai mondi videoludici.

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