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Società romana fa causa a Zuckerberg per il logo di Meta: “i clienti pensano che l’abbiamo copiato”

I guai di Zuckerberg in merito al nome e logo scelto per Meta sembrano non finire mai. Stavolta, è un‘azienda romana che lavora nel campo della comunicazione a voler portare il fondatore di Facebook in tribunale.

Si tratta della società di comunicazione Maim Group, con sede a Roma, che ritiene di meritare giustizia poiché il CEO si sarebbe appropriato del logo che già utilizzavano. A essere motivo di discussione è proprio la “M” scelta da Zuckerberg per rappresentare la neonata azienda: pare infatti piuttosto simile a quella di Maim Group.

Entrambe le aziende adesso utilizzano due “M” stilizzate nel loro logo, sistemate in modo da rappresentare un infinito. Ciò però ha causato all’azienda romana diversi problemi. Perciò, è stata avviata una causa per contraffazione e i fondatori di Maim Group sanno benissimo che li aspetta uno scontro piuttosto duro contro un colosso tecnologico spesso considerato intoccabile.

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Le tempistiche di registrazione incastrano Zuckerberg

I fondatori di Maim Group, Fabio Perugia e Daniel Funaro, hanno raccontato quanto accaduto rivelando che quando è stata presentata Meta, nell’autunno del 2021, hanno ricevuto moltissimi messaggi inerenti al marchio scelto da Zuckerberg per rappresentare la sua nuova idea.

Nei messaggi, clienti e amici di Perugia e Funaro si dicevano perplessi del marchio scelto dal fondatore di Facebook, e si domandavano se non fosse stato copiato da quello della loro società. Inizialmente, l’idea sembrava piuttosto assurda e non gli diedero troppo peso. Poi però, come raccontano Perugia e Funaro, coloro che invece non avevano molta familiarità con la loro azienda hanno iniziato a pensare che fossero stati loro due a copiare il logo di Meta.

Risulta piuttosto chiaro come un malinteso del genere non possa fare granché bene al business di un’azienda di comunicazione. Per questo i due imprenditori hanno sentito il bisogno di tutelarsi. Effettivamente, confrontando i due loghi c’è una certa somiglianza.

Dalla tempistica di registrazione del logo fortunatamente si riescono a capire molte cose sulla faccenda. Il marchio di Maim Group era già entrato in uso nell’ottobre del 2020, ben prima della presentazione della nuova azienda di Zuckerberg al pubblico. La domanda di utilizzo del marchio è stata depositata invece il 26 aprile 2021 e vidimata il 29 ottobre 2021. La domanda di deposito del marchio è stata fatta in Italia, Uk, Europa, Stati Uniti e Israele.

Invece, Meta ha registrato il suo marchio il 5 ottobre 2021 in Giamaica. Secondo Perugia, in base alle indagini svolte per fare luce su come procedere con la questione, il marchio di Mark Zuckerberg non è registrato in Italia e quindi non potrebbe neanche essere usato nel nostro paese.

A complicare ulteriormente le cose è anche il fatto che le attività per cui sono registrate le due aziende sono le medesime: relazioni esterne, advocay e campagne di comunicazione. È proprio questo ulteriore dettaglio che permette di avere gli estremi per portare in tribunale Zuckerberg per contraffazione.

Non è la prima volta che Meta riceve critiche del genere. Anche altri negli scorsi mesi hanno fatto notare che il logo (o addirittura il nome) dell’azienda non era affatto originale. Però, come fanno notare molti utenti, spesso i tentativi di fare causa al colosso tecnologico si concludono con un nulla di fatto.

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