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“House of the Dragon” rischia di finire come “Game of Thrones”?

George R.R. Martin, autore della celeberrima saga letteraria delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, ha letto commenti, e-mail, e sentito svariate opinioni in merito a quel finale. Da quando Game of Thrones si è conclusa nel maggio 2019, Martin è stato più che consapevole del responso dei fan in merito. La domanda che ora sorge spontanea è: House of the Dragon rischia la stessa cosa?

In realtà, House of the Dragon rischia molto di più, tra cui il fatto che una percentuale non meglio specificata di fan della serie principale non guardi lo spinoff sui Targaryen proprio perché scoraggiati dal finale di Game of Thrones. Questo è esattamente ciò che si è chiesto lo stesso Martin in un’intervista al New York Times.

Il finale di Game of Thrones e il fandom

“Molte persone mi hanno contattato dicendomi che avevano odiato il finale del Trono di Spade, e che per questo non avrebbero guardato né House of the Dragon né nessun altro degli spinoff in cantiere”, ha riferito l’autore. “Ma queste persone che espongono le loro lamentele, quante sono? Quanto rappresentano di tutto il fandom di Game of Thrones?”

Presto, sia Martin che HBO scopriranno la risposta a questa domanda, così come tutto il fandom, del resto. A tre anni dalla conclusione, numerose idee per degli spinoff erano state discusse, e la vincitrice andrà in onda con la sua prima puntata tra pochi giorni. Nonostante si fosse arrivati a girare l’episodio pilota di un prequel sugli Estranei, HBO ha trovato molto più fruttuoso investire su House of the Dragon.

Le aspettative su House of the Dragon

Il rischio è comunque alto. House of the Dragon, alla fine, è un banco di prova per i piani alti di HBO per capire quanto ancora il pubblico sia interessato al mondo di Game of Thrones, e se questa serie possa essere la pioniera per molti altri prequel ambientati a Westeros (pare che ci siano almeno altre cinque storie in pre-produzione).

E non si tratta solo di riacquistare la fiducia che era andata persa con il finale della serie madre. La fusione con Discovery ha colpito a livello economico anche HBO, e House of the Dragon si troverà tra qualche settimana a rivaleggiare con nientemeno che Il signore degli anelli: Gli anelli del potere. In sostanza, le aspettative su questa serie sono altissime.

Ciò che in tanti comunque si chiedono, è se il prequel sui Targaryen rischierà il tracollo narrativo delle ultime stagioni di Game of Thrones. Ryan Condal, showrunner di House of the Dragon insieme a Miguel Sapochnik, ha collaborato molto con George Martin per mantenere la fedeltà al romanzo da cui la serie è tratta (nello specifico, Fuoco e sangue, edito da Mondadori nel 2018).

Una collaborazione mancata

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E questo è proprio ciò che non è successo dalla quinta stagione in poi del Trono di Spade. E’ proprio George Martin a confermarlo nella stessa intervista: “Non mi hanno coinvolto per collaborare alla quinta e sesta stagione, e ancora meno per le ultime due”, ha affermato. “Se volete sapere il motivo, dovrete chiederlo a Benioff e Weiss”.

L’autore ha voluto infine rincuorare i fan della saga letteraria: “Sono in ritardissimo, ma ho promesso che finirò The Winds of Winter. Il mio finale per le Cronache sarà molto diverso da quello della serie televisiva”.

House of the Dragon andrà in onda con il suo episodio pilota il 21 agosto 2022. Nel cast troviamo Matt Smith, Emma D’Arcy, Olivia Cooke, Paddy Considine, Eve Best, Steve Toussaint e Rhys Ifans. Qui sotto potete trovare il trailer della serie rilasciato al San Diego Comic-Con.

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