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La professione di Content Creator è realtà anche in Italia: da adesso è legalmente riconosciuta

La figura di Content Creator (creatore di contenuti, per chi preferisce il termine italianizzato) viene vista spesso in modi diversi: mentre alcune persone la ritengono al pari di una professione capace di fornire un’indipendenza economica di tutto rispetto, molti sostengono che quello di “creare video” e “giocare ai videogiochi in diretta” non sia in realtà considerabile un lavoro vero e proprio.

Nonostante ciò, in questi giorni la Camera e il Senato si sono trovate indaffarate nel votare il DDL Concorrenza, nella quale è stato inserito anche un emendamento che riguarda le nuove professioni dei digital content creator (creatori di contenuti digitali). Si tratta di professioni legate anche al mondo del gaming, che porta così le persone che fanno di quest’attività un lavoro ad ottenere anche un codice Ateco specifico, per un riconoscimento definitivo.

Era da diverso tempo che questo DDL veniva discusso, e con l’approvazione definitiva avvenuta il 2 agosto della legge annuale per il mercato e la concorrenza 2001 (DDL Concorrenza), adesso anche l’emendamento “Content Creators” è diventato ufficialmente legge. Nel DDL sono riportati all’articolo 28 gli obblighi per il governo d’individuare specifiche categorie di controlli per i creatori di contenuti digitali, e di prevedere meccanismi di risoluzione di eventuali controversie tra le piattaforme e i creatori.

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La figura di Content Creator viene riconosciuta a livello legale

La questione sulla figura dei Content Creator, professione spesso ritenuta “inesistente”, bistrattata e sottovalutata, lascia pensare alla vicenda riguardante gli eSports e il modo in cui lo Stato (o perlomeno, l’Agenzia delle Dogane) si è mostra incapace di saper accogliere le innovazioni non solo tecnologiche, ma anche lavorative e sportive, attraverso un metodo di valutazione e regolamentazione che ha creato non poco clamore.

Per quanto riguarda i creatori di contenuti, è impensabile ad oggi navigare online senza imbattersi in qualche genere di contenuto realizzato da un “Content Creator”: che si tratti dei video comici più in tendenza (magari di Casa Surace o Le Coliche), di divulgazione generale (Breaking Italy, Barbascura), o di satira e politica, difficilmente aprendo un qualunque social non riusciremo a ritrovarci davanti le loro creazioni, che sembrano essere “nate dal nulla” ma che richiedono molto spesso più tempo, impegno, soldi di quello che uno andrebbe a pensare.

Finalmente, la figura del Content Creator è stata riconosciuta grazie ad un emendamento approvato dal Senato, ma se dobbiamo dare un merito particolare a qualcuno per questo grande passo avanti, dobbiamo indicare sicuramente il WMF – Festival per l’innovazione digitale, il quale ha portato in sede parlamentare il tema della Creator Economy il 10 giugno 2021 con un’audizione alla Camera.

L’obiettivo era individuare una proposta normativa per disciplinare e tutelare i creatori di contenuti digitali con una nuova categoria professionale, sempre più importante per l’economia digitale e divenuta fondamentale non solo per l’intrattenimento, ma anche per l’informazione e la formazione. Di seguito potete leggere l’emendamento approvato (qui il testo completo):

ART. 28. Al comma 1, dopo la lettera l), aggiungere le seguenti:

l-bis) individuazione di specifiche categorie di controlli per i creatori di contenuti digitali, tenendo conto dell’attività economica svolta;

l-ter) previsione di meccanismi di risoluzione alternativa delle controversie tra creatori di contenuti digitali e relative piattaforme.

Il WMF dichiara che “Si tratta di una vittoria per il settore digitale italiano e porterà significativi miglioramenti per i creatori di contenuti digitali. Questo risultato, però, costituisce anche un apripista verso una discussione più ampia per il riconoscimento delle dinamiche del settore digital & tech italiano.”

Questo fatto si rivela una pietra miliare per iniziare un lungo percorso verso la regolamentazione di quel che sta diventando sempre più importante nel tessuto economico di moltissime aziende. Ma anche per quel che riguarda nuove figure indipendenti che lavorano e guadagnano attraverso la produzione di contenuti per il web e per i social.

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Marina Flocco

Marina Flocco

Fruitrice seriale di videogiochi, anime, manga, tutto ciò che è traducibile dal giapponese.

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