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Miss Kobayashi’s Dragon Maid vol. 7 e 8: Padre e figlia

In questi volumi di Dragon Maid abbiamo un vero e proprio cambio radicale riguardo il ritmo narrativo della serie, che cambia un po’ le carte in tavola per la serie di Coolkyusinnja. Il settimo volume continua sulla falsariga dei precedenti, con capitoli incentrati su diversi personaggi (soprattutto Elma, che finalmente rivela quello che prova davvero per Tohru, almeno per ora), ma nei suoi ultimi capitoli inizia ad introdurre una storia molto più grande incentrata su Kanna, che a parte la fuga a New York era rimasta un pochino più in disparte rispetto agli altri.

Si tratta della prima volta che la serie si è buttata dentro un lungo arco narrativo della durata di più di un volume, considerando anche che l’arco di Ilulu era durato al massimo 5 capitoli. Per la prima volta abbiamo pure un arco che coinvolge attivamente il mondo da cui provengono Tohru e tutti gli altri draghi della serie, in una storia che parla di famiglia.

Padre, figlia e caos

Alla fine del settimo volume Kobayashi si ritrova a dover stare una settimana senza toccare alcuna goccia d’alcol, visto che dopo una serata brava con Elma e Takiya si è dovuta far portare a casa dalla prima perché troppo ubriaca per arrivare a casa da sola. Cosa che si rivela dura ma che la fa anche sentire bene (nonostante passata la settimana le venga subito voglia di bere nuovamente).

Nel mentre Kanna inizia a interrogarsi sul prendere le parti di una delle fazioni di draghi o meno. La piccola non ci aveva mai riflettuto a fondo, visto che è ancora piccola e che non prova un particolare interesse per la situazione politica dei draghi del suo mondo. Alla fine non prende una vera e propria decisione, ma si ritrova a condividere un momento molto dolce con Saikawa.

Questi due capitoli sono molto importanti per l’arco narrativo contenuto interamente nel volume 8, in quanto viene introdotto finalmente un personaggio finora solo menzionato: Kimun Kamui, il padre di Kanna e un drago facente parte della fazione del caos, recatosi nel mondo di Kobayashi per chiedere a Kanna di restituirgli la Sfera del Drago che lei ha rotto per scherzo all’inizio della storia per fargli un dispetto.

Il motivo per cui ha bisogno di essa riguarda una possibile lotta con i draghi della fazione dell’Armonia, e ad accompagnare il potente drago c’è un mago di nome Azad, che fin da subito ha un’aria molto sospetta. Fin dal suo arrivo, è chiaro che Kimun non sappia come fare il padre o come dovrebbe comportarsi un padre, visto che tratta la figlia giusto come una compagna d’armi e nulla più. Nonostante questo le die molto fastidio, Kanna decide d’iniziare a preparare la sfera, mentre Kimun torna nel loro mondo ad aspettare che l’oggetto sia pronto.

Kobayashi, indispettita dal modo di fare del drago, decide d’imparare qualche trucchetto di magia grazie al suo capo e inizia anche a pensare se potrebbe essere o meno una madre surrogata per la piccola (anche se tecnicamente ha svolto un ruolo simile fin da quando Kanna è arrivata in quel mondo). La ragazza decide anche di attuare un piano per far interessare man mano Kimun alla figlia, mandandogli delle lettere dove sì gli manda aggiornamenti sulla preparazione della sfera, ma gli parla anche della quotidianità che la figlia ha nel suo mondo, e pian piano inizia a far breccia nel drago, che comunque non capisce molto i discorsi quotidiani e manda risposte riguardanti l’alcol.

Ovviamente non manca anche il focus riguardo l’equilibrio tra le forze del Caos e quelle dell’Armonia, con Azad che si rivela poi essere l’artefice dell’attuale zizzania tra le due fazioni. La cosa viene scoperta da Ilulu, che per poco rischia la vita in uno scontro diretto con il mago, ma fortunatamente riesce a fuggire dallo scontro e a tornare a casa, rivelando ciò che ha scoperto a Tohru e le altre.

Dopo poco tempo, Kanna decide improvvisamente di andare dal padre da sola con la sfera, trovandosi costretta a dare addio a Saikawa. O meglio un arrivederci dopo l’inseguimento e il pianto dell’amica, che minaccia disperata di tentare addirittura dei gesti estremi se lei dovesse andarsene. Kobayashi e Tohru la seguono, ma Azad dirotta il loro portale, facendole finire in mezzo al campo di battaglia.

Kanna si ritrova sola in compagnia di Azad, e impariamo che è stato lui ad affidarle originariamente la Sfera del Drago per i suoi fini, oltre che per aiutarla ad attirare le attenzioni di Kimun, che però l’ha punita bandendola semplicemente, invece che spendere qualche parola in più. Proprio in questo momento Kanna fa uno dei suoi scherzetti ad Azad, e grazie a una fortuita idea di Kobayashi, le due smascherano il mago a entrambe le fazioni. Lui però usa la sfera per controllare i due eserciti, e fargli attaccare Kobayashi e compagnia.

Scontro e riappacificazioni

Le nostre protagoniste, aiutate dall’arrivo di Elma e Fafnir, riescono a raggiungere Kanna, che al momento si ritrova ad affrontare suo padre controllato da Azad. Lo scontro è breve ma comunque riesce a mantenersi emozionante grazie alle varie risoluzioni dei vari personaggi, come Kobayashi che abbandona l’idea di essere una madre surrogata per Kanna – perché se no non potrebbe più esserne amica – e i suoi appena sviluppati poteri magici per fare un unico grande attacco, Kanna che riesce a essere sincera con il padre e a dirle di essersi sempre sentita sola, e Lucoa che smette momentaneamente di essere una spettatrice neutrale (cosa che è per via di alcune sue azioni passate che finora ci sono solo state accennate un paio di volte).

Azad viene sconfitto sia fisicamente che psicologicamente. Nonostante non si presenti come chissà quale cattivo diverso da tanti altri, vengono messe in chiaro le motivazioni che lo spingono ad agire e la sua incredulità nel vedere i draghi avere delle emozioni umane e non essere solo delle bestie assetate di sangue e battaglie come sempre ha pensato. Si tratta poi del primo antagonista in toto per la serie (se non consideriamo Ilulu alla sua prima apparizione, visto che alla fine non è davvero cattiva, o il drago che le dava la caccia, che però appare per solo un capitolo), e chissà se mai lo rivedremo, magari sotto una luce diversa.

A mio avviso la cosa migliore di tutto quest’arco sta nel come viene sviluppato il legame tra Kanna e Kimun, con quest’ultimo che alla fine riesce quasi a capire la figlia e a sentirsi come un padre, decidendo di lasciarla tornare nel mondo di Kobayashi e di andarla a trovare ogni tanto. Kanna torna quindi a casa poco dopo tutti gli altri, e ha un bellissimo abbraccio finale con Saikawa. Se ricordate, nello scorso articolo avevo espresso dispiacere nel vedere come non ci fosse un capitolo dedicato al legame d’amicizia tra le due bambine, ma con queste piccole interazioni all’interno di quest’arco non posso che considerarmi soddisfatto.

Dragon Maid

In conclusione questi due volumi di Kobayashi rappresentano un cambio di registro nella formula narrativa che abbiamo visto finora nella serie (soprattutto nell’ottavo), mentre continua con le tematiche riguardanti i legami tra i personaggi e ci offre un ulteriore sguardo alla mitologia dei due mondi della serie. A livello di edizione invece, devo dire che il settimo volume era insolitamente più rigido del solito, mentre l’ottavo era in linea con i primi 6 e con le altre serie pubblicate da J-POP.

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Yoel Carlos Schincaglia

Yoel Carlos Schincaglia

Nato il 14 febbraio 1997. Mi piacciono molto gli anime e credo nella canzone che ho nel cuore.

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