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Russia: Putin firma una legge che proibisce l’utilizzo delle criptovalute nel Paese

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge che proibisce di utilizzare asset digitali come forma di pagamento in Russia. A essere coinvolti nella legge appena approvata non sono solo le criptovalute come i Bitcoin, ma anche gli ormai notissimi NFT.

La decisione arriva dopo un lungo dibattito tra il governo russo e la Banca Centrale russa in merito al tema criptovalute. Già a gennaio la Banca di Russia aveva proposto un assoluto divieto delle criptovalute, sia per i pagamenti che per gli investimenti.

La legge appena approvata, e che entrerà effettivamente in vigore tra 10 giorni, va in una direzione simile: costituirà un illecito sia l’utilizzo che l’accettazione di pagamenti effettuati tramite tali attività digitali, ma saranno permessi i soli investimenti.

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La Russia e le criptovalute

Dunque, molto presto, le criptovalute non potranno più essere utilizzate dalla Russia per eseguire acquisti. E pensare che solo qualche mese fa, con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, le autorità statunitensi erano piuttosto sicure che le aziende russe, in risposta alle sanzioni economiche, avrebbero utilizzato le criptovalute per aggirare le limitazioni imposte al Paese.

E invece, pare che le autorità russe non siano grandi fan degli asset digitali. La decisione, però, non vieta in senso assoluto le criptovalute come aveva invece richiesto qualche mese fa la Banca di Russia. La legge lascia infatti un po’ di margine di azione e ciò accade perché il governo, tra cui soprattutto il Ministro delle Finanze russo, crede sia necessario lasciare che la tecnologia dietro le criptovalute si sviluppi.

Il testo della legge firmata da Putin, infatti, non elimina del tutto le criptovalute dal Paese. Possiamo leggere:

È proibito trasferire o accettare asset finanziari digitali come corrispettivo in cambio di beni, servizi o di qualsiasi altra cosa che sia stato ottenuta effettuando un pagamento attraverso un asset finanziario digitale, salvo quanto diversamente previsto dalle leggi federali

La legge parla solamente del divieto di utilizzo degli asset digitali per lo scambio di beni e servizi; sarà dunque ancora permesso investire in criptovalute e continuare a “minarle“. Cosa che non sorprende troppo: la Russia è terza al mondo come miner di Bitcoin e lo stesso Putin, a gennaio, aveva espresso il suo entusiasmo per il mining.

Il presidente russo aveva addirittura affermato poco tempo fa che la Russia possiede “alcuni vantaggi competitivi” per quanto riguarda il mining, citando come esempi il “grande surplus di elettricità e di personale altamente qualificato” del Paese. Sarebbe stato quindi insensato tagliare le gambe completamente a un settore in cui il Paese è così produttivo.

Fonte: Yahoo Finance

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